Centro Studi GISED


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Pillole di Dermatologia - dicembre 2017

Il 2017 del Centro Studi GISED

Pubblicata il 29/12/2017


Auguri
Alla fine del 2017 vogliamo riassumere le principali attività del Centro Studi GISED.


Una mostra ancora in viaggio

Nel mese di maggio la mostra Arte e Pelle è stata ospitata presso il Decumano dell'ospedale di Treviglio-ASST Bergamo Ovest dove è rimasta fino al mese di luglio.
mostra
In occasione della mostra è stato organizzato un incontro con gli autori della mostra presso l'Auditorium Centro Civico Culturale di Treviglio dal titolo "Arte e Pelle - La mostra si racconta".
Nel mese di settembre la mostra si è spostata poi presso la
hall dell'ospedale di Seriate-ASST Bergamo Est.


Le sezioni del sito

Continuati gli aggiornamenti delle numerose sezioni del sito: aggiunte nuove Linee guida cliniche in dermatologia mentre tra i Progetti in corso segnaliamo:

Convegno melanoma BG
Clicca il neo, studio iniziato l'anno scorso che aveva come obiettivo principale dimostrare la validità di un sistema di tele-dermatologia a cui poi è stato affiancato uno studio di validazione ed uno studio clinico condotto in collaborazione con l'ATS di Bergamo. Nel corso dell'anno è stata effettuata una campagna educativa mediante manifesti su autobus e locandine nelle farmacie della provincia di Bergamo e, soprattutto, è stata attivata una app liberamente scaricabile che ha permesso a numerosissimi utenti di inviare foto di nei sospetti e di ricevere una prima risposta dai dermatologi del progetto (vedi qui). L'iniziativa ha avuto un notevole successo sia nella provincia di Bergamo che a livello nazionale: la sezione Clicca il neo ha ricevuto quest'anno 5126 foto di cui quasi 4000 ritenute valutabili e di queste quasi 700 sospette o altamente sospette.
I risultati del progetto Clicca il neo in generale sono stati discussi in un convegno "
Melanoma: prevenzione e diagnosi precoce…con un click" tenuto a Bergamo lo scorso 8 novembre, presso la sede dell'ATS Bergamo.

Il progetto
Il sole per amico, studio epidemiologico sull'eccessiva esposizione ai raggi solari come fattore di rischio del melanoma e altri tumori cutanei, iniziato l'anno scorso con la campagna informativa dell'IMI, è stato completato e i risultati sono stati presentati nel mese di marzo in una conferenza stampa nazionale a cui ha partecipato anche il dr. Luigi Naldi (vedi qui).

FAREHa visto poi la luce un nuovo progetto dedicato all'Alopecia Fibrosante Frontale, si tratta del progetto
FARE, il Registro Italiano dell'Alopecia Fibrosante Frontale che ha come obiettivo principale quello di valutare l'incidenza di questa malattia e studiarne l'aumento osservato negli ultimi anni, soprattutto nelle giovani donne e negli uomini. Il progetto è condotto in collaborazione con il centro di ricerca in Dermatologia del DIMES, Università di Bologna, guidato dalla Prof.ssa Bianca Maria Piraccini, e con il sostegno di ADVIHAIR SRL.

YDINÈ stata poi creata una nuova sezione del sito:
Gised Giovani che ospita YDIN, (Young Dermatologists Italian Network), la rete dei giovani ricercatori in dermatologia spinti dalla "voglia di confrontarsi tra di loro e mettere insieme le proprie conoscenze".




Nella sezione
Arte e dermatologia sono stati aggiunti altri 5 dipinti che portano il numero complessivo delle opere a 56.

Il nostro viaggio attraverso
Pelle, Cibo e Salute ha ampliato il suo percorso con l'aggiunta di un nuovo approfondimento sul rapporto tra Glutine e malattie della pelle prendendo in considerazione le evidenze scientifiche più recenti.

Una delle sezioni più visitate del sito è certamente
Il dermatologo risponde, come sempre sono state aggiornate le pagine delle singole condizioni dermatologiche con nuove terapie in studio e alcune delle domande più rilevanti inviate ai dermatologi del sito.

