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Pillole di Dermatologia - febbraio 2021

Tatuaggi medici e altro

Pubblicata il 8/2/2021


tatuaggi mediciLa pratica del tatuaggio è antica ed è in genere legata alla voglia di decorare la pelle per motivi diversi: se anticamente il tatuaggio aveva un'origine rituale, negli ultimi tempi è diventata quasi una "moda" o comunque qualcosa che piace fare senza attribuirgli particolari significati.

Diverso è il caso dei cosiddetti "tatuaggi medici", che possono servire, ad esempio, a nascondere o ricreare zone della pelle che sono state danneggiate da ferite o operazioni chirurgiche. Il tatuaggio medico o micro/dermopigmentazione consiste nella introduzione di inchiostri nella zona del derma papillare utilizzando dispositivi elettrici e aghi monouso.

I tatuaggi medici vengono utilizzati per ricostruire l'areola e il capezzolo dopo interventi chirurgici al seno, in pazienti con alopecia areata e vitiligine, per il
camouflage di cicatrici e cheloidi, nel tatuaggio endoscopico e nella radioterapia oncologica, nel trucco permanente usato per ricostruire ciglia e sopracciglia in pazienti oncologici o altro, per somministrazione diretta di farmaci per verruche virali, e in molti altri casi.

Da un punto di vista normativo non esistono regole precise, o meglio l'unico tipo di tatuaggio per il quale esistono regole precise è quello per la pigmentazione del complesso areola-capezzolo che, secondo la circolare DGPRE 14138 - P, emessa nel 2109 dal Ministero della Salute, deve essere eseguita da personale sanitario, in un ambulatorio accreditato o autorizzato e non può essere eseguita in strutture non sanitarie e da personale non sanitario. Anche se rimangono notevoli incertezze sulla professione sanitaria specifica per questo tipo di intervento (vedi qui).

Un recente articolo pubblicato negli Annali dell'Istituto Superiore di Sanità riassume i risultati di uno studio condotto dalla Breast Unit dell'ospedale di Treviso in cooperazione con la sede della LILT locale. A partire dal 2010 fino al 2016, 169 pazienti erano sottoposte a dermopigmentazione dopo la ricostruzione del complesso areola-capezzolo. La dermopigmentazione era eseguita presso gli ambulatori della LILT utilizzando set chirurgici sterili. Pochissime, solo 3, le reazioni avverse, tutte risolte mentre in quasi tutti i casi le pazienti erano soddisfatte del risultato finale da un punto di vista estetico (1).

Sempre parlando di tatuaggi ma, questa volta, per finalità non mediche, segnaliamo un documento predisposto dall'ISS e dall'INAIL, con indicazioni utili per la prevenzione del contagio da SARS-CoV-2 nelle attività di tatuaggio, piercing e dermopigmentazione.

In breve le raccomandazioni principali sono queste:

  • Evitare la presenza di molte persone all'interno dei locali
  • Mantenere le distanze di sicurezza
  • Sanificare frequentemente le superfici ad alta frequenza di contatto o comuni
  • Tenere gli ambienti areati il più possibile
  • Utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale
  • Sterilizzare gli strumenti non monouso utilizzati
  • Informare in maniera adeguata il personale ed i clienti


Ed altre indicazioni contenute nel documento completo scaricabile qui.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Gava A, Pirrera A, De Dominicis A, et al. Dermopigmentation of the nipple-areola complex in a dedicated breast cancer centre, following the Treviso Hospital (Italy) LILT model. Ann Ist Super Sanita. 2020;56:444-451.



Mascherine e pelle

Pubblicata il 8/2/2021


mascherineL'uso prolungato delle mascherine chirurgiche per limitare la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2 può, in alcuni casi, determinare danni alla pelle.

Il problema è stato segnalato già nei primi mesi della pandemia evidenziando le possibili conseguenze di indossare mascherine chirurgiche ed occhiali protettivi, soprattutto nel personale sanitario.

In PubMed, l'archivio internazionale che raccoglie la maggior parte delle pubblicazioni scientifiche, inserendo i termini di ricerca "masks, covid-19, skin" ad oggi si ottengono più di 50 risultati.

Uno dei primi è un articolo, pubblicato online a marzo del 2020 che raccoglie raccomandazioni di un gruppo di ricercatori cinesi per evitare o allievare le conseguenze sulla pelle dell'uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) e delle misure igieniche adottate per controllare la diffusione del coronavirus. E non è un caso che questo primo consensus di esperti venga proprio dalla Cina, nazione dove la pandemia è esplosa tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020.

