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Come il cibo influenza la salute della pelle


ciboNell'Enciclopedia Treccani per il termine dieta si legge: "Il termine dieta (dal greco "modo di vivere") ha assunto col tempo un duplice significato, in quanto può indicare l'insieme dei nutrienti ingeriti liberamente dall'uomo o da un gruppo etnico, per soddisfare il bisogno alimentare (per es. dieta mediterranea) e in tal caso riecheggia l'originario concetto di 'stile di vita'; oppure può richiamarsi, nel linguaggio corrente, al concetto di limitazione alimentare, in riferimento soprattutto al totale calorico (dieta dimagrante) o comunque alla proibizione di consumare particolari alimenti." (vedi qui)

La dieta, intesa come "l'insieme dei nutrienti ingeriti liberamente dall'uomo o da un gruppo etnico, per soddisfare il bisogno alimentare" svolge un importante ruolo anche in molte malattie dermatologiche.

Già nel 1700 si era capito che l'alimentazione poteva proteggere l'organismo umano da malattie come lo scorbuto, malattia che nel 1536 l'esploratore francese Jacques Cartier, riferendosi ai suoi marinai durante l'esplorazione del fiume San Lorenzo, così descriveva: "alcuni persero tutte le loro forze e non potevano più stare in piedi...altri avevano la pelle coperta di macchie di sangue color porpora che si estendevano dalle caviglie ai ginocchi e alle cosce, alle braccia, alle spalle e al collo. La loro bocca mandava un cattivo odore e le loro gengive divennero così guaste, che tutta la carne ne cadde, fino alla radice dei denti, che a loro volta cadevano quasi tutti". Nel 1753 fu il medico inglese James Lind a raccomandare l'aggiunta alla dieta di legumi freschi e frutta, sia come rimedio che come mezzo di prevenzione della malattia. Circa quaranta anni dopo la Marina britannica introdusse il succo di limone nella dieta dei marinai. E fu questo anche uno dei primi studi clinici della storia medica.

Oggi l'alimentazione viene studiata sia come fattore di rischio, ad esempio quando carente o eccessiva o non bilanciata, oppure come vera e propria terapia utilizzabile per migliorare o sostituire parzialmente le terapie farmacologiche.

Alcuni alimenti possono essere benefici per la pelle mentre altri possono determinare l'insorgenza di disturbi. Così risultano importanti la quantità di cibo che assumiamo, il tipo di dieta alimentare seguita, il mantenimento del peso corporeo entro certi limiti.

Se consideriamo gli effetti di una eccessiva alimentazione, quali aumento di peso e alterazione di parametri del sangue (es. glicemia, colesterolo, trigliceridi), indicati anche con il termine di sindrome metabolica, possiamo individuare comportamenti utili per diminuire o eliminare le conseguenze negative sulle malattie dermatologiche.

Le malattie dermatologiche per le quali esistono studi clinici osservazionali e controllati sul ruolo svolto dall'alimentazione sull'insorgenza o il trattamento saranno trattate in un'altra sezione.

Qui invece parleremo di alimentazione, differenze tra alimenti e nutrienti, importanza di macronutrienti e micronutrienti per la salute, regimi alimentari, miti sull'alimentazione ed altro ancora.

Mangiamo per vivere. Il cibo è necessario per la nostra vita quotidiana, per muovere i nostri muscoli, pompare il sangue, formulare pensieri ed è importante anche per vivere bene e più a lungo. Una dieta sana accompagnata da esercizio fisico regolare ed altro (es, non fumare) può eliminare circa l'80% delle malattie cardiache e molti casi di cancro.

Scelte sbagliate in campo alimentare, mangiare troppo alimenti sbagliati e poco quelli giusti, o mangiare in maniera eccessiva, fanno aumentare la possibilità di sviluppare tumori, malattie cardiache e diabete.

Ma dove possiamo trovare le giuste informazioni per nutrirci bene?

Intanto definiamo alcuni termini che troveremo spesso.


