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Pillole di Dermatologia - settembre 2009

Costruire la pelle

Pubblicata il 28/9/2009


L'epidermide è un epitelio pluristratificato composto dai follicoli piliferi, ghiandole sebacee ed epidermide interfollicolare.

La rigenerazione di epidermide e follicoli piliferi è dovuta a differenti tipi di cellule staminali epidermiche, coinvolte anche nei processi di guarigione della pelle in seguito a ferite.

Le cellule staminali della pelle sono localizzate alla base dell'epidermide: quando queste cellule si dividono esse possono dare origine ad altre cellule staminali oppure differenziarsi in cellule specializzate che si portano negli strati superiori ed al termine del loro differenziamento si staccano dalla superficie della pelle (1).

Un gruppo di ricercatori del laboratorio dell' EMBL di Monterotondo in collaborazione con il CIEMAT di Madrid ha scoperto il ruolo di due proteine coinvolte nella formazione della pelle e nell'insorgenza di tumori di origine epiteliale.

Le due proteine appartengono ad una famiglia di regolatori trascrizionali, C/EBP alfa e C/EBP beta (CCAAT/enhancer binding proteins), membri della classe bZIP di fattori di trascrizione "a cerniera di leucina" ("leucine zipper") che legano le sequenze CCAAT nella regione di regolazione dei geni bersaglio.

C/EBP alfa e C/EBP beta sono espresse nei cheratinociti basali e regolate in maniera coordinata quando i cheratinociti lasciano lo strato basale e subiscono differenziamento terminale.

Usando topi geneticamente modificati che non esprimevano le due proteine a livello dell'epidermide gli autori dello studio osservavano aumentata proliferazione dei cheratinociti basali ed un anormale differenziamento cellulare (vedi qui).

La perdita delle due proteine era accompagnata da espressione anomala di altre proteine con conseguente paracheratosi e difettiva funzione dell'epidermide. I topi modificati non erano in grado di trattenere l'acqua nel loro corpo e morivano disidratati dopo la nascita.

In assenza delle due proteine, inoltre, si riattivavano geni normalmente espressi solo nelle cellule staminali embrionali o durante lo sviluppo dei tumori epiteliali (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Abbas O, Mahalingam M. Epidermal stem cells: practical perspectives and potential uses. Br J Dermatol. 2009;161:228-36.
  2. Lopez RG, Garcia-Silva S, Moore SJ, et al. C/EBPalpha and beta couple interfollicular keratinocyte proliferation arrest to commitment and terminal differentiation. Nat Cell Biol. 2009 Sep 13. [Epub ahead of print]

Ciglia e formazione di tumori

Pubblicata il 19/9/2009


Il carcinoma basocellulare (BCC) è uno dei tumori della pelle più frequenti. Uno studio recentemente pubblicato dalla rivista
Nature Medicine ha studiato il ruolo svolto dalle ciglia primarie nella segnalazione cellulare e nella tumorigenesi di alcuni tumori della pelle.

Le ciglia sono organelli fortemente conservati a partire dalle alghe verdi unicellulari fino agli esseri umani, formati da microtubuli, che si proiettano dalla superficie cellulare. Esistono ciglia mobili, ciglia nodali e ciglia primarie.

A differenza delle ciglia mobili, le ciglia primarie sono immobili e presenti singolarmente sulla maggior parte delle cellule epiteliali e stromali dei mammiferi. Sono molto piccole e visibili normalmente con il microscopio elettronico.

Considerate per molto tempo un residuo evolutivo, studi recenti hanno rivelato il loro ruolo di sensori cellulari in molti tessuti e la possibilità che mutazioni genetiche capaci di alterare la loro funzione portino a disordini a carico di organi quali rene, fegato e pancreas, malformazioni scheletriche, obesità e gravi difetti nelle sviluppo.

Le ciglia primarie si comportano da sensori meccanici o biochimici in differenti tessuti ed è da tempo noto che a livello delle ciglia primarie sono localizzati componenti di vie di trasduzione del segnale, quali ad es. Hh (Hedgehog) e PGDFR-alfa, importanti nella biologia di alcuni tumori (1).

In particolare l'attivazione della via di Hh è associata a due tumori specifici: il carcinoma basocellulare ed il medulloblastoma.

