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Pillole di Dermatologia - settembre 2010

Sempre più abbronzati

Pubblicata il 27/9/2010


Sembra che il desiderio di apparire sempre più abbronzati sia in aumento. Un articolo da poco pubblicato dalla rivista NEJM afferma che negli Stati Uniti ogni giorno 1 milione di persone usa i raggi UV per abbronzare la pelle: i lettini abbronzanti sarebbero usati da circa 30 milioni di persone ogni anno.

A tale proposito la FDA ha annunciato una decisione sulla riclassificazione delle lampade abbronzanti e sulla regolamentazione dell'accesso dei minori a questi dispositivi.

L'incremento annuale stimato dei casi di melanoma negli ultimi anni, soprattutto nelle donne giovani tra 15 e 39 anni, è del 2.7% e parte di questi casi sarebbero dovuti proprio all'uso eccessivo di lettini abbronzanti.

Ricordiamo che lo IARC ha classificato i lettini come carcinogeni di gruppo I (1).

Ma l'uso di questi dispositivi determina anche un aumento nel rischio di contrarre tumori cutanei non-melanoma. Lo IARC ha calcolato un rischio relativo di contrarre carcinoma spinocellulare di 2.25 in associazione alle abbronzature artificiali.

Emerge inoltre da vari studi la percezione che il continuo uso di lettini abbronzanti determinerebbe una sorta di dipendenza fisica simile a quella dovuta all'uso di oppioidi. La produzione di ormone stimolante i melanociti (MSH) durante l'abbronzatura è accompagnata infatti dal rilascio di beta-endorfine.

A cura della Redazione scientifica.

  1. http://www.centrostudigised.it/pillole_settembre_2009.html



Diagnosi al microscopio

Pubblicata il 27/9/2010


L'uso del microscopio confocale a riflettanza può sostituire le biopsie nella diagnosi di tumori cutanei e di malattie infiammatorie della pelle.

All'ultimo congresso della Società Brasiliana di Dermatologia il Dr. Marco Ardigò, dell'Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, ha illustrato le possibilità diagnostiche di questo strumento utilizzabile sia in campo oncologico che per la diagnosi di malattie infiammatorie come psoriasi o vitiligine.

Inventato nel 1957 da Marvin Minsky, uno dei pionieri della Intelligenza Artificiale, il microscopio confocale a riflettanza usa oggi un laser con una potenza che non determina danni alla pelle. La lente del microscopio viene portata a livello della pelle permettendo la visualizzazione di cellule e strutture viventi ad una risoluzione simile ad una sezione istologica.

Numerosi studi condotti negli ultimi anni evidenziano un ruolo sempre più importante in campo dermatologico per questa metodica diagnostica, assolutamente non invasiva.

A cura della Redazione scientifica.





Magie cellulari

Pubblicata il 6/9/2010


Uno studio appena pubblicato dalla rivista Nature descrive la possibilità di trasformare cellule epiteliali del timo in cellule staminali della pelle e cellule staminali dei follicoli piliferi.

Il timo è un organo la cui funzione principale è quella di favorire la trasformazione dei timociti in linfociti T maturi. Ha una struttura globulare ed ogni singolo lobulo è formato da una parte periferica, la sostanza corticale, e da un parte centrale, la sostanza midollare. Le cellule epiteliali del timo vanno a formare una sorta di reticolo tridimensionale che rappresenta la trama della sostanza corticale e midollare del timo. Le maglie di questo reticolo contengono i linfociti T o timociti che poi si trasformeranno in linfociti T maturi, cellule del sistema immunitario.

Lo studio dimostra che le cellule epiteliali del timo, pur avendo una origine embrionale differente, possono modificarsi diventando vere e proprie cellule staminali della pelle.

In questo caso cellule epiteliali del timo sono state isolate da un ratto e trapiantate a livello della pelle. Il risultato è stato una riprogrammazione delle cellule che hanno acquisito le caratteristiche di cellule staminali epidermiche e dei follicoli piliferi. L'esposizione a segnali in grado di indurre produzione di pelle determina quindi un forte cambiamento a livello di espressione genica in queste cellule che subiscono una vera trasformazione.

I risultati di questo studio potranno fornire nuove possibilità nel campo dei trapianti di organo e della medicina rigenerativa e nello stesso tempo dimostrano che è possibile, modificando l'ambiente circostante, creare tessuti da cellule con differente origine embriologica (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Bonfanti P, Claudinot S, Amici AW, et al. Microenvironmental reprogramming of thymic epithelial cells to skin multipotent stem cells. Nature. 2010;466:978-82.



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