Alimenti e Nutrienti

I nutrienti

Nutrienti: sono le sostanze che devono essere assunte dall'organismo per mantenerlo in buona salute e possono essere sostanze energetiche, costitutive o regolatrici. I nutrienti possono essere classificati in Macronutrienti e Micronutrienti: i macronutrienti (nutrienti la cui assunzione è misurabile in grammi) comprendono carboidrati o zuccheri, proteine, lipidi o grassi, le fibre e l'acqua, i micronutrienti (nutrienti la cui assunzione è misurabile in milligrammi o microgrammi) sono invece vitamine e minerali.

I macronutrienti

I carboidrati

I carboidrati detti anche saccaridi o zuccheri, si distinguono in monosaccaridi o zuccheri semplici, oligosaccaridi e polisaccaridi. Il monosaccaride più abbondante è il glucosio che rappresenta la principale fonte di energia per moltissimi organismi ed è inoltre l'unità strutturale di polisaccaridi quali amido e cellulosa. Gli oligosaccaridi presentano da due a 10 monosaccaridi mentre oltre abbiamo i polisaccaridi, formati da monosaccaridi di un tipo o di due tipi che si ripetono in maniera alternata. I polisaccaridi più abbondanti nelle biosfera svolgono funzioni di deposito di energia (amido) o strutturali come componenti principali delle pareti cellulari rigide e dei tessuti delle piante. Nel mondo animale è il glicogeno il carboidrato di deposito principale.

I carboidrati rappresentano la principale fonte di energia per l'organismo umano. Sono presenti in vari alimenti quali frutta e verdura, cereali, pasta, latte, formaggi freschi, frutta secca, legumi, etc.

Un grammo di carboidrati apporta circa 4 kcal e pur non essendo "essenziali", poichè l'organismo umano riesce a produrli mediante processi biochimici, gli zuccheri sono in grado di fornire energia al cervello e a tutti i tipi di cellule e possono anche essere conservati come riserva di energia nel fegato e nei muscoli. Gli zuccheri semplici sono assimilati e metabolizzati velocemente. Inoltre secondo il tipo possono determinare un innalzamento della glicemia più o meno veloce dopo il pasto. Sarebbe preferibile consumare zuccheri complessi, derivanti cioè da piante come legumi e cereali.

Le proteine

Le proteine sono le molecole organiche più abbondanti nelle cellule: più del 50% del loro peso secco. Sono fondamentali da un punto di vista strutturale e funzionale. Ogni proteina svolge una specifica funzione quali ad esempio catalisi enzimatiche, trasporto e deposito di sostanze nutritizie, trasmissione dell'impulso nervoso, controllo della crescita e del differenziamento, supporto meccanico. Molti ormoni, tossine, agenti protettivi (anticorpi) sono proteine. Sono costituite da unità specifiche, 20 aminoacidi disposti in differenti sequenze e si distinguono in proteine semplici e proteine coniugate che possono contenere un metallo o un gruppo prostetico organico.

Le fonti principali di proteine sono i prodotti animali, carne, pesce, latte, latticini, uova. Fonti proteiche vegetali sono legumi e cereali. Da segnalare che se si segue una alimentazione priva di proteine animali è necessario combinare cereali e legumi vari insieme per mantenere la giusta combinazione di aminoacidi essenziali alcuni dei quali sono carenti in alcuni alimenti vegetali. Proteine sono comunque presenti in quasi tutti gli alimenti ed il loro apporto calorico è di circa 4 kcal per grammo.

I lipidi

I lipidi o grassi sono molecole organiche non solubili in acqua (idrofobiche) ma solubili nei solventi organici (es. cloroformio) che svolgono importanti funzioni biologiche: componenti strutturali delle membrane cellulari e della mielina, forme di deposito e di trasporto di molecole ricche di energia, rivestimento protettivo, e come componenti della superficie cellulare per il riconoscimento, la specificità di specie e l'immunità tissutale. Alcuni lipidi comprendono vitamine e ormoni. I lipidi si distinguono in acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi secondo il numero di atomi di carbonio ed il tipo di legami presenti. Gli acidi grassi polinsaturi comprendono il gruppo degli omega-3 e quello degli omega-6.