Ogni mese abbiamo continuato a pubblicare aggiornamenti scientifici attraverso le nostre
pillole, gli approfondimenti e le notizie di attualità raccolte nelle cosiddette #journalnews e ricordiamo che anche nel 2017 le pillole saranno successivamente raccolte in un e-book liberamente scaricabile nella sezione Materiali Educativi del sito.


I Social Network del Centro Studi GISED

Dal primo gennaio del 2017 quasi 600 mila utenti hanno visitato il sito del CentroStudiGISED, per un totale di circa 706 mila sessioni e quasi 880 mila visualizzazioni di pagina.

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Sulla pagina Facebook sono 858 gli utenti che ci seguono, mentre su Twitter (account @csgised) sono ora 465 i cosiddetti follower.


Le pubblicazioni

I risultati degli studi condotti dal Centro Studi GISED o quelli a cui ha collaborato sono stati pubblicati da importanti riviste scientifiche internazionali:

Sbidian E, Chaimani A, Garcia-Doval I, et al. Systemic pharmacological treatments for chronic plaque psoriasis: a network meta-analysis. Cochrane Database Syst Rev. 2017 Dec 22.

Naldi L, Falgheri G, De Bitonto A, et al.Perception of ABC (Asymmetry, Borders and Color) Parameters in the Screening for Melanoma. Model Exercise with Experienced Dermatologists. J Am Acad Dermatol. 2017 Dec 18.

Svensson A, Ofenloch RF, Bruze M, eta l.Prevalence of skin disease in a population based sample of adults out of five European countries. Br J Dermatol. 2017 Dec 16.

Naldi L, Venturuzzo A, Invernizzi P. Dermatological Complications After Solid Organ Transplantation. Clin Rev Allergy Immunol. 2017 Nov 25.

Vinay K, Cazzaniga S, Amber KT, et al. Rituximab as first line adjuvant in pemphigus: retrospective analysis of the long-term outcomes in a single center. J Am Acad Dermatol. 2017 Nov 13.

Carrera CG, Dapavo P, Malagoli P, et al. PACE study: real-life Psoriasis Area and Severity Index (PASI) 100 response with biological agents in moderate-severe psoriasis. J Dermatolog Treat. 2017 Nov 10:1-6.

Bissonnette R, Kerdel F, Naldi L, et al. Evaluation of Risk of Major Adverse Cardiovascular Events With Biologic Therapy in Patients With Psoriasis. J Drugs Dermatol. 2017;16:1002-1013.

Bouwes Bavinck JN, Feltkamp MCW, Green AC,et al. EPI-HPV-UV-CA group. Human papillomavirus and posttransplantation cutaneous squamous cell carcinoma: A multicenter, prospective cohort study. Am J Transplant. 2017 Oct 11.

GBD 2016 Disease and Injury Incidence and Prevalence Collaborators. Global,regional, and national incidence, prevalence, and years lived with disability for 328 diseases and injuries for 195 countries, 1990-2016: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2016. Lancet. 2017;390:1211-1259.

GBD 2016 Causes of Death Collaborators. Global, regional, and national age-sex specific mortality for 264 causes of death, 1980-2016: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2016. Lancet. 2017;390:1151-1210.

Dragoni F, Conti R, Cazzaniga S,et al.No Association between Vitiligo and Obesity: A Case-Control Study. Med Princ Pract. 2017;26:421-426.

Busard CI, Cohen AD, Wolf P, et al.. Biologics combined with conventional systemic agents or phototherapy for the treatment of psoriasis: real-life data from PSONET registries. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017 Sep 12.

Modalsli EH, Åsvold BO, Snekvik I, et al. The association between the clinical diversity of psoriasis and depressive symptoms: the HUNT Study, Norway. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017;31:2062-2068.

Cohen AD, Wu JJ, Puig L, et al. Biosimilars for psoriasis: worldwide overview of regulatory guidelines, uptake and implications for dermatology clinical practice. Br J Dermatol. 2017 Jun 24.

Navarini AA, Burden AD, Capon F, et al.ERASPEN Network. European consensus statement on phenotypes of pustular psoriasis. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017;31:1792-1799.