La ricerca pubblicata da Nature Medicine conferma che cellule tumorali derivanti da BCC umani sono frequentemente dotate di ciglia primarie.

Inoltre, in modelli murini, le ciglia primarie sembrerebbero svolgere un duplice ruolo, d'inibizione o attivazione della crescita tumorale, in relazione alla attività di proteine che agiscono a differenti livelli della via di trasduzione del segnale Hh, il protoncogene Smo (Smotheneed) e le proteine Gli (Glioma), localizzate proprio a livello delle ciglia primarie.

La perdita della ciglia primarie inibisce la crescita di tumori simili a BCC indotti dall'attivazione della proteina Smo mentre favorisce la crescita di tumori dovuti ad una forma attivata di Gli2.

La possibilità di prevenire la crescita tumorale inibendo la formazione di ciglia primarie potrebbe rivelarsi un utile bersaglio terapeutico, ad esempio, nel caso di tumori dovuti all'attivazione della proteina Smo (2, 3).

A tale proposito segnaliamo che sono in corso alcuni studi clinici che utilizzano antagonisti della proteina Smo in pazienti con tumori solidi tra cui il carcinoma basocellulare (4).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Michaud EJ, Yoder BK. The primary cilium in cell signaling and cancer. Cancer Res. 2006;66:6463-7. Review.
  2. Wong SY, Seol AD, So PL, et al. Primary cilia can both mediate and suppress Hedgehog pathway-dependent tumorigenesis. Nat Med. 2009 ;15:1055-61.
  3. Han YG, Kim HJ, Dlugosz AA, et al. Dual and opposing roles of primary cilia in medulloblastoma development. Nat Med. 2009;15:1062-5.
  4. studi clinici antagonisti di Smo

Danni da lettini abbronzanti

Pubblicata il 12/9/2009


Due importanti riviste in campo medico e dermatologico lanciano un allarme relativo all'uso dei lettini abbronzanti ponendo l'accento su aspetti diversi ma importanti del problema.

La rivista The British Journal of Dermatology evidenzia il crescente uso di lettini abbronzanti in ragazzi di età compresa tra 14 e 15 anni del Galles meridionale. Un questionario distribuito a 203 studenti di due scuole differenti ha indicato che il 32.1% delle ragazze ed il 9.6% dei ragazzi aveva già utilizzato un lettino abbronzante e che il 5.5 % delle ragazze lo usava regolarmente una volta la settimana.

Interrogati sulla conoscenza dei possibili rischi per la salute la maggior parte di ragazzi rispondeva di sapere che un lettino abbronzante può causare cancro della pelle.

Negli ultimi vent'anni il numero di giovani che usano lettini abbronzanti sarebbe notevolmente aumentato e sarebbero soprattutto le ragazze le utilizzatrici più assidue. I dermatologi inglesi chiedono quindi una legislazione che vieti l'uso di tali dispositivi nei ragazzi minori di 18 anni (1).

Ma il problema non riguarda solo i giovanissimi. La rivista The Lancet Oncology ricorda che il rischio di melanoma cutaneo aumenta del 75% quando ci si abbronza regolarmente prima dei 30 anni.

La IARC (International Agency for Research on Cancer) lo scorso 29 Luglio ha innalzato la classificazione dei dispositivi abbronzanti emettenti UV da " probabilmente cancerogeni per l'uomo" a " cancerogeni per l'uomo": è la categoria di rischio più alta sulla base dell'evidenza che l'uso regolare di lettini abbronzanti aumenta il rischio di melanoma cutaneo ed oculare.

Un ulteriore problema deriverebbe dalla mancanza di controlli adeguati sulla regolarità dei dispositivi usati soprattutto in palestre e centri bellezza: molti non sanno quali sono i livelli di radiazione emessa dai lettini presenti nei centri estetici e spesso non viene richiesta l'età degli utenti.

La presenza di tali dispositivi in luoghi associati alla cura del corpo e della bellezza determina probabilmente una sottovalutazione dei potenziali rischi legati alla abbronzatura continua (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Roberts DL, Foley K. Sunbed use in children-time for new legislation? Br J Dermatol. 2009;161:193-4.
  2. Beauty and the beast. Lancet Oncol. 2009;10:835.


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