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Pillole di Dermatologia - ottobre 2018

Quando la pelle sente gli odori

Pubblicata il 16/10/2018


pelle odoriGli esseri umani sono in grado di percepire una grandissima varietà di odori riferiti a sostanze chimiche differenti. La percezione dell'odore comincia nel naso ad opera di specifici recettori in grado di intercettare le sostanze odoranti e trasmettere gli odori al cervello. I recettori olfattivi (OR) sono localizzati su neuroni sensori nell'epitelio olfattivo del naso.

Nel 2004 una analisi a livello delle sequenze del genoma ha permesso di individuare ben 636 geni per OR di cui 339 sequenze geniche complete distribuite su tutti i cromosomi umani. Ogni OR riconosce molteplici odoranti e odoranti diversi possono essere rilevati da differenti combinazioni di OR. Esistono almeno 172 sottofamiglie di OR i cui membri presentano il 60% o più di identità nelle sequenze proteiche e riconoscono odoranti con strutture simili (1).

Successivamente recettori olfattivi sono stati individuati in tessuti diversi dall'epitelio nasale e per alcuni di essi è stata anche caratterizzata una possibile funzione fisiologica. A livello dei cheratinociti umani nel 2014 uno studio ha descritto l'espressione di 5 recettori OR, in grado di rilevare odoranti quali legno di sandalo sintetico. Tra questi in particolare è stata analizzata l'espressione del recettore OR2AT4 che risultava attivata da due odoranti sintetici di legno di sandalo,
Sandalore e Brahmanol.

L'attivazione del recettore induceva vie di segnalazione intracellulari con fosforilazione di chinasi (Erk1/2 e p38MAPK) e influenzava positivamente la proliferazione e la migrazione cellulare e la rigenerazione di monostrati di cheratinociti in saggi di ferite in vitro, confermando il coinvolgimento di OR2AT4 nella riepitelizzazione durante i processi di guarigione delle ferite (2).

Prendendo spunto dalla connessione tra guarigione delle ferite e crescita dei capelli alcuni ricercatori hanno ipotizzato un possibile effetto dei recettori OR sulla crescita dei capelli. I risultati, appena pubblicati da
Nature Communications, descrivono l'espressione di OR2AT4 a livello dell'epitelio dei follicoli piliferi umani, in particolare sulla guaina esterna della radice e soprattutto indicano che la specifica stimolazione del recettore OR con Sandalore avrebbe un effetto positivo sulla crescita dei capelli.

Diverse tecniche sono state utilizzate per dimostrare che le cellule dei follicoli di scalpo umano esprimono OR2AT4 nello stadio anagen VI del ciclo del capello. Trattando follicoli umani in coltura con
Sandalore si osservava un aumento dell'espressione intracellulare della proteina OR2AT4, e un ritardo della regressione spontanea dei follicoli e dell'apoptosi dei cheratinociti della matrice dei capelli. Questi effetti erano ridotti somministrando uno specifico antagonista del recettore, il Phenirat o silenziando il recettore con siRNA.

L'attività di questo recettore indotta dall'olio di sandalo sintetico sarebbe in grado di stimolare vie di segnalazione specifiche che promuovono la crescita dei capelli: i follicoli piliferi "sentirebbero" l'odore dell'olio di sandalo sintetico mediante i recettori olfattivi che potrebbero quindi essere utilizzati come bersaglio nella terapia contro la caduta dei capelli (3).

Si tratta per il momento di esperimenti ex vivo anche se gli autori dello studio in alcune interviste hanno parlato di un piccolo studio clinico preliminare che avrebbe dato risultati positivi.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Malnic B, Godfrey PA, Buck LB. The human olfactory receptor gene family. Proc Natl Acad Sci U S A. 2004 Feb 24;101(8):2584-9. Erratum in: Proc Natl Acad Sci U S A. 2004 May 4;101(18):7205.
  2. Busse D, Kudella P, Grüning NM, et al. A synthetic sandalwood odorant induces wound-healing processes in human keratinocytes via the olfactory receptor OR2AT4. J Invest Dermatol. 2014 Nov;134(11):2823-2832.
  3. Chéret J, Bertolini M, Ponce L, et al. Olfactory receptor OR2AT4 regulates human hair growth. Nat Commun. 2018 Sep 18;9(1):3624.