I grassi saturi sono in genere solidi a temperatura ambiente mentre aumentando l'insaturazione diventano più liquidi. Il burro ad esempio è un grasso saturo mentre insaturi sono gli oli vegetali. Possono essere combinati con altre biomolecole a formare i glicolipidi e le lipoproteine. Tra i lipidi ricordiamo trigliceridi e fosfolipidi, che sono i più comuni nel cibo, formati da una molecola di glicerolo e due o tre molecole di acidi grassi. Un grammo di lipidi apporta circa 9 kcal.

Tra i lipidi i grassi monoinsaturi (olio di oliva) e polinsaturi (olio di mais, girasole, semi) sono da preferire a quelli saturi (grassi animali, insaccati, burro, latticini) che causano alterazioni dei valori di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Costituiscono i cosiddetti Acidi Grassi Essenziali alcuni tipi di acidi grassi polinsaturi a catena lunga che possono essere ottenuti solo attraverso la dieta: gli acidi grassi omega-3 (es. acido linolenico e EPA) e acidi grassi omega-6 (es. acido linoleico e acido arachidonico). Gli acidi grassi omega-3 sono presenti nell'olio di fegato di merluzzo, olio di pesce e animali marini con alto contenuto di grassi (sgombro, salmone, etc). Gli acidi grassi omega-6 sono presenti soprattutto negli oli di origine vegetale.

Prendono anche il nome di vitamina F. Tra questi l'acido arachidonico può essere sintetizzato a partire dall'acido linoleico. Sono essenziali per la sintesi di lipidi dei tessuti, regolano i livelli del colesterolo e sono precursori delle prostaglandine.

Le fibre

Le fibre sono sostanze non digeribili che non vengono assorbite dall'intestino. Sono di vario tipo: zuccheri come la cellulosa, composti come la lignina, amidi ed altro. Si distinguono in fibre solubili e non solubili: insieme favoriscono la salute dell'intestino sia operando sulla flora intestinale che la velocità di transito. Aiutano anche ad abbassare la glicemia in pazienti diabetici e la colesterolemia, esistono anche dati che suggeriscono una diminuizione del rischio di cancro al colon. Le fonti principali di fibre sono i cereali integrali, legumi, frutta e verdura, mentre non sono presenti negli alimenti di origine animale. Si consiglia una assunzione giornaliera di 25-30g al giorno.

L'acqua

L'acqua è un elemento essenziale se consideriamo che circa i due terzi del corpo sono fatti di acqua. È importante assumere acqua, da uno a due litri al giorno, secondo le attività che si svolgono. Ma è importante anche non esagerare per evitare problemi renali e di pressione.


I micronutrienti

Le vitamine

Il termine vitamina fu introdotto nel 1911 dal chimico polacco Kasimir Funk, per indicare sostanze presenti nell'alimentazione in grado di prevenire alcune malattie, nel caso specifico si trattava di Beri-Beri, una malattia che colpiva i detenuti del carcere di Giava, nutriti solo con riso brillato. Al contrario le guardie carcerarie dello stesso carcere non si ammalavano di beriberi, segno che nella loro dieta erano presenti sostanze in grado di proteggere dalla malattia.

Le vitamine sono quindi molecole organiche necessarie in piccole quantità nella dieta animale e prive di valore calorico. Svolgono lo stesso ruolo negli organismi viventi ma gli animali superiori hanno perso la capacità di sintetizzarle.
Sono essenziali per proteggere l'organismo da infezioni, radicali liberi, aiutano a mantenere sana la pelle, le mucose, le ossa. Si trovano negli alimenti anche sotto forma di precursori che poi l'organismo trasforma in vitamine funzionali.
Si distinguono due gruppi: le vitamine liposolubili, cioè solubili nella parte grassa degli alimenti (A, D, E, K) e quelle idrosolubili, solubili nella parte acquosa degli alimenti (B1, B2, B6, B12, PP, C, acido folico, biotina, acido pantotenico). L'uso di indicarle con le lettere dell'alfabeto deriva dalla prima vitamina scoperta, la vitamina B che prese il nome dalle iniziali del Beri-Beri.

