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Morbo di Bowen
La malattia di Bowen che prende il nome da dermatologo americano John T. Bowen è una lesione precancerosa. La lesione si presenta come una placca eritematosa a lento accrescimento, con bordo netto. Sono solitamente presenti lieve desquamazione e croste. In genere l'asportazione chirurgica della lesione comporta una completa guarigione.
Vorrei sottoporvi un caso di Morbo di Bowen: a mia mamma di 80 anni, circa un anno fà, è comparsa sulllo zigomo sx. una macchia di colore un poco più scuro della sua pelle della grandezza di circa 1 cm. che si è trasformata centralmente in una crosticina e poi in una verruchetta di circa 1 mm. molto fastidiosa che gli procurava prurito e che si staccava frequentemente dalla base, è stata seguita da un dermatologo che l'ha curata per mesi senza risultati positivi dicendole che la cura si sarebbe protratta per diverso tempo. Circa due settimane fà il chirugo da cui si è fatta visitare ha deciso di fare un prelievo istologico e quindi ha asportato la verruca, che ha dato esito positivo per il Morbo di Bowen. Il suo medico curante ha sconsigliato di intervenire chirurgicamente informandomi che la lesione avrebbe necessità di un trapianto cutaneo e dato che mia mamma è anziana e diabetica, probabilmente si sarebbero presentati dei problemi per l'attecchimento della pelle. Vi chiedo cortesemente qual'è il Vs. parere circa l'opportunità di intervento chirurgico ed eventuali rischi di a non intervenire chirurgicamente data l'età di mia mamma, ed il decorso della malattia. Vi ringrazio anticipatamente rimanendo in attesa di una gentile risposta.
Gentile Signora, certamente il suo Medico Curante ha ragione, il diabete rende più difficoltosa la guarigione delle ferite chirurgiche e aumenta il rischio d'infezioni tuttavia il Morbo di Bowen è un tumore della pelle, che se non adeguatamente trattato potrebbe portare nel tempo a gravi conseguenze. Le consiglierei pertanto di consultare nuovamente un dermatologo che, alla luce di una diagnosi istologica certa e in base al quadro clinico della paziente potrà consigliarle l'intervento migliore (oltre all'asportazione chirurgica classica si può ricorrere in alcuni casi a dei metodi alternativi). Cordiali saluti. dott. Lorenzo Peli. - GISED -
Buongiorno, mi chiamo (...) ed ho alcune domande da farVi in merito a questo argomento dato che mi tocca personalmente. Mia madre ha 63 anni ed è stata operata il 09/2002 ad un basalioma sul dorso della schiena che aveva da circa 5 anni. L'intervento è stato effettuato in anestesia totale e la grandezza del basalioma aveva un diametro di 2,5 centrimetri. Dal risultato dell'esame istologico però il presunto basalioma ora è "CARCINOMA IN SITU DELL'EPIDERMIDE - MORBO DI BOWEN" escissione completa, modesta iperplasia melanocitaria. Ora vorrei sapere gentilmente se questo tipo di tumore può metastatizzare e se sì, in che percentuale e se c'è il rischio che colpisca anche i linfonodi. (Sempre in percentuale). E' il caso di sottoporsi a terapia radio o chemio? Nell'attesa di una Vs. gentile risposta Vi ringrazio e porgo distinti saluti.
Il Basalioma e il Morbo di Bowen possono avere clinicamente aspetti simili. E' perciò l'esame istologico che fornisce, a posteriori, una diagnosi di certezza circa la natura della lesione. Il Morbo di Bowen è un tumore della pelle che rimane anche per lungo tempo confinato alla sola epidermide, per questo motivo l'asportazione della lesione comporta in genere una completa guarigione, senza conseguenze. La definizione "Carcinoma in situ dell'epidermide" sottolinea proprio il fatto che il tumore è limitato al solo strato superficiale della pelle. Il rischio di metastasi locoregionali o a distanza in questa fase è molto basso o nullo. Si può ragionevolmente ritenere che il problema si sia risolto con l'intervento già effettuato senza necessità di sottoporsi ad altre terapie. Tuttavia, non conoscendo direttamente il caso, le consigliamo di seguire scrupolosamente i consigli che le verranno dati dai medici che hanno seguito la paziente, in particolare per quanto riguarda eventuali visite di controllo (cd. follow-up). Cordiali saluti. dott. Lorenzo Peli. - GISED -
Sono un uomo di circa 38 anni, in questi giorni mi hanno diagnosticato il Morbo di Bowen, che nel mio caso si presenta sulla spalla con la pelle arrossata e a volte si formano delle piccole crosticine. A gennaio - febbraio del 2003, dovrò sicuramente subire un intervento chirurgico per l'asportazione del tumore. Desideravo sapere, quali eventuali conseguenze può portare questa malattia, e se ci sono rischi per gli organi interni. Grazie.