Griffiths CEM, van der Walt JM, Ashcroft DM, et al. The global state of psoriasis disease epidemiology: a workshop report. Br J Dermatol. 2017 Jul;177(1):e4-e7.

GBD 2015 Healthcare Access and Quality Collaborators. Healthcare Access and Quality Index based on mortality from causes amenable to personal health care in 195 countries and territories, 1990-2015: a novel analysis from the Global Burden of Disease Study 2015. Lancet. 2017;390:231-266.

Cazzaniga S, Apfelbacher C, Diepgen T, et al.CARPE study groups of Germany and Switzerland. Patterns of chronic hand eczema: a semantic map analysis of the CARPE registry data. Br J Dermatol. 2017 May 12.

Naldi L. Finding a HOME for outcome measures in atopic dermatitis. Br J Dermatol. 2017;176(4):852-853.

Gisondi P, Altomare G, Ayala F, et al. Italian guidelines on the systemic treatments of moderate-to-severe plaque psoriasis. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017;31:774-790.

Naldi L. Infections and Psoriasis Treatment: More "Real-World" Data Needed with Critical Appraisal. J Invest Dermatol. 2017;137:271-274.

Bencini PL, Guida S, Cazzaniga S, et al. Risk factors for recurrence after successful treatment of warts: the role of smoking habits. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017;31:712-716.

Naldi L, Cazzaniga S, Di Mercurio M, et al. Psocare study centres. Inequalities in access to biological treatments for psoriasis: results from the Italian Psocare registry. Br J Dermatol. 2017;176:1331-1338.

Davila-Seijo P, Garcia-Doval I, Naldi L, et al. Factors Associated with Receiving Biologics or Classic Systemic Therapy for Moderate-to-Severe Psoriasis: Evidence from the PSONET Registries. Acta Derm Venereol. 2017;97:516-518.

Modalsli EH, Åsvold BO, Romundstad PR, et al. Psoriasis, fracture risk and bone mineral density: the HUNT Study, Norway. Br J Dermatol. 2017;176:1162-1169.

Garcia-Doval I, Cohen AD, Cazzaniga S, Psonet Network. Risk of serious infections,cutaneous bacterial infections, and granulomatous infections in patients with psoriasis treated with anti-tumor necrosis factor agents versus classic therapies: Prospective meta-analysis of Psonet registries. J Am Acad Dermatol. 2017;76:299-308.

Virgili A, Borghi A, Cazzaniga S,et al.; GLS Italian Study Group. New insights into potential risk factors and associations in genital lichen sclerosus: Data from a multicentre Italian study on 729 consecutive cases. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017;31:699-704.

Benzaquen M, Borradori L, Berbis P, et al. Dipeptidyl peptidase-IV inhibitors, a risk factor for bullous pemphigoid. Retrospective multicenter case-control study in France and Switzerland. J Am Acad Dermatol. 2017 Dec 20.

Lieberherr S, Seyed Jafari SM, Cazzaniga S,et al. Evaluation of the National Skin Cancer Campaign: a Swiss experience of Euromelanoma. Swiss Med Wkly. 2017;147:w14511

Wilke A, Bollmann U, Cazzaniga S, et al. The implementation of knowledge dissemination in the prevention of occupational skin diseases. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017 Oct 21.

Schaffer C, Buclin T, Jornayvaz FR, et al. Use of Dipeptidyl-Peptidase IV Inhibitors and Bullous Pemphigoid. Dermatology. 2017 Oct 18

Perruchoud DL, Cazzaniga S, Heidemeyer K, et al. Treatment of sporadic port-wine stains: a retrospective review of 17 cases consecutively treated by pulsed sequential dual wavelength 595 and 1064 nm laser. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017;31:557-563.


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Grazie a tutti e Auguri di Buone Feste dal Centro Studi GISED.




EBM: 10 articoli fondamentali

Pubblicata il 28/12/2017


EBMLa
Evidence Based Medicine (EBM) o medicina basata sulle prove di efficacia, spiegata attraverso 10 articoli fondamentali.

Gli autori di un articolo appena pubblicato dalla rivista BMJ hanno raccolto quelli che, secondo la loro esperienza, sono i dieci articoli indispensabili per chi voglia capire e usare la EBM in pratica.