La
vitamina A, scoperta intorno al 1906 e sintetizzata nel 1946, è necessaria per molte funzioni biologiche: visione, ematopoiesi, differenziamento cellulare, funzione immunitaria e trascrizione genica. Il termine vitamina A non rappresenta uno specifico composto ma descrive l'attività biologica di un gruppo di composti. Nel cibo la vitamina A si trova in due forme principali: retinolo e carotenoidi.

Il retinolo è trovato nei cibi di origine animale, è una sostanza instabile ed è trovata in alte concentrazioni nel fegato. È essenziale per la vista. Viene convertito ad acido retinoico, fattore di crescita importante per la crescita cellulare ed il differenziamento, richiesto anche per la salute della pelle e delle ossa.
I retinoidi regolano la crescita delle cellule epiteliali ed il differenziamento, sono utilizzati nella clinica pratica per trattare l'acne e la psoriasi, e numerose evidenze dimostrano la loro utilità nel trattamento di malignità e nella prevenzione di cancro della pelle. Cibi che contengono retinolo naturale ed estere di retinolo sono il fegato, latte, tuorlo d'uovo, formaggio, pesce grasso etc.

I carotenoidi sono pigmenti derivati dalla vitamina A quali beta-carotene, astaxantina, licopene tutti antiossidanti con proprietà fotoprotettive. Sono contenuti in cibi di origine vegetale, in alcuni batteri e alghe ma possono derivare anche da fonti animali. Il carotene è un pigmento giallo-arancio, fotosintetico presente in varie forme di cui solo 4 funzionano da vitamina A negli essere umani: alfa, beta, gamma e beta-criptoxantina.

Il beta-carotene è contenuto nei frutti e vegetali di colore arancio, è assorbito dall'intestino tenue ed ha anche proprietà antiossidanti. Fonti naturali di vitamina A sono quindi le carote (circa il 93% della quantità media raccomandata giornaliera di beta-carotene è presente in 100g di carote), il fegato, foglie di broccoli, patate dolci, zucca, cavolo, spinaci e melone. Frutti e vegetali contenenti beta-carotene sono carote, zucchine, patate dolci, mango e papaia, etc.

L'astaxantina è ritrovata nelle microalghe, lievito, salmone, trota, kril, gambero, gambero di acqua dolce, crostacei. Viene biosintetizzata da microalghe e fitoplancton che sono consumate da zooplancton o crostacei che sono poi ingeriti dai pesci entrando così nella catena alimentare.

Il licopene è un carotenoide rosso intenso trovato in pomodori ed altri frutti e vegetali rossi quali carote rosse, angurie e frutti di papaia (non in fragole e ciliege). Pur essendo un carotene non ha attività di vitamina A.

L'assorbimento della vitamina A è influenzato anche dal contenuto lipidico del cibo. L'ipervitaminosi può essere negativa e determina nausea, vomito, anoressia, mal di testa, perdita di capelli, debolezza muscolare, etc. Nel lungo termine si può avere anemia, perdita di peso e fratture ossee. Eccessivo beta-carotene può causare colorazione giallo-arancio della pelle, specie ai palmi e alle piante.
La carenza di vitamina A determina soprattutto cecità, secchezza della congiuntiva e cheratinizzazione della mucosa oculare. Inoltre viene indebolito il sistema immunitario ed aumentano le infezioni comuni.
Miglioramento nel consumo di vitamina A e zinco riduce la malaria e diminuisce la mortalità per morbillo.

La
vitamina D è un pro-ormone solubile nei grassi identificato nella prima parte del ventesimo secolo dopo la scoperta degli effetti anti-rachitici dell'estratto di fegato di merluzzo.
È importante per la salute delle ossa per le sue proprietà anti-rachitiche. Viene studiata anche per il suo potenziale ruolo nella prevenzione del cancro, malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni e altre condizioni croniche. Risulta coinvolta nella omeostasi del calcio e probabilmente nella inibizione della proliferazione cellulare, promozione del differenziamento cellulare e apoptosi.
Le fonti principali sono l'esposizione al sole, l'alimentazione e i supplementi di vitamina D. Le fonti naturali di vitamina D comprendono l'olio di fegato di merluzzo, formaggio, tuorli d'uova, sardine, salmone, tonno e fegato bovino. In molte regioni del mondo sono utilizzati alimenti fortificati per ottenere un adeguato apporto di vitamina D.

La
vitamina E previene la perossidazione dei lipidi e il danno ossidativo delle cellule. Il termine si riferisce ad un insieme di otto composti, il più comune e biologicamente potente è l'isomero d-alfa-tocoferolo.
Il tocoferolo è un antiossidante solubile nei grassi e quindi uno spazzino dei radicali liberi. Come la vitamina C è un antiossidante non enzimatico endogeno naturalmente presente. Vitamina C e vitamina E agiscono in sinergia.
Quantità elevate di tocoferolo sono presenti nelle verdure, oli vegetali come olio di germe di grano, olio di oliva, olio di girasole, semi e olio di cartamo, mais, soia ed alcuni tipi di carne. La vitamina E è trovata in varie fonti vegetali quali nocciole, oli vegetali e vegetali a foglia verde. La carenza di vit. E è rara e determina anemia emolitica. Una delle sue funzioni più studiate è il suo ruolo nella protezione della vitalità delle membrane cellulari. La vitamina E viene incorporata nelle membrane e funziona da antiossidante in associazione con altri agenti biologici: acido ascorbico e glutatione. Importante anche il ruolo del selenio che agisce da cofattore nelle rigenerazione della vitamina E e la cui mancanza produce effetti simili alla carenza di vitamina E.

La
vitamina K è una vitamina solubile nei grassi i cui bisogni sono normalmente soddisfatti dall'apporto alimentare e dalla biosintesi della vitamina nell'intestino. Quindi è raro avere carenza di questa vitamina tranne che in casi di cattivo assorbimento intestinale o di ittero ostruttivo o a causa dell'assunzione di sostanze con attività anticoagulanti. Nei casi di carenza di vitamina K si osserva sulla pelle la comparsa di ecchimosi che diventano confluenti nelle aree di traumi o pressione, nei casi più gravi si osserva sanguinamento, ematuria, epistassi, etc.
Importante per la coagulazione del sangue e il rimarginarsi delle ferite, si trova nelle verdure a foglia larga, cavoli, fegato, carne, latte e tuorlo d'uova ed in alcuni oli vegetali (sois, canola, oliva).

La
vitamina C è solubile in acqua, fotosensibile, è il più potente antiossidante nella fase idrofilica. Non è sintetizzata dal corpo umano ed è quindi richiesta una opportuna assunzione attraverso la dieta.
Le fonti naturali più ricche di vitamina C sono la frutta fresca ed i vegetali: arance, mirtilli, bacche di rosa canina, guava, peperoncino, prezzemolo, etc.
La vitamina C può essere usata sia per via orale che topica e svolge numerose funzioni fisiologiche: è un cofattore per lisil e propil idrossilasi, stabilizza la struttura del collagene, partecipa alla sintesi del colesterolo, assorbimento del ferro e aumenta la biodisponibilità di selenio.

La
vitamina B consiste di 8 distinte vitamine solubili in acqua che spesso coesistono negli stessi alimenti: vit. B1 (tiamina), vit.B2 (riboflavina), vit. B3 (niacina), vit. B5 (acido pantotenico), vit. B6 (piridossina), vit.B7 (biotina), vit.B9 (folato) e vit. B12 (cobalamina). Si trovano in molti alimenti quali patate, banane, lenticchie, peperoncini, fegato, carne di tacchino, tonno, lievito e melassa.

La vitamina B1 partecipa al metabolismo degli zuccheri, sintesi di emoglobina, conduzione di impulsi nervosi. Si trova in quasi tutti i cibi, soprattutto in cereali, legumi, carne di maiale, latte, pesce e uova. La sua carenza determina una malattia nota come beri-beri, che colpisce il sisema nervoso e il tratto gastrointestinale.