Il Morbo di Bowen è un tumore della pelle inizialmente limitato al solo strato superficiale (epidermide) proprio in virtù di questa sua collocazione superficiale è normalmente guaribile senza conseguenze purchè venga trattato precocemente. Il trattamento di scelta è l'asportazione chirurgica in anestesia locale in alternativa, in casi particolari, possono essere anche impiegati metodi alternativi come la crioterapia, la diatermocauterizzazione o la fotocoagulazione laser. Le consigliamo di sottoporsi in tempi brevi all'asportazione della lesione. Cordiali saluti. dott. Lorenzo Peli. - GISED
A mia madre, oggi di 88 anni, fu trattata con crioterapia una lesione (forma circolare) sulla gamba, almeno 8-10 anni fa. La lesione non si è più riformata, ma si formano numerose lesioni definite discheratosi senili dal Dermatologo-Oncologo che la segue. Ora mia madre è afflitta da una lombosciatalgia (?) resistente a tutte le cure, da almeno 2 mesi, nel medesimo periodo le discheratosi sono aumentate moltissimo. Può essereci un collegamento con la sua vecchia patologia o è privo di senso? Da notare che da alcuni anni è risultato debolmente positivo il marker CEA, ma in assenza di sintomatologia e data una ecografia addome-pelvi totalmente negativa, lo stesso medico curante non ha ritenuto fare altri accertamenti. Grazie se vorrete darmi un parere
Egregio signore, non è mai stata eseguita una biopsia su queste lesioni? Il termine di Discheratosi senile è molto generico; potrebbe indicare delle Cheratosi Attiniche multiple,lesioni benigne, favorite dalla fotoesposizione cronica, a rischio di degenerazione in epitelioma, ma che non dovrebbero avere relazione con la lombalgia e con il rialzo del test ematico. Alle gambe nell'anziano si possono anche avere quadri di Stucco Cheratosis, lesioni sempre benigne, varianti di Cheratosi seborroiche, la cui terapia è su sua richiesta chirurgica o crioterapica. Cordialità, Dott.ssa Anna di Landro - GISED
Mio padre è stato ripetutamente operato di tumori cutanei (basaliomi, carcinomi spinocellulari etc.) Le ultime neoformazioni asportate al dorso sono risultate all'istologia Morbo di Bowen. Sono presenti altre lesioni sospette ma, per l'età di mio padre (82 anni) e le scadenti condizioni generali è stato sconsigliato l'intervento chirurgico. E' stato prescritto... Vorrei conoscere l'efficacia di tale terapia ed inoltre se esiste una correlazione tra Morbo di Bowen nell'anziano e infezione da HPV. Grazie
Il comportamento consigliato è corretto. Il morbo di Bowen è considerato l'anticamera del carcinoma spinocellulare, cioè una neoformazione ancora benigna. Esattamente le correlazioni con l'HPV non sono certe. E' sempre comunque utile il trattamento di queste lesioni, per evitare che raggiungano dimensioni grandi per cui diventano non trattabili con il rischio di degenerazione in carcinoma. Cordialità, Dott.ssa Anna Di Landro - GISED
Ho una macchia rossastra sulla mano sinistra del diametro di un centimetro. Alla fine di luglio dopo una biopsia mi è stato diagnosticatomi è stato diagnosticato come "Carcinoma intraepidermico a tipo morbo di Bowen" e dovrò toglierlo a fine settembre. Vorrei sapere se anche questo tipo di carcinoma è asportabile senza conseguenze, o se quel "intraepidermico" stà ad indicare una fase successiva già più a rischio. Grazie
Sta proprio nella dizione di "intraepidermico" il concetto che il tumore è ancora nella fase benigna, perchè limitato all'epidermide e il rischio metastasi è zero. se oltrepassa l'epidermide diventa maligno, quindi non abbia titubanze. Cordialità, Dott.ssa A. Di Landro - GISED
A mio figlio,anni 25, da alcuni mesi si sono presentate delle papule sulla testa del glande. Il dermatologo dopo due mesi di inutili cure con pomate cortisoniche per balanite di zoon, ha effettuato un prelievo dalla parte per una biopsia. Il responso è stato: "quadro istopatologico compatibile con PAPULOSI BOWENOIDE". Il dermatologo dice che trattasi di malattia trasmessa da virus per via sessuale e ritenuta precancerosa.Ha bruciato le papule con il laser e vuole vedere il ragazzo ogni 20 giorni per tre mesi per procedere ad eventuali ulteriori bruciature. Adesso è apparsa una macchia simile sul collo; può essere ancora papulosi?Potreste dirmi qualcosa di più su questa malattia? Che rischi corre mio figlio? Cosa resta da fare? Grazie per una cortese risposta.
