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Pillole di Dermatologia - novembre 2014

Tumori della pelle: primi in storia

Pubblicata il 17/11/2014


tumori pelleLa medicina moderna è ricca di scoperte e intuizioni, e di uomini che hanno aperto la via a sviluppi diagnostici e di cura.

In particolare molto di quello che oggi si conosce sul cancro nasce da osservazioni e studi svolti utilizzando la pelle di esseri umani e roditori. I principali fattori ambientali considerati alla base di molti tumori (carcinogeni, raggi UV, virus) sono stati individuati poichè essi determinavano tumori cutanei.

La rivista JID ha dedicato vari articoli dei suoi Milestones Cutaneous Biology al ruolo dei tumori cutanei nella ricerca sul cancro.

Nel 1775 venne pubblicato il libro Chirurgical observations Relative to the Cataract, the Polypus of the Nose, the Cancer of the Scrotum, [etc.] in cui il Dr. Percival Pott descriveva l'origine del cancro dello scroto, un cancro cutaneo frequente in una particolare categoria di lavoratori, gli spazzacamini. La causa, secondo Pott, era la fuliggine che si insinuava tra le pieghe cutanee: era la prima volta che veniva identificato un cosiddetto carcinogeno umano ed era anche la prima descrizione di un cancro correlato a un agente ambientale e occupazionale.

Il medico nel breve saggio descriveva il decorso della malattia che poteva trasformarsi, da una lesione localizzata, in un cancro diffuso e letale e prescriveva come unica possibilità di cura il precoce trattamento chirurgico dell'area affetta (1).

Dopo circa 150 anni, nel 1918, furono due medici giapponesi a scoprire che l'applicazione cronica di catrame sulle pelle delle orecchie di conigli determinava la comparsa di carcinoma cutaneo squamocellulare.

Successivamente nel 1932 venne identificato anche il carcinogeno attivo, il 3,4 benzopirene, un potente idrocarburo aromatico policiclico, in grado di produrre cancro quando applicato sulla pelle di topi.

Studi successivi hanno migliorato le conoscenze sulla patogenesi delle lesioni cutanee neoplastiche definendo il cancro come un processo che passa attraverso molti stadi, soprattutto quando i tessuti sono esposti ad un carcinogeno, e prevede un periodo di latenza dipendente dal livello di esposizione e dalla potenza del carcinogeno.

Anche il contatto della pelle con irritanti come ad esempio l'olio di Croton, noto nella medicina tradizionale per indurre infiammazione della pelle e come purgante, determinava comparsa di tumori cutanei. Il carcinogeno individuato quale potente promotore del tumore della pelle era il PMA o TPA (phorbol myristate acetate) che si lega a specifici recettori nel cervello e sulla pelle e può indurre differenziamento o proliferazione in alcuni tipi di cheratinociti.

La scoperta che il PMA/TPA è un ligando in grado di attivare la PKC (protein kinasi C) ha innescato una serie di studi sulla via di trasduzione del segnale indotta da PKC.

Altri carcinogeni, scoperti e classificati secondo il cosiddetto Iball Index, sono stati usati sulla pelle di topi in forma radioattiva dimostrando che erano in grado di legarsi al DNA.

Dopo aver compreso che il bersaglio di molti carcinogeni è il DNA, si è cercato di individuare i bersagli genetici che trasformano normali cheratinociti in cellule pronte a diventare tumorali. Gli esperimenti di trasformazione di fibroblasti di topo (NIH/3T3) con DNA umano da cellule tumorali hanno dimostrato che il DNA da solo è in grado di indurre modificazioni tumorali anche in assenza di carcinogeni o altri agenti.

Si tratta di DNA che ha subito alterazioni ed in particolare sono stati individuati geni di una particolare famiglia genica, i geni Ras (HRAS, KRAS e NRAS) portatori di specifiche mutazioni, che determinavano attivazione costitutiva e indipendentza dai normali segnali di controllo della crescita cellulare.

Carcinogeni di varia natura capaci di determinare mutazioni puntiformi nel DNA, potevano iniziare il processo di carcinogenesi attivando uno dei geni Ras. Anche in questo caso come sistema modello per valutare l'ipotesi di carcinogenesi a due stadi veniva utilizzata la pelle di topi, identificando il gene HRas come agente trasformante. L'avvento della tecnologia dei topi transgenici ha permesso poi di rifinire ulteriormente la comprensione dei meccanismi di inizio e progressione in modelli cutanei.

Molta strada è stata percorsa dalle prime osservazioni di Percival Pott fino ai giorni nostri, e il cancro della pelle ha mostrato di essere un sistema modello fondamentale nella comprensione della patogenesi del cancro in generale (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Brown JR, Thornton JL. Percivall Pott (1714-1788) and chimney sweepers' cancer of the scrotum. Br J Ind Med. 1957;14:68-70.
  2. Balmain A, Yuspa SH. Milestones in skin carcinogenesis: the biology of multistage carcinogenesis. J Invest Dermatol. 2014 Oct 10;134(e1):E2-7.



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