Centro Studi GISED


Vai ai contenuti
Cambia lingua  IT EN

Pillole di Dermatologia - agosto 2020

Il mistero della pelle arancione

Pubblicata il 27/8/2020


pelle arancioneMangiare quantità eccessive di frutti come anguria o pompelmo rosso può far diventare la pelle arancione: si parla in questo caso di carotenemia o carotenosi. Elevati livelli di beta-carotene nel sangue sono misurati in casi di anomala colorazione della pelle che diventa giallo-arancio. I carotenoidi sono pigmenti naturali che danno ai frutti il loro colore giallo, arancio e rosso.

In genere i casi pubblicati di carotenemia sono correlati ad eccessivo consumo di carote, zucche e arance, ma in rari casi la condizione può essere dovuta a malattie sistemiche come diabete, ipotiroidismo, sindrome nefrotica, glomerulonefrite, malattia epatica primitiva o difetti genetici dell'enzima 15,15'-diossigenasi.

La rivista
Clinical and Experimental Dermatology pubblica il caso di un uomo di 58 anni che, da due giorni, presentava la pelle di entrambe le mani di colore arancio, pur avendo livelli normali di beta-carotene nel sangue. Invece risultavano aumentati i livelli di licopene e beta-criptoxantina, due carotenoidi naturalmente presenti in frutti e ortaggi.

Il mistero era risolto quando il paziente confessava di avere consumato una grande quantità di angurie e pompelmi rosa, frutti che contengono elevate quantità di carotenoidi, soprattutto licopene (rispettivamente 4532 e 1419 µg/100gr). Si giungeva così alla diagnosi di licopenemia, alto livello di licopene nel sangue, una condizione descritta per la prima volta nel 1960 da Reich et al. L'anomala decolorazione della pelle, che assume un colore giallo-arancio sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi, è dovuta alla deposizione dei pigmenti in eccesso nello strato corneo. Nel caso della licopenemia il colore sembra più scuro rispetto alla carotenemia.

La mancanza di colorazione a livello della sclera dell'occhio aiuta a distinguerla da un possibile ittero. La colorazione arancione scompare dopo alcuni giorni in maniera spontanea, eliminando dalla dieta gli alimenti ricchi di carotenoidi.

In definitiva se un paziente presenta una strana colorazione della pelle delle mani e dei piedi, bisogna ricordarsi di chiedergli cosa ha mangiato nelle ultime settimane (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Rudd EC, Merika EE. Carotenoderma caused by excessive watermelon and red grapefruit consumption. Clin Exp Dermatol. 2020 Jun 25.


#journalnews_29

Pubblicata il 27/8/2020


journalnewsBrevi notizie dalle riviste scientifiche e dalla rete:



  • Le infezioni sessualmente trasmesse non sono presenti solo negli esseri umani, molte specie animali possono ammalarsi e trasmettere malattie veneree. Ad esempio le ostriche possono avere l'herpes, i conigli la sifilide, i delfini le verruche genitali. Ma l'organismo in grado di infettare più specie animali sembra essere la Clamidia. Tra gli animali colpiti dalla Clamidia sembra particolarmente importante il koala, un marsupiale che vive in Australia, e che viene infettato da un tipo di clamidia molto simile a quello che determina malattia nell'uomo. I ricercatori stanno quindi cercando di sviluppare un vaccino contro la clamidia nei koala, conducendo studi clinici sui koala selvatici, nella speranza di trovare un vaccino utile anche per l'uomo. Se ne parla in https://www.nytimes.com/2020/07/13/science/chlamydia-koalas-vaccines.html


  • Twitter è una piattaforma social di "microcomunicazione" fondata nel 2006, usata in media da oltre 300 milioni di utenti ogni mese. Anche medici e ricercatori la usano per interagire, scambiarsi informazioni, diffondere notizie ed altro: per tutto questo hanno anche creato dei "Journal-club" da tenersi su Twitter. Questi "twitter journal-club" potrebbero avere grande importanza per discipline come la dermatologia. A partire dal 2015 si contavano almeno 25 journal club medici ma nessuno che si occupasse di dermatologia medica almeno fino al 2018 quando è stato creato @DermatologyJC (#dermjc). Gli incontri sono mensili e gli avvisi arrivano naturalmente con un tweet. Se ne parla in https://jamanetwork.com/journals/jamadermatology/article-abstract/2762875


  • Alla fine di maggio 2020 c'erano oltre 1 milione di casi confermati di COVID-19 con più di 270.000 morti. Col passare del tempo ci si è accorti che l'infezione colpiva diversi organi, tra cui la pelle. Diventava così importante la capacità di identificare le varie lesioni in pazienti con differenti tipi di pelle. Dopo una revisione sistematica delle pubblicazioni che descrivevano manifestazioni cutanee associate a COVID-19, gli autori hanno ordinato le immagini in base al fototipo secondo la classificazione di Fitzpatrick e si sono resi conto che non esistevano immagini cliniche relative ai fototipi V e VI: non c'erano cioè immagini di pazienti con la pelle più scura ma solo di pazienti bianchi e ispanici. Se ne parla in https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/bjd.19258


A cura della Redazione scientifica.






Aggiornato il 13 nov 2020  -  Centro Studi GISED  P.I. 02274270988 | Condizioni d'uso    Privacy    Credits

Torna ai contenuti | Torna al menu
Facebook Twitter LinkedIn Email