la Papulosi Bowenoide è considerata una precancerosi, quindi una lesione benigna anche se a rischio di degenerare, che in genere si localizza ai 4 arti, in particolare gambe, e ai genitali. Da quanto riferisce, sembra che il dermatologo abbia un pò esagerato su quanto detto, perchè la sua origine virale non è certa e neppure la trasmissione per via sessuale. Un'intossicazione da arsenico può favorire la patologia stessa, suo figlio lavora in qualche industria chimica o altro? La lesione al collo non dovrebbe essere della stessa natura, perlomeno è una localizzazione non tipica. Utile senz'altro fare controlli periodici. Cordialità, Dott.ssa Anna Di Landro - GISED
Buonasera, una decina di anni fa fui sottoposta a crioterapia per una neoformazione al braccio destro (di lato al polso), peraltro piccolissima. Una sorta di chiazzetta rosa di 2/3 mm. che però non risultava essere uguale al resto della mia pelle, seppure macchiata da molte efelidi. Non ci fu chiaramente biopsia e neanche una diagnosi precisa, si parlò di Morbo di Bowen ma senza certezze. Solo che un medico mi disse che tale neoformazione, nel caso fosse stato un Bowen, era l'anticamera di un tumore al rene, all'intestino o al polmone. Oggi ho 56 anni e mi tengo molto sotto controllo ma questa spina nel fianco me la porto dietro da anni. Qual'è il Vostro parere? Vi ringrazio molto per l'attenzione e Vi invio i migliori saluti.
Non capisco cosa le sia satto detto, perchè il Morbo di Bowen è considerato l'anticamera di un tumore della pelle, ma se asportato non dà altri problemi. Che poi si possa associare una predisposizione ad altri tumori interni è una cosa ancora dubbia e certo non ad altissimo rischio, per cui viva tranquilla. Dott.ssa Anna Di Landro - GISED
Buongiorno, una mia amica, età 70 anni, ha ritirato il referto della biopsia di un calcinoma sul naso che ha operato un mese fa e la dicitura “morbo di bowen in cheratosi attiva” e “losanga di 1,5 cm…” l’ha molto spaventata. Ne ha motivo, secondo lei? La ringrazio
No, perchè il m. di Bowen è una fase molto iniziale di epitelioma, considerato benigno, non a rischio di metastasi. Dott.ssa Anna Di Landro - GISED
Avrei bisogno di un chiarimento circa il referto istopatologico sottostante, a seguito di una asportazione di una specie di ciste, sulla coscia sinistra, identificata dal chirurgo come “morbo di Bowen”: “CARCINOMA INTRAEPIDERMICO TIPO M.DI BOWEN .LA LESIONE E' CONTENUTA ENTRO I MARGINI DI RESEZIONE. REFERTO MACROSCOPICO : LOSANGA CUTANEA DI CM 3,2 X 1,6 RIVESTITA DA epidermide CON ALCUNE PAPULE BIANCASTRE”
E’ stata rimossa completamente una neoformazione neoplastica benigna. Non esiste più alcun problema. Cordialità, Prof. Cleto Veller Fornasa - Centro Studi GISED