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Pillole di Dermatologia - novembre 2019

Oli minerali e cere in cosmetica

Pubblicata il 26/11/2019


oli e cereMolti prodotti usati in cosmetica hanno tra gli ingredienti oli minerali e cere, sostanze chimiche derivanti da olio di petrolio grezzo. Oli minerali e cere consistono di idrocarburi saturi e idrocarburi aromatici di olio minerale, detti MOSH e MOAH (Mineral Oil Saturated Hydrocarbon e Mineral Oil Aromatic Hydrocarbon). Questi ultimi possono contenere composti aromatici come idrocarburi aromatici policiclici o PAH, sostanze potenzialmente cancerogene e genotossiche.

L'uso di tutte queste sostanze in campo cosmetico è permesso solo se gli ingredienti derivanti da olio minerale sono sottoposti a successivi passaggi di purificazione, mediante trattamento acido, idrotrattamento ed estrazione con solvente, fino ad ottenere prodotti conformi agli standard di purezza e qualità per oli minerali di grado farmaceutico.

Gli oli minerali raffinati detti anche "oli bianchi" sono miscele fortemente lipofiliche di idrocarburi di varie dimensioni e strutture. In generale oli minerali e cere sono liquidi incolori, inodori e privi di sapore o cere opache e possono essere usati in applicazioni industriale in campo alimentare, farmaceutico e cosmetico, oppure in campo medico ad esempio come lassativi o nei patch test.

In campo cosmetico oli minerali e cere permettono di regolare la viscosità di una formulazione, hanno proprietà protettive e lubrificanti evitando la deidratazione della pelle, sono stabili e dermatologicamente ben tollerati.

Per questi motivi creme per la pelle, lozioni solari, prodotti per la cura delle labbra e gel per i capelli contengono quantità variabili di oli minerali da 1 a 99%.

In particolare per i prodotti usati sulle labbra (burrocacao e simili) esistono regole molto stringenti: almeno in Europa, si devono usare solo oli minerali e cere di grado alimentare con un ADI (Acceptable Daily Intake) che rispetti le raccomandazioni europeee e internazionali sulla sicurezza degli additivi alimentari e dei prodotti cosmetici.

Negli ultimi tempi tuttavia molte associazioni di consumatori, giornali e istituzioni governative per la salute hanno messo in discussione la sicurezza degli idrocarburi minerali nel cibo e nei prodotti cosmetici usati per la cura delle labbra. Agenzie come EFSA e ANSES avevano già individuato potenziali pericoli per la salute dall'uso di imballaggi costituiti da carta e cartone ondulato da riciclo che potevano rilasciare MOSH e MOAH. In seguito l'Unione dei consumatori europei ha chiesto di valutare il potenziale pericolo dell'uso giornaliero di burro cacao e prodotti simili sulle labbra e di indicare la dose accettabile o tollerabile per gli oli minerali contenuti al loro interno, in modo da ridurre l'esposizione a queste sostanze.

Successive analisi hanno in effetti mostrato livelli di MOAH e MOSH più alti in alcuni prodotti per la pelle e soprattutto per le labbra: potrebbe trattarsi in alcuni casi di prodotti provenienti da nazioni extra europee con regole meno stringenti o prive di regolamenti sui cosmetici, ma che vengono venduti comunque anche in Europa.

I problemi riportati dalle associazioni dei consumatori sono quindi reali e mostrano che, nonostante la presenza di regolamenti precisi e stringenti sulla quantità limite di oli minerali e cere nei prodotti cosmetici, non sempre queste regole sono rispettate.

Bisogna anche aggiungere che in cosmetica oli minerali e cere sono usati molto tempo e che in presenza di prodotti per la cura della pelle e delle labbra conformi alle regole europee ed internazionali i potenziali pericoli sono minimi, come dimostrano alcuni studi che hanno valutato la sicurezza degli oli minerali da un punto di vista farmacologico, la loro tossicità e gli effetti collaterali cutanei, l'eventuale carcinogenicità e mutagenicità, la tossicità a livello della riproduzione e l'azione sul sistema immunitario (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Chuberre B, Araviiskaia E, Bieber T, et al. Mineral oils and waxes in cosmetics: an overview mainly based on the current European regulations and the safety profile of these compounds. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2019;33 Suppl 7:5-14.


Se la pelle è più scura

Pubblicata il 26/11/2019


pelle scuraIl colore della pelle sembra associato ad una prevalenza minore dei tumori della pelle, soprattutto di melanomi:la maggiore quantità di melanina avrebbe un effetto di fotoprotezione dagli effetti delle radiazioni UV.

Negli Stati Uniti, dove il cancro della pelle è la malignità più diffusa, sono tumori cutanei circa il 40% di tutte le neoplasie nei pazienti bianchi, mentre negli individui di colore o di origine asiatica, la percentuale varia dall'1 al 4%.

Nella popolazione di pelle più scura il melanoma risulta da 10 a 20 volte meno frequente e in quella asiatica da 3 a 7 volte meno frequente, rispetto alla popolazione di pelle chiara. Anche i tumori cutanei non melanoma (SCC e BCC) sono meno prevalenti negli individui di pelle più scura.

Nel caso del melanoma tuttavia, nonostante la minore frequenza, il rischio di esito infausto risulta da due a tre volte più alto nella popolazione di colore, anche se diagnosticato allo stesso stadio.

Secondo i dati del programma statistico sul cancro SEER (Surveillance, Epidemiology, and End Results) la sopravvivenza a 5 anni degli individui con melanoma dal 2006 al 2011 era del 91.1% per i pazienti bianchi e del 67.3% per quelli di colore. Per i tumori non melanoma come SCC si misurano livelli di mortalità in aumento dal 18 al 29% nella popolazione di colore.

I fattori implicati sono una maggiore tendenza ad ammalarsi di forme più aggressive di cancro (come SCC) e ritardo nella diagnosi, nel caso del melanoma, a cui si aggiunge la predominanza di melanomi acrali lentigginosi spesso diagnosticati in stadi più avanzati rispetto agli altri tipi di melanoma. I pazienti di colore, gli ispanici, gli asiatici e gli abitanti delle isole del Pacifico presentano tumori più spessi e più metastasi alla presentazione iniziale, rispetto ai pazienti bianchi.

Per quanto riguarda i tumori non melanoma come SCC, il rischio più elevato di morte deriva dalla predominanza di lesioni in aree non esposte al sole, gambe e aree anogenitali, quindi più difficili da vedere e in corrispondenza di cicatrici croniche e infiammazioni: tutte forme di SCC che risultano più aggressive e invasive.

Altri fattori di rischio sono di natura sociale ed economica, quali scarso accesso alle cure mediche, poca consapevolezza del rischio di tumori cutanei, ridotto controllo della pelle e prevalenza di lesioni in aree del corpo non visibili facilmente. Tutto questo comporta un ritardo nella diagnosi e quindi un aggravamento dello stadio di presentazione della malattia.

Anche in Europa si assiste ad un aumento della popolazione proveniente dall'Africa ed è quindi importante per i dermatologi ed i medici in generale considerare le particolari caratteristiche di questi pazienti con pelle più scura, istruendoli ad autocontrollare la pelle e stimolandoli a chiedere ai loro specialisti (ginecologi, dentisti, oftalmologi) di cercare lesioni anomale durante le visite (1,2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Bradford PT. Skin cancer in skin of color. Dermatol Nurs. 2009;21:170-7, 206.
  2. Kaufman BP, Alexis AF. Skin cancer mortality in patients with skin of color. Cutis. 2017;99:307-308.



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