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Pillole di Dermatologia - novembre 2011

Pulito o sterile?

Pubblicata il 17/11/2011


pulito o sterileChe potessero essere proprio i medici a trasmettere infezioni ai pazienti fu compreso in passato da Oliver Wendell Holmes e Ignaz Semmelweis studiando le pericolose febbri puerperali, frequenti nelle donne che partorivano negli ospedali nella metà del 1800. In un dipinto del 1875 Thomas Eakins rappresentava una operazione chirurgica: i chirurghi sono vestiti normalmente, operano a mani nude senza mascherine o altra barriera protettiva. Da allora i medici, soprattutto i chirurghi, utilizzano varie tecniche per ridurre la trasmissione di agenti infettivi ai pazienti.

Una review pubblicata dalla rivista JAAD ha esaminato la letteratura relativa all'efficacia delle misure protettive utilizzate dai chirurghi per evitare infezioni nei pazienti. In particolare l'articolo valuta le evidenze relative all'uso di guanti sterili, mascherine e cuffie per capelli, sovrascarpe, scarpe dedicate e camici analizzando gli articoli pubblicati e i risultati degli studi clinici e cercando di trarre conclusioni valide nel caso di ambulatori chirurgici dermatologici (1).

Guanti: l'introduzione dei guanti in chirurgia ha sicuramente garantito una diminuzione nelle infezioni anche se non esistono a proposito studi controllati. La presenza di perforazioni non sembra associata ad infezioni. Per il confronto tra guanti sterili e guanti puliti esiste un solo studio retrospettivo che non evidenzia differenze nelle infezioni chirurgiche.

Mascherine: non è dimostrato che l'uso delle mascherine riduca la carica batterica nella sala operatoria, nè che vengano ridotte le infezioni chirurgiche. In generale gli stafilococchi provenienti dall'orofaringe sono pochi rispetto a quelli presenti sulla pelle.

Copricapo: barbe e capelli non sembrano aumentare il livello delle contaminazioni nelle sale operatorie nè l'uso di copricapo sembra aver fatto diminuire le infezioni chirurgiche.

Camici: gia nel 1948 i camici di cotone erano considerati una scarsa barriera contro i batteri. In seguito sono stati prodotti camici con altri materiali anche se oggi non esiste uno standard accettabile per il tipo di camice chirurgico da usare.

Scarpe e sovrascarpe: sicuramente le scarpe normali trasportano più batteri rispetto alle scarpe professionali ma in effetti mancano studi che dimostrino diminuizione di infezioni chirurgiche con l'uso di scarpe dedicate. Lo stesso si può dire per l'uso di sovrascarpe, anzi in alcuni casi si è visto un aumento delle contaminazioni a livello delle mani.

Si scopre anche che fin dal 1959 Shooter esprimeva dubbi sul valore delle mascherine chirurgiche nella prevenzione delle infezioni (2) e che ad oggi pochi studi controllati permettono di affermare con sicurezza che l'uso di abbigliamento dedicato protegga i pazienti dalle infezioni negli ambulatori chirurgici dermatologici, dove invece risulta più importante la pulizia.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Eisen DB. Surgeon's garb and infection control: what's the evidence? J Am Acad Dermatol. 2011;64:960.e1-20. Review.
  2. Shooter RA, Smith RA, Smith MA, et al. A study of surgical masks. Br J Surg. 1959;47:246-9.





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