Proviamo a seguire le tappe del loro viaggio nel tempo che inizia nel 1992, anno in cui l
'Evidence-Based Medicine Working Group introduce sulla rivista JAMA il concetto di EBM, con l'articolo "Evidence-Based Medicine Working Group. Evidence-based medicine. A new approach to teaching the practice of medicine. JAMA 1992;268:2420-5", aprendo così un'epoca nuova nella quale l'analisi delle prove derivanti dalla ricerca clinica avrebbero avuto lo stesso peso dell'esperienza clinica e dell'intuizione. Nasce l'EBM, cioè la medicina basata sulle prove.

È del 1994 l'articolo di Altman "Altman DG. The scandal of poor medical research. BMJ 1994; 308:283-4" secondo il quale la maggior parte della ricerca scientifica del tempo non era buona, anzi era probabilmente sbagliata. I metodi usati portavano a risultati scorretti e la conclusione era che non serviva più ricerca ma una ricerca migliore fatta per le giuste ragioni.

Un aspetto metodologico importante è affrontato nel 1995 nell'articolo "Schulz KF, Chalmers I, Hayes RJ, et al. Empirical evidence of bias. Dimensions of methodological quality associated with estimates of treatment effects in controlled trials. JAMA 1995;273: 408-12" in cui gli autori rilevano ad esempio che la conoscenza della distribuzione del trattamento può fortemente influenzare l'effetto di un intervento. Sono i cosiddetti "
bias" sistematici che possono avere importanti effetti sull'esito della ricerca.

Nel 1996 su BMJ viene pubblicato "Sackett DL, Rosenberg WM, Gray JA, et al. Evidence based medicine: what it is and what it isn't. BMJ 1996;312:71-2" un editoriale in cui gli autori definiscono l'EBM come "l'uso secondo coscienza, esplicito e giudizioso della migliore evidenza attuale nel prendere decisioni relative alla cura di pazienti individuali" dando così all'EBM lo stesso valore dell'esperienza nella pratica clinica.

Un articolo del 1998 pubblicato su BMJ "McColl A, Smith H, White P, et al. General practitioner's perceptions of the route to evidence based medicine: a questionnaire survey. BMJ 1998;316:361-5" dimostra che i medici di medicina generale da un lato comprendono la filosofia alla base dell'EBM ma nello stesso tempo indicano i principali ostacoli alla sua diffusione. I problemi sono tecnici soprattutto: sono pochi i medici ad avere accesso a Internet e agli archivi bibliografici come
Medline. I medici che rispondono al questionario proposto dicono di comprendere i termini tecnici ma circa due terzi sentono di non saper spiegare il significato dei termini e suggeriscono di creare delle linee guida evidence based o protocolli sviluppati dai colleghi.

Nel 2004 vengono pubblicati tre articoli. Il primo "Glasziou P, Vandenbroucke JP, Chalmers I. Assessing the quality of research. BMJ 2004; 328:39-41" è un editoriale su BMJ orientato a fornire un aiuto nella valutazione della ricerca. Vengono definiti cinque principi generali:

  • Differenti questioni cliniche hanno bisogno di diversi tipi di ricerca.
  • Sono sempre necessarie revisioni sistematiche.
  • Una adeguata classificazione della qualità della ricerca va oltre la disposizione in categorie del progetto di ricerca.
  • Valutazione del bilancio beneficio contro danno dovrebbe ricorrere a una varietà di tipi di ricerca.
  • I medici hanno bisogno di strategie di ricerca efficienti per identificare una affidabile ricerca clinica.


Il secondo "Coomarasamy A, Khan KS. What is the evidence that postgraduate teaching in evidence based medicine changes anything? A systematic review. BMJ 2004; 329:1017" è una revisione sistematica di 23 studi che dimostra che l'insegnamento da solo migliora la conoscenza ma non le capacità, l'attitudine o il comportamento. Gli autori propongono vari livelli di attività per insegnare e imparare:

Livello 1 - interattivo e attività clinicamente integrate.

Livello 2a - interattivo ma attività svolte in classe.

Livello 2b - didattico ma attività clinicamente integrate.

Livello 3 - didattico, insegnamento in classe o autonomo.

