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Pillole di Dermatologia - novembre 2008

L'Europa Unita contro le genodermatosi

Pubblicata il 24/11/2008

Si chiama Geneskin, ad indicare il principale obiettivo, l'omonimo progetto europeo (GENESKIN: a European network for genetic skin disease) che vede la collaborazione di 32 gruppi di ricerca appartenenti a 12 paesi europei e coordinato dall'Istituto Dermopatico dell'Immacolata (IDI).

Geneskin anche attraverso un sito internet dedicato favorisce la diffusione delle conoscenze sulle malattie genetiche cutanee (genodermatosi), promuove la ricerca e l'aggiornamento delle procedure diagnostiche a livello europeo senza trascurare gli aspetti etici e socio-sanitari di queste malattie.

Si tratta di malattie genetiche rare, circa 300 quelle note, che si manifestano principalmente con alterazioni a carico della cute. Sono quasi sempre malattie croniche ed abbastanza gravi. La loro rarità impedisce spesso l'individuazione di specifiche terapie: di molte di esse si sa pochissimo e non sono stati ancora individuati i geni o le proteine responsabili.

Le genodermatosi sono state suddivise in 5 gruppi: malattie dell'adesione epiteliale, malattie della cheratinizzazione, displasie ectodermiche, malattie del connettivo e malattie da difetto di riparazione del DNA.

Sia il sito che il progetto sono stati finanziati dalla Unione Europea nell'ambito del VI Programma Quadro Di Ricerca e Sviluppo Tecnologico.

A cura della Redazione scientifica.


Sotto esame i "riempitivi dermici"

Pubblicata il 19/11/2008

Il primo "dermal filler" o "riempitivo dermico" è stato approvato circa 20 anni fa.
Si tratta di sostanze di origine sintetica o biologica, assorbibili o non assorbibili, utilizzate per eliminare o ridurre i segni del tempo quali rughe o pieghe della cute.

Vengono iniettate sotto la pelle del viso anche nei casi di perdita di grasso sotto cutaneo (lipoatrofia) in pazienti malati di AIDS.
Ma la maggioranza delle persone usano queste sostanze per rimodellare il proprio viso cercando di riempire le rughe e ritrovare così un aspetto più giovane.

L'effetto può essere temporaneo o permanente: nel primo caso dura alcuni mesi, poi bisogna ripetere il trattamento, mentre se si usano riempitivi permanenti, non assorbibili, l'effetto è duraturo.

La FDA ha deciso di riunire un comitato di esperti per discutere ed analizzare studi post-marketing ed eventi avversi correlati all'uso sempre più ampio di questi trattamenti cosmetici.

Dal 2003 sono stati segnalati 930 eventi avversi comprendenti soprattutto gonfiore, infiammazione, eritema, allergia, infezione, eventi vascolari, dolore, alcuni casi di paralisi ed un certo numero di eventi correlati al malfunzionamento degli strumenti usati per iniettare le sostanze.
Molti degli eventi sono abbastanza noti ed attesi mentre preoccupa la segnalazione di eventi rari ma gravi quali paralisi, occlusione vascolare della retina o gravi reazioni allergiche.

Inoltre da segnalare che molti degli eventi sono riportati dopo iniezione in siti diversi dalla piega naso-labiale, che è l'indicazione di uso per la maggior parte dei riempitivi dermici (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Materiale FDA sui riempitivi dermici

Nascondere le emozioni sotto la pelle

Pubblicata il 11/11/2008

Si definisce alessitimia (dal greco
alexis e thymos, senza parole e emozione) l'incapacità di esprimere e descrivere sentimenti. Questo disturbo emotivo sarebbe la causa di molti disordini medici e psichiatrici. Un articolo pubblicato da International Journal of Dermatology descrive lo stato dell'arte della ricerca medica e dermatologica sui rapporti tra alessitimia e malattie dermatologiche (1).

Dal 10 al 13% della popolazione sarebbe portatore di questa alterazione della personalità a cui sono state associate varie malattie somatiche quali ipertensione, asma, cancro, infarto del miocardio, diabete, disordini funzionali gastrointestinali, fibromialgia, etc.