Cerchiamo di riassumere le indicazioni contenute in questo articolo per capire cosa può succedere alla pelle indossando le mascherine per tante ore, e cosa si può fare per prevenire o risolvere le conseguenze negative.

Le reazioni a livello cutaneo includono:

  • danni da pressione,
  • orticaria,
  • dermatite da contatto,
  • secchezza cutanea,
  • aggravamento di malattie della pelle.


Già nella precedente epidemia da SARS del 2003 si era visto che il 35.5% degli operatori sanitari riportavano acne (59.6%), prurito (51,4%) e rash (35.8%) in seguito all'uso di maschere N95.

Gli autori consigliano:


Per i danni da pressione

Scegliere una maschera adatta al proprio viso e alternare maschere diverse per evitare frizione e pressione negli stessi punti.

Applicare creme idratanti o gel per lubrificare e ridurre la frizione tra la pelle e le maschere o gli occhiali
Usare correttamente gli occhiali protettivi evitando di usare occhiali troppo stretti che possono danneggiare la pelle.

Gestire lievi danni della pelle. In genere lesioni lievi possono guarire spontaneamente. In presenza di arrossamenti o gonfiori si possono usare compresse idroterapeutiche costituite da tre a quattro strati di garza imbevuta di acqua fredda o soluzione salina da applicare per 20 minuti ogni due/tre ore e poi applicare una crema idratante. Evitare di usare acqua calda, etanolo o altri prodotti irritanti.

Gestire danni più gravi. Per evitare infezioni dovute a gravi gonfiori o lesioni bollose ed erosive, si possono applicare compresse con iodopovidone diluito in soluzione salina in un rapporto di 1:9 sul viso, mentre sulle mani meglio una soluzione di acido borico al 3%. Si raccomanda poi di applicare idratanti sulla pelle intatta e unguenti topici antibiotici sulla pelle infetta.


Per il trattamento dell'orticaria

Orticaria da pressione può essere dovuta a pressione verticale del DPI (Dispositivo di Protezione Individuale). Misure preventive includono: scegliere mascherine adeguate al viso evitando quelle molto strette, cambiare tipo di mascherina, utilizzare antistaminici.


Per il trattamento di dermatite da contatto da mascherina

Misure preventive e trattamento per dermatite da contatto includono: applicare emollienti prima di indossare le mascherine, usare mascherine di un altro materiale se compaiono prurito e dolore. Se non è possibile usare un altro materiale, inserire due strati di garza dentro la maschera ed evitare di lavare il viso con acqua molto calda, etanolo 75% o detergenti per il viso. Per dermatiti lievi è sufficiente applicare una crema idratante dopo il lavaggio, mentre per quelle più gravi sono raccomandati glicocorticoidi topici a bassa e media potenza, senza fluoro. Bolle ed erosioni possono essere trattate con compresse idroterapeutiche e successivo unguento glucorticoide topico. Se persiste prurito grave si possono assumere antistaminici orali.


Gestione di pelle secca e squame

L'uso della mascherina crea un ambiente umido dovuto all'acqua presente nell'aria espirata e questo può alterare la barriera cutanea determinando pelle secca e squame. Per prevenire questo problema è importante applicare potenti idratanti prima e dopo l'uso delle mascherine.


Gestione di altre dermatosi aggravate da mascherine e occhiali protettivi

Acne: prolungato uso di mascherine e occhiali protettivi può aggravare l'acne esistente. La pressione e la frizione possono rompere i comedoni, i dotti pilosebacei si possono occludere, si può avere cattivo funzionamento della microcircolazione e proliferazione batterica in ambiente umido. Per trattare l'acne in presenza di mascherine occorre applicare idratatanti capaci di controllare la produzione di sebo, usare creme antibiotiche o benzoil perossido per papule e pustole lievi e retinoidi topici per punti neri e bianchi. Se l'acne è grave occorre rivolgersi ad un dermatologo esperto.

Altri disordini della pelle del viso: dermatiti stagionali e rosacea possono aggravarsi indossando mascherine ed occhiali. Misure preventive includono indossare i DPI per brevi periodi, usare garze dentro le maschere, applicare idratanti prima di indossare e dopo avere tolto le mascherine, continuare precedenti trattamenti sotto controllo del dermatologo e consultare lo stesso se la situazione si aggrava (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Yan Y, Chen H, Chen L, et al. Consensus of Chinese experts on protection of skin and mucous membrane barrier for health-care workers fighting against coronavirus disease 2019. Dermatol Ther. 2020; 33(4):e13310.



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