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Pillole di Dermatologia - marzo 2020

Stress e capelli bianchi

Pubblicata il 27/3/2020


capelli bianchiSi narra che i capelli della regina di Francia, Maria Antonietta, siano diventati bianchi in poco tempo dopo la lettura della condanna a morte. Non sappiamo se questa storia sia vera ma il rapido imbianchimento dei capelli è un fenomeno che ha poi preso il nome di Sindrome di Maria Antonietta. Un altro personaggio famoso colpito da questa sindrome fu ad esempio Thomas Moore, che venne condannato a morte dal re Enrico VIII per essersi rifiutato di approvare la supremazia del re sul Papa: i suoi capelli diventarono bianchi la notte prima della sua esecuzione.

Ma da cosa dipende questo fenomeno? Tra i fattori implicati sicuramente l'invecchiamento, la genetica e soprattutto lo stress anche se finora non è ancora ben chiaro quale sia il contributo di ognuno di essi. Altri fattori implicati sono deficienze alimentari o disordini come alopecia areata o vitiligine.

In media sulla testa umana ci sono 100.000 follicoli piliferi e i capelli possono avere un intervallo ampio di colori diversi. Il colore dei capelli deriva da cellule dette melanociti che producono differenti combinazioni di pigmenti "melanina" che assorbono la luce.

I melanociti hanno origine dalle cellule staminali melanocitiche contenute nel follicolo pilifero, in particolare nell'area definita bulbo. Il ciclo della crescita dei capelli presenta tre fasi: anagen, catagen e telogen. La melanina inizia ad essere prodotta nella fase anagen: con l'invecchiamento il numero delle cellule staminali si riduce determinando la perdita del colore. I capelli acquisiscono il caratteristico colore "sale e pepe" fino a diventare grigi e poi bianchi man mano che il pigmento viene perso nei follicoli piliferi.

Un recente studio appena pubblicato dalla rivista
Nature cerca di spiegare il ruolo dello stress nel processo di imbianchimento dei capelli usando come animale modello il topo.

Gli animali sono stati sottoposti a tre differenti tipi di stress: dolore, segregazione e un modello di stress psicologico, in differenti fasi della crescita dei peli.

Secondo le teorie correnti nell'ingrigimento dei capelli indotto da stress sarebbero coinvolti ormoni come il corticosterone o reazioni autoimmuni. Lo studio pubblicato da
Nature ha esaminato questi potenziali meccanismi intervenendo sulla trasmissione del segnale da corticosterone e poi sottoponendo a stress gli animali con sistema immunitario compromesso. In entrambi i casi era lo stress ad innescare il fenomeno indicando che nè il corticosterone nè le reazioni auotimmuni erano in grado da sole di determinare perdita di cellule staminali dei melanociti.

Durante lo studio ci si è accorti che le cellule staminali esprimevano recettori β-adrenergici specifici per la noradrenalina, una neurotrasmettitore coinvolto nella risposta allo stress del tipo"attacco o fuga". La perdita di questo recettore bloccava l'ingrigimento dei peli.

La noradrelina circolante deriva soprattutto dalle ghiandole surrenali o dal sistema nervoso simpatico (SNS). Gli autori hanno mostrato che le regioni del bulbo pilifero sono innervate dai neuroni simpatici e che bloccando il SNS con una neurotossina oppure bloccando il rilascio di noradrelina dai neuroni simpatici, si preveniva l'ingrigimento dei capelli dovuto a stress. Inoltre in topi modificati in modo che i neuroni simpatici fossero fortemente attivi, la sovraespressione del SNS determinava ingrigimento in assenza di stress. È quindi la noradrenalina rilasciata dai neuroni simpatici ad innescare la perdita di cellule staminali melanocitiche.

In pratica in condizioni di stress o esposizione ad un alto livello di noradrenalina le cellule staminali proliferano e si differenziano in maniera elevata: i melanociti abbandonano il bulbo pilifero e nello stesso tempo non ci sono cellule staminali residue.

Questo meccanismo di perdita delle cellule staminali in risposta allo stress è lo stesso che causa ingrigimento nell'invecchiamento? In assenza di segnali dal SNS le cellule staminali potrebbero avere la capacità di riprodursi in maniera illimitata ritardando l'età dell'ingrigimento correlato all'età?

Ci possono essere altre popolazioni di cellule staminali sensibili alla perdita in risposta allo stress in presenza di recettori adrenergici?

Sono tutte domande a cui studi futuri potrebbero dare una risposta non solo per sviluppare eventuali terapie contro i capelli grigi ma soprattutto per capire come lo stress influenza altre cellule come quelle coinvolte nel sistema immunitario (1,2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Clark SA, Deppmann CD. How the stress of fight or flight turns hair white. Nature. 2020;577:623-624.
  2. Zhang B, Ma S, Rachmin I, He M, Baral P, et al. Hyperactivation of sympathetic nerves drives depletion of melanocyte stem cells. Nature. 2020;577:676-681.



#journalnews_27

Pubblicata il 27/3/2020


journalnewsBrevi notizie dalle riviste scientifiche e dalla rete:



  • La sifilide è tornata ad essere una malattia diffusa sia tra gli uomini che tra le donne. Molte donne sono in età fertile e questo aumenta il rischio di sifilide congenita per gli eventuali neonati. Non esiste al momento un vaccino per prevenire la sifilide e, sicuramente, il modo migliore per evitare l'infezione è seguire il classico approccio di prevenzione delineato nel 1937 del secolo scorso nel libro "Parran T. Shadow on the land. New York: Reynal and Hitchcock, 1937" . Al momento sono in corso due studi su scala ridotta sulla somministrazione a scopo profilattico di doxiciclina: nel primo studio è stata osservata una riduzione dei rischi combinati di sifilide, gonorrea e clamidia del 73% in un gruppo di 30 uomini ad alto rischio di infezioni veneree, mentre nel secondo studio la somministrazione di doxiciclina, successiva al possibile contagio in 116 uomini, mostrava una riduzione del 73% nel rischio di sifilide per un follow-up medio di 8.7 mesi. Se ne parla in: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMra1901593?query=featured_home


  • Anche l'OMS descrive l'arte come una risorsa per la salute, una forma di terapia e nello stesso tempo una forma di prevenzione nel caso delle malattie croniche, in presenza di tumori e nelle operazioni chirurgiche. Inoltre l'arte può essere d'aiuto ai medici per migliorare la loro capacità di fare diagnosi e aumentare l'empatia nei confronti dei pazienti. A tale proposito l'OMS ha pubblicato un rapporto dal titolo "What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review" nel quale sono state analizzate migliaia di ricerche scientifiche arrivando alla conclusione che tutte le arti sono importanti per la difesa della nostra salute. Se ne parla in: https://www.omni-web.org/oms-arte-salute/


  • L'ambiente urbano è stato proposto come un fattore chiave per la salute in tutto il mondo. Metà della popolazione mondiale vive in un ambiente urbano e cambiamenti come l'introduzione di spazi verdi potrebbero migliorare la salute della popolazione. Più spazi verdi sono associati a maggiore attività fisica e ridotto stress, migliore qualità dell'aria, meno rumore da traffico e più biodiversità, tra le altre cose. In presenza di aree verdi migliora la salute mentale, anche il sistema immunitario e il metabolismo ne traggono beneficio, si riducono le malattie cardiovascolari e si riducono le morti premature. Certo ci sono anche rischi per la salute come esposizione ad allergeni, pesticidi, erbicidi, malattie trasmesse da artropodi, ferite accidentali ed eccessiva esposizione ai raggi UV. Ma in generale i benefici per la salute superano i possibili rischi. Una revisione sistematica pubblicata da Lancet Planetary Health ha trovato evidenza di una associazione inversa tra presenza di verde urbano e mortalità. Se ne parla in: https://www.thelancet.com/journals/lanplh/article/PIIS2542-5196(19)30215-3/fulltext


A cura della Redazione scientifica.




Dalla Cina un messaggio di solidarietà

Pubblicata il 11/3/2020


messaggio cinaL'epidemia da coronavirus colpisce in questi giorni in maniera preoccupante l'Italia e altri Paesi: in poche settimane il numero dei positivi è cresciuto e l'attenzione si è spostata dalla Cina verso l'Italia e il resto del mondo.

La Cina rimane comunque la nazione dove il virus si è diffuso e proprio da questa nazione ci è giunta una testimonianza diretta da parte del Professore Xuejun Zhang, direttore dell'Institute of Dermatology, Fudan University, Cina.

Il professore Zhang sta vivendo in prima persona, insieme agli altri dermatologi e medici cinesi, l'esperienza di una epidemia che ha provocato finora oltre 80.000 casi confermati e più di 3200 morti e parla di una "guerra senza fumo" che i dermatologi stanno combattendo, mettendosi a disposizione dei pazienti per fornire consulti online sulle malattie della pelle.

