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Pillole di Dermatologia - marzo 2018

Piedi poveri

Pubblicata il 7/3/2018


piedi poveriUna revisione pubblicata nel dicembre 2016 dalla rivista Plos One analizza un problema di salute molto comune tra i senzatetto o
homeless e spesso sottovalutato, cioè la presenza di malattie che colpiscono i piedi.

Gli autori hanno cercato in archivi medici (MEDLINE; EMBASE e CINAHL) i dati presenti fino al 2016 relativi a condizioni dei piedi in persone senza fissa dimora, individuando 333 articoli di cui alla fine 17 sono stati presi in considerazione per l'analisi conclusiva.

Le persone senza fissa dimora, individui che per vari motivi sono costretti o scelgono di vivere in strada, sono tante: si stima che tra gli Stati Uniti e il Canada siano circa 700.000 i senza tetto. Al loro interno i tassi di mortalità, morbidità e ospedalizzazione risultano più alti rispetto al resto della popolazione e le malattie più diffuse sono attacchi epilettici, malattie mentali, malattie respiratorie e problemi dentali.

Problemi ai piedi sono tipici dei senzatetto che si spostano camminando, ma spesso sono trascurati e trattati in maniera inadeguata. Gli aumentati rischi di danni fisici, la scarsa igiene e le calzature poco adatte contribuiscono allo sviluppo di questi problemi di salute, aggravati dalla difficoltà di accedere ai servizi sanitari e dalle scarse risorse finanziarie che limitano la possibilità di ricevere idonei trattamenti sanitari.

Gli studi considerati erano svolti negli Stati Uniti (12), Regno Unito (2) Francia (2) ed Italia (1). In maggioranza gli studi includevano senzatetto ospitati nei ricoveri oppure che utilizzavano cliniche dedicate alle fasce più povere. Nello studio italiano i senza tetto erano reclutati da una associazione di volontariato che fornisce servizi per la salute in tre zone di Roma.
L'età media dei partecipanti ai vari studi era intorno ai 40 anni, in maggioranza uomini.

Tra le patologie riportate le più comuni erano calli e duroni presenti nel 7.7-57% dei partecipanti. Comuni erano anche patologie delle unghie (tra il 15 e il 65%) e le infezioni dei piedi: tinea pedis era segnalata in sei studi con percentuali dal 3.3 al 38%. Altro problema segnalato, lesioni dovute alle calze. Uno studio riportava casi di cheratolisi puntata (una infezione batterica superficiale della pelle) e di onicomicosi delle unghie dei piedi. Casi di cellulite in due studi. Comuni erano anche casi di danni ai piedi come deformità, traumi e fratture. Alluce valgo, dito a martello, gotta, verruche plantari e ulcere dei piedi. