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Pillole di Dermatologia - ottobre 2014

Copiando i cefalopodi

Pubblicata il 27/10/2014


cefalopodiEsistono in natura animali in grado di modificare rapidamente il colore e l'aspetto della propria pelle in risposta a stimoli esterni: riescono così a nascondersi alla vista di potenziali nemici mimetizzandosi nell'ambiente circostante.

Questa capacità deriva dalla presenza sulla pelle di strutture dette cromatofori, sacche contenenti pigmenti che sono collegate a muscoli disposti in senso radiale. I muscoli, rilassandosi o contraendosi, determinano una variazione dell'area occupata dal pigmento facendo di conseguenza variare l'aspetto e il colore della superficie dell'animale.

Alcuni ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno cercato di creare un materiale in grado di riprodurre le caratteristiche della pelle dei cefalopodi e pubblicato i risultati delle loro ricerche sulla rivista Nature Communications.

Il nuovo materiale sintetico risulta soffice ed utilizza un elastomero del tipo EMCR (ElectroMechano-Chemically Responsive), un polimero flessibile e allungabile che si comporta come un cromatoforo artificiale ed è in grado di modificare fluorescenza e tessitura nello stesso tempo, in risposta a cambiamenti meccanici ed elettrici.

L'elastomero contiene al suo interno delle molecole attivate dai cambiamenti meccanici o elettrici ed in grado di emettere fluorescenza o cambiare colore rapidamente.

Tra le applicazioni del nuovo materiale definito ECMR gli autori indicano rivestimenti anti-incrostazioni sugli scafi delle navi spesso danneggiati da microbi e cirripedi o tessuti utili per uniformi o rivestimenti per veicoli militari (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Wang Q, Gossweiler GR, Craig SL, Zhao X. Cephalopod-inspired design of electro-mechano-chemically responsive elastomers for on-demand fluorescent patterning. Nat Commun. 2014 Sep 16;5:4899.


Preghiere e pelle

Pubblicata il 27/10/2014


preghiereI riti religiosi sono spesso accompagnati da pratiche ripetute che possono determinare frizione di specifiche aree cutanee, comparsa di dermatiti allergiche dovute all'uso di sostanze rituali da parte dei fedeli. Alcune pratiche possono favorire infezioni cutanee, orticaria, leucodermia etc.

Comparsa di lesioni bollose a livello delle ginocchia in seguito a ripetuti inginocchiamenti durante le preghiere, dermatiti allergiche da contatto con legno contaminato o rigonfiamento localizzato con ipertricosi per il trasporto di pesi durante la Settimana Santa in Spagna sono alcuni casi riportati in letteratura e collegati a pratiche della religione cristiana.

Tra i fedeli musulmani sono stati riportati casi di iperpigmentazione della fronte, nella zona che viene a contatto con il tappeto durante la preghiera. In genere si osservano macchie nella zona centrale superiore vicino ai capelli oppure in coppia sopra le estremità mediali delle ciglia. In alcuni casi possono essere presenti 3 o 4 lesioni nella zona nasale.

Tra i musulmani sunniti si osservano calli nelle aree del corpo soggette a frizione durante la preghiera: ginocchio destro e anca sinistra. I calli diventano con il tempo veri noduli e prendono il nome di zabiba.

Altri effetti osservati sulla fronte sono comparsa di alopecia localizzata o di pigmentazione dei capelli nel punto di pressione. Nel corso di pellegrinaggi sono frequenti infezioni e dermatosi diffuse dovute a riti condivisi. Si segnalano alcuni casi di vitiligine dovuti a frizione continua delle spille che le donne usano per fermare i veli che portano sulla testa.

Tra i fedeli che seguono invece i riti della religione ebraica sono descritti casi di iperpigmentazione, macule isolate o una lesione lineare sulle protuberanze ossee delle vertebre toraciche e lombari.

Sia le donne musulmane che ebree ortodosse possono essere a rischio di carenza di vitamina D (nello stesso tempo sono protette dal melanoma), a causa dell'uso di coprire quasi tutto il corpo senza esporre la pelle ai raggi del sole. Invece, nei bambini sottoposti a circoncisione possono esserci casi di infezioni erpetiche genitali.

Gli induisti possono essere soggetti a dermatiti allergiche per via delle polveri usate per disegni rituali sul corpo: paste a base di legno di sandalo o ceneri sacre (vibhuti e kumkum) preparate usando differenti materie prime possono causare allergie sulla pelle.

Dermatiti da contatto a livello delle mani o del collo possono derivare da profumi messi sui vestiti prima della preghiera oppure da collane fatte a partire da piante.

I monaci buddisti, che passano molto tempo in meditazione tenendo le gambe incrociate, possono presentare croste ed emorragie sotto il malleolo laterale del piede destro, oppure iperpigmentazione delle ginocchia, anche nelle zone tra le falangi delle dita.

Tra i sikh gli uomini non possono tagliare i loro capelli, che vengono tirati e attorcigliati causando casi alopecia, inoltre l'uso di fissativi dei capelli può determinare dermatiti. Lesioni al capo possono derivare dal nastro usato per tenere fermi i capelli sotto il turbante. Sono stati descritti casi di lesioni simili a lupus eritematoso discoide o condrodermatite dolorosa a livello delle orecchie dovute alla pressione del turbante inamidato.

I dermatologi dovrebbero essere consapevoli che alcuni segni cutanei possono essere dovuti a pratiche religiose, in modo da riconoscerli e trattarli in maniera adeguata (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Ramesh V, Al Aboud K. Cutaneous signs of piety. Cutis. 2014;94:E13-8.


Vitiligine: terapie combinate

Pubblicata il 4/10/2014


vitiligine terapie combinateL'associazione di afamelanotide, un analogo sintetico dell'ormone stimolante il melanocita (α-MHS), che può essere somministrato per via sottocutanea utilizzando un impianto a rilascio controllato, e fototerapia con NV-UV-B, si è dimostrata efficace nella ripigmentazione della vitiligine.

I pazienti trattati con l'impianto sottocute di polimeri biodegradabili di afamelanotide insieme al trattamento con NB-UV-B hanno ridotto il tempo necessario per la ripigmentazione ed aumentato la percentuale di ripigmentazione nel tempo. Si tratta di uno studio randomizzato controllato condotto su 55 pazienti divisi in due gruppi: un gruppo di 28 pazienti riceveva la terapia combinata e l'altro gruppo di 27 pazienti riceveva solo NB-UV-B.

Nel gruppo che riceveva il trattamento combinato una percentuale maggiore otteneva ripigmentazione a livello del viso e delle estremità superiori ed in un tempo minore: nel gruppo trattato con terapia combinata la ripigmentazione era del 48.64% rispetto al 33.26% del gruppo di controllo dopo 168 giorni di trattamento (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Lim HW, Grimes PE, Agbai O, et al. Afamelanotide and Narrowband UV-B Phototherapy for the Treatment of Vitiligo: A Randomized Multicenter Trial. JAMA Dermatol. 2014 Sep 17. Epub ahead of print


Melanoma: spunti per un programma di screening

Pubblicata il 4/10/2014


screening melanomaNegli Stati Uniti e in molte altre nazioni si osserva da tempo un aumento dei casi di melanoma anche nella popolazione più giovane. Il costo annuale di questa malattia è stimato, negli Stati Uniti, intorno a 3,14 miliardi di dollari ed include il costo del trattamento e della perdita di produttività secondaria al melanoma.

Costo destinato ad aumentare considerando proprio l'aumento di incidenza della malattia osservato. Secondo gli autori di un articolo, pubblicato da JAMA Dermatology, il considerevole peso economico del melanoma dovrebbe contribuire a fare di questa malattia una priorità sanitaria nazionale.

Riprendendo i risultati di uno studio condotto in Germania, un esperimento pilota di screening di cancro della pelle della durata di un anno, dal 2003 al 2004, gli autori suggeriscono di iniziare un programma di screening abituale della popolazione con la collaborazione dei medici di famiglia, opportunamente addestrati al riconoscimento delle lesioni maligne, e dei dermatologi.

Nello studio effettuato in Germania, denominato SCREEN (Skin Cancer Research to Provide Evidence for Effectiveness of Screening in Northern Germany), medici di famiglia e dermatologi venivano impegnati in una campagna di screening dedicata all'esame cutaneo di persone di venti anni e oltre. Si osservava un aumento di circa il 30% dell'incidenza del melanoma e di altri tumori cutanei non-melanoma e soprattutto una diminuizione della mortalità da melanoma nella regione dello screening. La mortalità, dopo il programma, risultava inferiore rispetto alle regioni che non partecipavano allo screening.

Inoltre circa il 90% dei melanomi individuati durante lo screening avevano dimensioni minori di 1mm in profondità. Sulla base dei risultati ottenuti, dal 2008 il programma è stato allargato a tutta la nazione: tutti i tedeschi a partire dai 35 anni di età vengono invitati a sottoporsi a screening cutaneo ogni due anni (1).

Gli autori discutono la possibilità di svolgere uno screening simile anche negli Stati Uniti, ammettendo pazienti di 35 anni o più, e prendendo in considerazione anche la possibilità di controllare nel tempo un piccolo gruppo di pazienti da famiglie ad alto rischio, iniziando lo screening all'età di 10 anni.

Un tale programma allargato avrebbe bisogno della collaborazione di personale sanitario opportunamente addestrato (medici di famiglia e infermieri) e dermatologi a cui sarebbero inviati i pazienti con sospette lesioni maligne, mentre i pazienti con lesioni evidentemente benigne potrebbero essere subito riassicurati sulle loro condizioni.

Fondamentale sarebbe anche migliorare le conoscenze dermatologiche dei medici di famiglia per rendere più veloce ed efficace lo screening, focalizzandosi sulle aree ad alta esposizione solare (gambe, braccia, collo, viso) o aree difficili da vedere come la schiena. Basterebbero così pochi minuti per un esame efficace della pelle (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Breitbart EW, Waldmann A, Nolte S, et al.Systematic skin cancer screening in Northern Germany. J Am Acad Dermatol. 2012;66:201-11
  2. Wickenheiser MR, Bordeaux JS, Robinson JK. Melanoma Screening by Physicians:Time for a Policy Change in the United States. JAMA Dermatol. 2014 Sep 3. Epub ahead of print



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