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Pillole di Dermatologia - ottobre 2011

Bio-materiali fotoregolati

Pubblicata il 20/10/2011


hydrogelGli idrogel sono polimeri in grado di trattenere grandi quantità di acqua. Studiati come materiali utilizzabili nella costruzione di dispositivi funzionali, crescita di tessuti e come trasportatori di farmaci, sono stati sviluppati per rispondere a stimoli esterni quali cambiamenti di temperatura, fotoni, ioni, proteine e DNA. Ad esempio l'applicazione di luce può indurre modificazioni morfologiche di polimeri e gel permettendo, ad esempio, il rilascio di sostanze contenute all'interno degli idrogel.

Un gruppo di ricercatori ha sviluppato un idrogel funzionale contenente DNA, il cui comportamento può essere modulato modificando la lunghezza d'onda di radiazioni UV. Molecole di Azobenzene legate ad uno scheletro di DNA possono passare da uno stato cis ad uno stato trans passando da luce visibile (450nm) a raggi UV ( 350nm) e viceversa. L'idrogel formato da queste molecole può quindi passare da uno stato solido ad uno stato liquido rilasciando eventuali sostanze intrappolate nel reticolo del polimero. Questo sistema rappresenta un utile mezzo per la somministrazione di farmaci in terapie mirate ed in applicazioni biotecnologiche (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Kang H, Liu H, Zhang X, et al. Photoresponsive DNA-cross-linked hydrogels for controllable release and cancer therapy. Langmuir. 2011;27:399-408.




Inibitori di TNF-alfa: controllare la pelle

Pubblicata il 20/10/2011


tnf-alphaGli antagonisti del Tumor Necrosis Factor (TNF)-alfa sono utilizzati per trattare condizioni infiammatorie della pelle, articolazioni e tratto gastrointestinale. Alcuni dei loro effetti collaterali sono noti e già segnalati nei foglietti illustrativi che li accompagnano.

Il rischio di cancro della pelle non melanoma (NMSC) è stato analizzato in due studi pubblicati su riviste che si occupano di malattie reumatologiche.

Una meta-analisi svolta su 2030 articoli pubblicati e 1979 abstract presentati a congressi individuava 21 articoli e 8 abstract idonei per l'analisi. Pur non osservando un aumento di tumori non ematologici, gli autori trovavano un significativo aumento del 45% nei tumori cutanei non melanoma. I risultati suggerivano anche un aumentato rischio di melanoma. La maggior parte dei tumori cutanei compariva nel primo anno di trattamento ed il rischio non aumentava nel tempo (1).

Uno studio di coorte retrospettivo su 20648 pazienti con artrite reumatoide, inclusi nel registro nazionale dell'US Department of Veterans Affairs, evidenziava che il rischio di cancro della pelle non melanoma era 1,5 volte più elevato nei soggetti trattati con inibitori di TNF rispetto a quelli trattati con altri agenti. Aumentava la sopravvivenza senza NMSC nei pazienti non trattati con farmaci biologici. Tuttavia non era osservata alcuna associazione tra durata del trattamento e aumentato rischio di NMSC (2).

Gli autori suggeriscono ai reumatologi di controllare periodicamente tutti i pazienti, in cura con inibitori di TNF, per l'eventuale comparsa di tumori cutanei e lesioni pre-cancerose. La collaborazione di dermatologi esperti potrebbe essere utile per individuare precocemente casi di NMSC in pazienti con malattie reumatologiche trattati con farmaci biologici.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Mariette X, Matucci-Cerinic M, Pavelka K, et al. Malignancies associated with tumour necrosis factor inhibitors in registries and prospective observational studies: a systematic review and meta-analysis. Ann Rheum Dis. 2011;70:1895-904
  2. Amari W, Zeringue AL, McDonald JR, et al. Risk of non-melanoma skin cancer in a national cohort of veterans with rheumatoid arthritis. Rheumatology (Oxford). 2011;50:1431-9.



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