La vitamina B2 è importante nell'assorbimento di proteine, grassi e carboidrati. Si trova in molti alimenti, soprattutto latticini, poi nella carne, uova, fegato e patate. Una sua carenza determina stomatite angolare, dermatite, glossite, vascolarizzazione della cornea.

La vitamina B3 partecipa al metabolismo degli zuccheri e favorisce la produzione di energia, è importante per la salute del sistema circolatorio, apparato digerente e sistema nervoso. Si trova in molti alimenti, soprattutto carne, pesce, cereali, funghi, patate e pane integrale.
Nei casi di carenza si ha la comparsa della pellagra (da cui deriva la sigla PP per "pellagra preventing"), una malattia che colpisce il sistema nervoso, la pelle e l'intestino.

La vitamina B5 partecipa insieme al coenzima A al metabolismo degli zuccheri e degli acidi grassi. Si trova facilmente negli alimenti di orgine animale e vegetale, soprattutto fegato, uova, carne, frutta secca, grano.

La vitamina B6 partecipa al metabolismo degli aminoacidi, dei grassi e alla sintesi dei neurotrasmettitori. Si trova nel germe di grano, fegato e pesce. Una sua carenza determina neurite, dermatite esfoliativa, anemia, convulsioni.

La vitamina B7 interviene nel metabolismo degli zuccheri e degli acidi grassi. Aiuta la salute della pelle e dei capelli. Si trova in molti alimenti, fegato, rognone e tuoli d'uovo. La sua carenza determina alopecia, dermatite seborroica, neurite.

La vitamina B9 partecipa alla sintesi del DNA e degli aminoacidi, formazione dei globuli rossi, produzione della mielina. Una sua carenza determina anemie e danni nei neonati (spina bifida). Si trova soprattutto nelle piante a foglia verde larga e nei legumi, latte e uova.

La vitamina B12 è importante per la formazione dei globuli rossi e per la salute del sistema nervoso. Assente nei vegetali è presente solo in alimenti di origine animale. Una sua carenza può causare danni al sistema nervoso.

I minerali: macro e oligoelementi

Comprendono numerose sostanze regolatrici di varie funzioni biologiche: es. sodio, potassio, calcio, zinco, ferro, fosforo, magnesio etc. Quelli indicati sopra sono i più importanti e rappresentano i cosiddetti macroelementi perchè necessari all'organismo in quantità superiori ai 100mg. Se invece la quantità necessaria è minore di 100 gr si parla di oligoelementi, es. ferro, rame, zinco, manganese, selenio.

Il
sodio (Na) è assunto in genere come cloruro di sodio (sale) e da un punto di vista metabolico partecipa al bilancio degli elettroliti, regola la pressione del sangue, la diuresi ed altro. Un suo eccesso può causare ipertensione con conseguenze negative sul sistema cardiocircolatorio mentre una sua carenza può determinare confusione, lingua secca, ipotensione, coma.
Uno studio recente afferma che un aumento del consumo di sale nella dieta potrebbe rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie autoimmuni inducendo cellule patogeniche Th17 (Nature, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3746493/).
Il consumo di sale nella dieta risulta molto alto in quasi tutti i paesi del mondo. In Italia si consumano circa 10-15 grammi di sale al giorno pro-capite, 10-15 volte in più della quantità raccomandata dalla OMS. ( http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_opuscoliposter_23_allegato.pdf).
Si trova nel comune sale da cucina, salsa di soia, alimenti conservati, confezionati e in salamoia.

Il
potassio (K) interviene nella trasmissione di impulsi nervosi attraverso le membrane insieme al sodio, e partecipa al bilancio elettrolitico. Un consumo maggiore di potassio sembra avere un effetto positivo sulla salute attenuando gli effetti negativi dovuti all'alto consumo di sale. Carenza di potassio nella dieta invece determina debolezza muscolare, aritmia cardiaca, danno renale, etc. Si trova negli ortaggi a foglia verde, legumi, frutta secca, banane, castagne, albicocche, arance, meloni, cereali integrali.