Rash cutaneo da Zika virus

Pubblicata il 16/10/2018


zika virusL'infezione da Zika virus (ZV) sta diventando una emergenza a livello mondiale: nel marzo 2017 l'OMS segnalava 84 nazioni con evidenza di virus trasmesso da zanzare, 13 con trasmissione da persona a persona includendo viaggiatori o loro partner sessuali, 31 con casi di microcefalia e 24 con associata sindrome di Guillain-Barrè. Il virus Zika è un flavivirus trasportato da zanzare del genere
Aedes ed è anche noto come arbovirus. Individuato per la prima volta in Uganda nel 1947, precisamente in scimmie Rhesus nella foresta di Zika, da cui prende il nome, è stato poi individuato negli esseri umani in Uganda e in Tanzania nel 1952 ed in seguito si è diffuso nel resto del mondo (vedi qui).

L'infezione nell'uomo viene diagnosticata utilizzando RT-PCR o analisi sierologica di anticorpi ZV anche se quest'ultima può essere complicata da reazione incrociata con altri flavirus o da precedente infezione o immunizzazione. La diffusione dell'infezione sia nei paesi in via di sviluppo che nei paesi più sviluppati impone una migliore conoscenza dei sintomi con cui la malattia si presenta e, nel caso dei dermatologi, occorre saper riconoscere uno dei sintomi più comuni: il rash cutaneo. Oltre ai sintomi cutanei l'infezione si presenta con febbre, congiuntivite non purulenta, dolori articolari, mialgia, mal di testa e malessere generale.

Un articolo pubblicato dalla rivista Clinical and Experimental Dermatology cerca di riassumere le caratteristiche cliniche cutanee correlate all'infezione da ZV descritte finora in letteratura.

Gli autori hanno individuato fino alla fine del 2016, 50 pubblicazioni che riportavano casi di infezioni da ZV con rash cutaneo da cui ne erano escluse 8 che non aderivano ai criteri diagnostici. In totale si trattava di 66 casi di infezioni e di queste 4 erano sessualmente trasmesse ed una dovuta ad un morso di scimmia.
I rash cutanei presentavano le seguenti caratteristiche: rash maculopapulare (59%), porpora petecchiale degli arti inferiori (11%), rash eritematoso/rosso (9%), maculare (3%), papulare (3%) e con esiti ipocromici (3%). La distribuzione delle lesioni era sul tronco (29%), viso (17%), estremità (14%), disseminate (12%), arti inferiori e superiori (11%), diffusione centrifuga (6%), coinvolgimento palmare o plantare (6%), addome (5%), dorso (5%), braccia (5%), viso (3%) e collo (3%). Le sensazioni descritte erano di prurito (44%), e tensione (3%), Era descritto edema a livello delle mani e dei polsi (5%), rigonfiamento/edema dei piedi, caviglie e arti inferiori (5%), edema delle mani e dei piedi (5%), ed edema del viso e malare (2%). A livello delle mucose era riportato sanguinamento delle gengive (11%), erosioni emorragiche orali (8%), erosioni dolorose (4%) e sanguinamento delle mucose (3%).

L'infezione da ZV può innescare altre dermatosi. La durata media del rash cutaneo è di 6 giorni con un intervallo da 3 a 11 giorni.

Sembra quindi importante, vista la diffusione di malattie infettive trasmesse da zanzare, imparare a riconoscerne i sintomi partendo dalla presenza di eritemi cutanei (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Dobson JS, Levell NJ. Spotting Zika spots: descriptive features of the rash used in 66 published cases. Clin Exp Dermatol. 2018 Sep 11.



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