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Pillole di Dermatologia - settembre 2014

Impetigine: un nuovo trattamento

Pubblicata il 8/9/2014


impetigineL'impetigine è una infezione cutanea dovuta a
Streptococcus pyogenes e Staphylococcus aureus che colpisce soprattutto l'infanzia. Si stima che nel mondo ci siano da 111 a 140 milioni di bambini affetti da questa infezione, soprattutto nelle regioni più povere. Ad esempio circa l'84% dei bambini indigeni dell'Australia presentano sintomi da impetigine almeno una volta durante il loro primo anno di vita, con frequenti ricadute ogni anno.

La prevalenza è alta anche nelle regioni del Pacifico, e leggermente più bassa in Africa e in Brasile. Minori e più lievi invece i casi di impetigine nelle nazioni più sviluppate.

Vari i fattori che favoriscono la diffusione della malattia: povertà, sovraffollamento, clima tropicale, infezioni da scabbia, morsi di insetti e piccoli traumi. L'impetigine non curata può determinare conseguenze anche serie per la salute: glomerulonefrite, sepsi batterica, infezioni di ossa e articolazioni, febbre reumatica.

Il trattamento più usato finora vede l'uso di benzilpenicillina benzatinica (penicillina G) per via intramuscolare che risulta efficace soprattutto nei casi dovuti a Streptococcus pyogenes. Negli ultimi anni però aumentano i casi dovuti a Staphylococcus aureus meticillina resistente (MRSA) per cui l'uso di benzilpenicillina diventa problematico. Inoltre la somministrazionne del farmaco per via intramuscolare risulta dolorosa per i bambini inducendo spesso i genitori a sospendere il trattamento.

La rivista The Lancet pubblica i risultati di un trial randomizzato effettuato su 508 pazienti (età da 3 mesi a 13 anni) con impetigine, appartenenti a comunità indigene del Nord-Australia, trattati con benzilpenicillina intramuscolare o con cotrimossazolo orale.

Il cotrimossazolo orale è raccomandato dalla IDSA (Infectious Diseases Society of America) per il trattamento di infezioni da MRSA. Nello studio descritto i partecipanti erano divisi in tre gruppi per ricevere una dose di benzilpenicillina, una o due dosi di cotrimossazolo orale dato o una volta al giorno per 5 giorni o due volte al giorno per 3 giorni.

Al termine del trattamento il cotrimossazolo mostrava di essere non inferiore alla benzilpenicillina come efficacia. Inoltre presentava altri vantaggi quali la facilità di somministrazione per via orale, il gusto particolarmente apprezzato dello sciroppo, la breve durata della cura, il basso costo, l'attività contro S.aureus e l'ampia disponibilità. Migliore anche il profilo degli eventi avversi e minore invece il tasso di rifiuto del trattamento. Il farmaco sembrerebbe quindi più adatto alla giovane età dei pazienti e alle ridotte risorse dei paesi dove dovrebbe essere usato (1,2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Bowen AC, Tong SY, Andrews RM, et al. Short-course oral co-trimoxazole versus intramuscular benzathine benzylpenicillin for impetigo in a highly endemic region: an open-label, randomised, controlled, non-inferiority trial. Lancet. 2014 Aug 26. Epub ahead of print
  2. van der Wouden JC, Koning S. Treatment of impetigo in resource-limited settings. Lancet. 2014 Aug 26. Epub ahead of print



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