Nel terzo articolo del 2004 "Gabbay J, le May A. Evidence based guidelines or collectively constructed "mindlines?" Ethnographic study of knowledge management in primary care. BMJ 2004; 329:1010-3" gli autori compiono una valutazione empirica di come i medici di medicina generale usano i risultati della ricerca scientifica nella pratica quotidiana e nel prendere decisioni. Pochi seguono solo i passaggi associati al modello di cura della salute
evidence based compreso l'accesso alle più recenti pubblicazioni. In genere essi preferiscono usare riassunti e le cosiddette "mindlines" cioè linee guida più personali derivanti dall'esperienza e dalle relazioni con altri medici, pazienti, informatori medici ed altre fonti di conoscenza. Anche se i medici assicurano che le "mindlines" sono sostenute dall'evidenza e che le opinioni degli esperti nel settore seguono il modello evidence based.

Infine nel 2017 è stato pubblicato "Heneghan C, Mahtani KR, Goldacre B, et al. Evidence based medicine manifesto for better healthcare. BMJ 2017; 357j2973", un vero e proprio manifesto scritto per rispondere ai "bias" sistematici, agli sprechi, agli errori e frodi nella ricerca importante per la cura del paziente. Un appello alla comunità scientifica per creare una lista di priorità e condividere tutto quello che si è già appreso con lo scopo finale di sviluppare strategie adeguate per migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria.

Si tratta certo di un elenco provvisorio ma importante per avvicinarsi all'
Evidence Based Medicine, ripercorrere la sua storia e da essa trarre stimoli per il futuro (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Nunan D, Sullivan JO, Heneghan C,et. al. Ten essential papers for the practice of evidence-based medicine. Evid Based Med. 2017;22:202-204.




Pelle e prioni

Pubblicata il 28/12/2017


prioniUno studio pubblicato a novembre sulla rivista Science Translational Medicine evidenzia la presenza di prioni infettivi (prione - PRoteinaceus Infective ONly particle) nella pelle di pazienti affetti da malattia di Creutzfeld-Jacob sporadica (sCJD). Precedenti studi e osservazioni avevano mostrato che questa malattia da prioni poteva essere trasmessa attraverso strumenti chirurgici o trapianti contaminati proprio da prioni. Finora però non si era mai pensato alla pelle come sede di prioni infettivi.

Gli autori hanno ottenuto campioni di pelle da autopsie o biopsie da varie parti del corpo di 38 pazienti con CJD che comprendevano 21 casi di sCJD e due con variante CJD. Inoltre hanno raccolto campioni da 15 pazienti non-CJD con malattie neurologiche e altro, da usare come confronto.

Dopo aver caratterizzato i livelli di forme alterate dei prioni (PrP) nei vari campioni e aver misurato l'attività di semina dei prioni mediante una specifica tecnica denominata RT-QuIC, gli autori hanno controllato se i campioni estratti dalla pelle fossero in grado di infettare topi transgenici.

Essi hanno rilevato PrP nei campioni di pelle di uno di 5 pazienti deceduti per sCJD ed in uno di due pazienti con la variante CJD, inoltre l'attività di semina di prioni era presente in tutti i 23 pazienti con CJD ma non nei campioni dei controlli non-CJD.

Infine tutti i campioni di pelle di pazienti con sCJD sono risultati infettivi determinando la morte dei topi inoculati entro 564 giorni dall'inoculazione pur avendo misurato un'attività di semina di prione notevolmente più bassa rispetto ai campioni di tessuto cerebrale.

Lo studio suggerisce quindi che la trasmissione dei prioni è possibile anche attraverso la pelle ma questo non vuol dire che sia possibile la trasmissione per contatto casuale. Rimane però aperta la necessità di valutare ulteriori precauzioni durante le operazioni chirurgiche con pazienti sCJD per evitare trasmissione degli agenti infettivi, soprattutto in presenza di riuso di strumenti chirurgici (1).

A cura della Redazione scientifica.


  1. Orrú CD, Yuan J, Appleby BS, Li B, et al. Prion seeding activity and infectivity in skin samples from patients with sporadic Creutzfeldt-Jakob disease. Sci Transl Med. 2017 Nov 22; 9 (417).



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