Un testimone sul campo che offre la sua solidarietà e la sua esperienza anche a noi italiani ed in particolare al Centro Studi GISED, ricambiando e ringraziando per il sostegno avuto dall'Italia e nello stesso tempo invia un messaggio di incoraggiamento e di fiducia per l'esito positivo di questa battaglia.

Sotto potete leggere il messaggio (tradotto) giunto al nostro presidente Dr. Luigi Naldi dal professore Zhang.


Cari amici,
spero che voi e le vostre famiglie stiate bene durante questa recente epidemia mondiale da coronavirus (COVID-19). Questo virus pericoloso si sta diffondendo velocemente in numerose nazioni e aree fuori dalla Cina nelle ultime due settimane. Noi stiamo combattendo contro questo virus da oltre due mesi. In questo momento particolare scrivo per ringraziarvi per il sostegno dato al popolo cinese, per esprimere la nostra sincera simpatia se voi state soffrendo per l'epidemia e ancora più importante inviare un messaggio d'incoraggiamento per dirvi che stiamo combattendo insieme e avremo sicuramente successo in questa "guerra senza fumo".

All'inizio del Capodanno lunare cinese, il virus COVID-19 è esploso improvvisamente in Cina e 1.4 miliardi di persone, l'intero popolo cinese, hanno unito le proprie forze come una sola persona. Allo stesso tempo, la Cina non sta combattendo da sola. Noi stiamo ricevendo moltissimo sostegno morale e materiale da numerose nazioni e comunità internazionali. Questa "guerra" sta rafforzando l'amicizia tra il popolo cinese e il resto del mondo. Noi sentiamo "amicizia" ed è un momento emozionante. Molte persone in maniera anonima hanno donato materiale e forniture mediche: alcuni hanno prodotto video trasmettendo il messaggio che essi sono insieme alla Cina nel combattere l'epidemia; alcuni hanno cantato la canzone "Go, Wuhan! Go, China!" e interpretato una canzone cinese "Fill the World with Love" per inviare i loro migliori auguri alla Cina.

Durante gli ultimi due mesi, decine di migliaia di coraggiosi dottori e infermieri hanno combattuto in maniera volontaria contro questo virus mortale. Essi lavorano sul "fronte"! I dermatologi cinesi, come parte di questa squadra medica, stanno contribuendo a questa battaglia in molti modi. Finora, la Chinese Society of Dermatology (CSD) ha reclutato quasi 1000 dermatologi che hanno fornito consulenze online a più di 50.000 pazienti con malattie della pelle. Inoltre, noi abbiamo creato una piattaforma online (una app) per pazienti con psoriasi per fornire consulti, più di 300 dermatologi da 210 "cliniche specializzate per la psoriasi" in tutta la Cina si sono registrati alla app e circa 5000 pazienti con psoriasi hanno avuto consulti gratuitamente. Personalmente ho fornito servizio medico a 3000 pazienti e continuerò a farlo fino al termine dell'epidemia da COVID-19.

Ora i nostri sforzi ci stanno ripagando. Infatti dal 27 febbraio, il numero di casi confermati fuori dalla provincia di Hubei sta diminuendo in maniera progressiva, la situazione nella provincia di Hubei e nella città di Wuhan (la capitale della provincia di Hubei) sta migliorando. Noi confidiamo che presto otterremo il completo successo. Sfortunatamente il numero di casi diagnosticati in alcune nazioni sta rapidamente crescendo. Se ci sono casi nel vostro Paese o nella vostra zona di residenza, per favore mantenete una buona protezione. Uniamo le forze, noi stiamo combattendo insieme.

La Cina è una nazione riconoscente. Noi ricorderemo e avremo caro ogni atto di sostegno. A nome del Comitato Psoriasi della CSD e di tutti i dermatologi cinesi, lasciatemi ringraziare dal profondo del cuore tutti voi, le organizzazioni internazionali e le persone che hanno sostenuto i nostri sforzi per controllare l'epidemia.

Cordiali saluti

Xuejun Zhang M.D. Ph.D.

A nome della Società Cinese di Dermatologia e di tutti i dermatologi cinesi.


Director, Professor, The Key Lab of Dermatology, Ministry of Education, China
Director, Adjunct Professor, Institute of Dermatology, Fudan University, China
Honorary President, Chinese Society of Dermatology
Honorary Council Member, Asian Dermatological Association
Councilor, International Psoriasis Council
22th,23th Board Member, The International League of Dermatological Societies
Editorial Consultants, The Journal of Investigative Dermatology
Editorial Advisory Board Member, British Journal of Dermatology
Editorial Board Member, Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology
Editorial Board Member, Journal of Dermatological Science

A cura della Redazione scientifica.




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