In campo dermatologico gli autori hanno analizzato, usando la Cochrane Library e PUBMed, gli studi sulla possibile correlazione tra alessitimia e disordini della pelle quale alopecia areata, psoriasi, dermatite atopica, orticaria cronica, escoriazioni neurotiche, prurito nodularis e vitiligine.

Anche se gli studi sono in numero ridotto e spesso difficilmente confrontabili emerge comunque una possibile associazione tra l'incapacità a rivelare ed esprimere in maniera consapevole le proprie emozioni e l'insorgenza o aggravamento di alcune malattie dermatologiche.

Gli autori raccomandano l'uso di strumenti psicoterapeutici, utili per aiutare i pazienti a riconoscere i propri sentimenti nascosti. Se questo possa influenzare l'esito della malattie è ancora tutto da dimostrare, ma è sicuramente importante capire quanto mente e pelle siano in relazione e quanto nascondere o non riconoscere emozioni personali possa influenzare la salute della nostra pelle (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Willemsen R, Roseeuw D, Vanderlinden J. Alexithymia and dermatology: the state of the art. Int J Dermatol. 2008;47:903-10.
  2. Arck PC, Slominski A, Theoharides TC, et al. Neuroimmunology of stress: skin takes center stage. J Invest Dermatol. 2006;126:1697-704.

Tatuaggi e rischi per la salute

Pubblicata il 4/11/2008

Si stima che in media il 10% della popolazione mondiale abbia un tatuaggio. Il termine tatuaggio deriverebbe dalla parola polinesiana,
Ta tatau, che significa appropriato, equilibrato ed indica l'introduzione di pigmenti nella pelle usando aghi (1).

L'uso dei tatuaggi permanenti è in aumento soprattutto tra i giovanissimi. Così sono in aumento le complicazioni associate. Ma quali sostanze vengono messe sotto la pelle?

Se lo è chiesto la FDA che ha deciso di considerare gli inchiostri usati nei tatuaggi e nei trucchi permanenti come cosmetici ed i pigmenti usati negli inchiostri come additivi, per i quali è richiesta approvazione prima della commercializzazione. Nella realtà la FDA ha sempre delegato ai singoli stati americani i controlli necessari. Ma il numero di eventi avversi segnalati cresce e la FDA ha deciso di valutare la sicurezza dei tatuaggi e degli inchiostri usati.

Le sostanze usate sono più di 50: alcuni additivi sono approvati come cosmetici ma nessuno è approvato per l'iniezione sotto la pelle, e se l'additivo non è approvato diventa fuori legge anche l'inchiostro. Così molti pigmenti non sono approvati per il contatto con la pelle.
Alcuni sono colori usati anche negli inchiostri delle stampanti o nella verniciatura delle macchine!

Qualunque sia la ragione per cui si decide di fare un tatuaggio bisogna essere consapevoli dei rischi che si corrono.

Le principali reazioni avverse segnalate comprendono reazioni allergiche, pseudolinfomatose o granulomatose agli inchiostri, infezioni. Sono stati segnalate anche alcune neoplasie originate nell'area tatuata, per le quali però non è accertata una sicura relazione causale. Inoltre i tatuaggi potrebbero innescare malattie concomitanti come psoriasi e lichen planus o riattivare infezioni da herpes simplex e zoster o casi di lupus discoide cronico.

La presenza di pigmenti rossi e neri, contenenti ossido di ferro, può determinare scottature o rigonfiamenti nelle aree tatuate in seguito ad indagini diagnostiche con Risonanza Magnetica Nucleare.

Senza contare che se il tatuaggio ad un certo punto non piace più, per rimuoverlo si usano laser che emettono luci di differente lunghezza d'onda: ma ancora poco si sa sui rischi per la salute connessi ai pigmenti o ai prodotti di decomposizione che possono generarsi durante la loro rimozione (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Vasold R, Engel E, König B, et al. Health risks of tattoo colors. Anal Bioanal Chem. 2008;391:9-13. Epub 2008 Mar 9. Review.
  2. Kaatz M, Elsner P, Bauer A. Body-modifying concepts and dermatologic problems: tattooing and piercing. Clin Dermatol. 2008 ;26:35-44. Review.


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