Il
calcio (Ca) è un importante minerale per la salute delle ossa e dei denti. Svolge un ruolo anche nella coagulazione del sangue, funzione muscolare e nervosa, calcificazione, sistema immunitario etc. Una sua carenza determina malattie come rachitismo, osteomalacia e tetano. Si trova nei latticini, legumi, tofu, frutta secca (mandorle) semi (sesamo), pesce azzurro, ortaggi a foglia verde, broccoli.

Il
ferro (Fe) è importante per la formazione del sangue, trasporto dell'ossigeno, integrità epiteliale, potenzia le difese immunitarie, protegge dai radicali liberi. La sua carenza determina varie forme di anemia. Si trova nei broccoli, carni rosse (soprattutto quella equina), cioccolato fondente, fegato, tuorlo d'uovo, germe di grano, frutta secca, legumi e spinaci.

Il
fosforo (Ph) è importante per la sintesi del DNA, il metabolismo energetico, la calcificazione e attiva le vitamine del gruppo B. La sua carenza determina debolezza, problemi cardiaci, anemia emolitica, osteomalacia. Si trova nella carne, cereali integrali, frutta secc, latte e derivati, legumi, pesce e uova.

Il
magnesio (Mg) svolge una funzione neuromuscolare come il potassio prevenendo stati ansiosi e di stress e come il calcio partecipa alla mineralizzazione delle ossa, regola alcuni enzimi e la sintesi proteica. La sua carenza determina tremore, tetano e convulsioni. Si trova nelle banane, cacao, cereali integrali, frutta secca, legumi, lievito di birra, riso, semi, soia, spinaci e verdura a foglia verde.

Il
cloro (Cl) è importante per il bilancio elettrolitico e per l'equilibrio acido-base nella digestione. La sua carenza determina alcalosi, collasso, perdita di coscienza. Si trova negli alimenti conservati, sale da cucina e salsa di soia.

Lo
iodio (I) utile per il corretto funzionamento della tiroide, migliora la salute della pelle, dei denti, delle unghie e dei capelli. La sua carenza può determinare gozza e cretinismo. Si trova nelle alghe, ananas, latticini, molluschi, sale iodato, pesce e verdura a foglia verde.

Il
fluoro (Fl) utile per la salute dei denti. Si trova nell'acqua, cereali integrali, pesce di mare e tè.

Lo
zinco (Zn) regola il funzionamento di enzimi zinco-dipendenti (cofattore dominante), favorisce l'integrità epiteliale e la funzione immunitaria. La sua carenza determina il ritardo nella crescita, immaturità sessuale, dermatite, indebolimeto della funzione immunitariam ritardata guarigione delle ferite. Si trova nei cibi ad alto contenuto proteico, cereali integrali, nocciole, legumi e lieviti. È invece scarso nella frutta e nei vegetali.

Il
rame (Cu) serve come cofattore per molti enzimi ossidativi, alcuni dei quali coinvolti nel cross-linking del collagene e nella pigmentazione della pelle. La sua carenza determina anemia, diminuizione dei neutrofili, disordini delle ossa. Si trova nelle ostriche, cereali integrali, fagioli, patate, fegato e reni, verdure a foglie verdi, prugne secche, cacao, pepe nero, lievito.

Il
selenio (Se) è un costituente di molte proteine importanti per la riproduzione, metabolismo dell'ormone tiroideo, sintesi DNA, e protezione da danni ossidativi e infezione. Si trova nelle noci brasiliane, tonno, sardine, altri prodotti ittici, carni rosse, cereali integrali, uova, verdure a foglia verde.


Sindrome metabolica: La sindrome metabolica è in generale definita come la presenza di 3 o più condizioni quali obesità addominale, insulino-resistenza, diminuzione del colesterolo HLD, aumento dei trigliceridi ed ipertensione. Individui con uno o due fattori di rischio per la sindrome metabolica hanno un rischio elevato di morte dovuto a malattie cardiovascolari.

Aminoacidi essenziali: Si definiscono essenziali quegli aminoacidi che l'organismo non è in grado di sintetizzare ma deve assumere dagli alimenti.


Aggiornato il 28 nov 2016  -  Centro Studi GISED  P.I. 02274270988 | Condizioni d'uso    Privacy    Credits

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