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Pillole di Dermatologia - settembre 2011

Laser per la diagnosi del melanoma

Pubblicata il 28/9/2011


laser melanomaI ricercatori della Duke University hanno messo a punto un particolare laser che potrebbe essere importante per migliorare la diagnosi del melanoma.

Questo strumento utilizza 2 laser per indirizzare piccole quantità di energia su nei sospetti: analizzando il modo in cui l'energia viene ridistribuita nelle cellule cutanee e osservando la differente distribuzione di pigmenti della pelle, i ricercatori sono in grado di individuare differenze chimiche tra le cellule sane e quelle tumorali.

Una analisi iniziale di 42 vetrini ha mostrato che i melanomi presentano maggiori quantità del pigmento eumelanina rispetto ai tessuti sani. Utilizzando la presenza di eumelanina come fattore diagnostico sono stati individuati tutti gli 11 melanomi presenti nello studio.

Il passo successivo sarà quello di analizzare un numero più elevato di biopsie per verificare se la tecnica è in grado di individuare cambiamenti in nei sui quali si sono sviluppati melanomi, permettendo di distinguere precocemente la natura dei nei esaminati, evitando di rimuovere nei sospetti ma che in realtà non sono maligni (1,2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Matthews TE, Piletic IR, Selim MA, et al. Pump-probe imaging differentiates melanoma from melanocytic nevi. Sci Transl Med. 2011; 3:71.
  2. Matthews TE, Wilson JW, Degan S,et al. In vivo and ex vivo epi-mode pump-probe imaging of melanin and microvasculature. Biomed Opt Express. 2011;2:1576-83.




Elettronica sulla pelle

Pubblicata il 28/9/2011


elettronica pelleAlcuni ricercatori dell'Università dell'Illinois hanno sviluppato un sensore elettronico sottilissimo con una struttura flessibile, partendo da materiali, come il silicone, che possono essere piegati senza rompersi. In pratica si tratta di un sottile strato che aderisce alla pelle come un cerotto, che può essere rimosso senza creare danni alla pelle.

Il dispositivo ospita sensori elettronici, per temperatura, tensione e segnali elettrici dal corpo, immersi in una pellicola fine, col diametro di un capello, il tutto posto su un sostegno di poliestere simile ad un tatuaggio temporaneo. Le sue dimensioni piccole rendono necessaria una minima quantità di energia per il funzionamento, energia fornita da sottili celle solari o mediante un trasmettitore "wireless".

L'idea è quella di utilizzare questo dispositivo per misurare e controllare segnali elettrici prodotti da muscoli e l'atttività del cervello. In questo modo sarebbe possibile fare diagnosi non invasive in caso di apnea durante il sonno, tenere sotto controllo l'attività cardiaca nei neonati oppure stimolare i muscoli di pazienti in terapia fisica (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Kim DH, Lu N, Ma R, Kim YS, et al. Epidermal electronics. Science. 2011;333:838-43



Caffeina sulla pelle

Pubblicata il 6/9/2011


caffeinaMolti studi epidemiologici mettono in relazione l'assunzione di bevande con caffeina (caffè o te) con una significativa diminuizione di vari tipi di cancro, compresi carcinomi cutanei associati ai raggi UV.

In un ampio studio, a cui avevano partecipato 93.676 donne, si era visto che il consumo giornaliero di una tazzina di caffè era associato ad una diminuzione del 5% nella prevalenza di tumori della pelle non melanoma, mentre il caffè decaffeinato non aveva alcun effetto ed il te aveva un effetto intermedio.

Effetti simili erano stati osservati nei topi: in questo caso l'applicazione topica di caffeina in topi ad alto rischio, sottoposti a raggi UV, inibiva la comparsa di carcinomi a cellule squamose (SCC) nel 72% dei topi.

Anche se non è ben chiara la ragione dell'effetto protettivo della caffeina, è probabile che alla base ci sia la capacità della caffeina di eliminare cellule danneggiate da UV mediante apoptosi.

Uno studio, appena pubblicato dalla rivista PNAS, descrive l'uso di topi transgenici con bassi livelli di espressione del gene ATR, una chinasi di controllo della replicazione del DNA attivata da stress del DNA, considerato uno dei molti bersagli della caffeina. L'inibizione di ATR dopo stress genotossico favorisce l'apoptosi di cheratinociti e cellule tumorali con DNA danneggiato. Alla fine del periodo di osservazione i topi risultavano liberi da tumore per un tempo maggiore ed avevano 69% in meno di tumori rispetto ai controlli non modificati.

Lo studio indica l'inibizione di ATR quale possibile meccanismo per l'effetto protettivo del consumo di bevande con caffeina negli studi condotti anche negli esseri umani e suggerisce la possibilità di usare applicazioni topiche di caffeina come prevenzione di tumori della pelle indotti da raggi UV (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Kawasumi M, Lemos B, Bradner JE, et al. Protection from UV-induced skin carcinogenesis by genetic inhibition of the ataxia telangiectasia and Rad3-related (ATR) kinase. Proc Natl Acad Sci U S A. 2011, 108(33):13716-21.


Vemurafenib: approvato contro il melanoma

Pubblicata il 6/9/2011


fdaLa FDA (Food and Drug Administration) ha approvato l'uso del farmaco Vemurafenib per il trattamento di melanoma metastatico, dopo i dati positivi presentati all'ultimo meeting annuale dell'ASCO (1).

Ma quali sono i pazienti con melanoma che potranno usarlo? Vemurafenib è un farmaco mirato contro una molecola, BRAF, che risulta mutata in oltre il 50% dei pazienti con melanoma. Fin dai primi studi clinici il farmaco ha dimostrato di indurre una rapida regressione del tumore anche in pazienti con malattia avanzata. Tuttavia dopo alcuni mesi si osservava anche una ripresa della malattia dovuta all'insorgenza di resistenza nei confronti del farmaco.

Il farmaco è utilizzabile solo in pazienti con mutazioni della proteina BRAF. Studi clinici sono in corso nei quali Vemurafenib è utilizzato in combinazione con Ipilimumab, altro farmaco recentemente approvato contro il melanoma.

Si spera in questo modo di superare il problema della resistenza al farmaco: l'unione dei due farmaci potrebbe permettere una completa e durevole remissione di questo tumore cutaneo spesso difficile da trattare.

A cura della Redazione scientifica.

  1. http://www.cancer.gov/cancertopics/druginfo/fda-vemurafenib



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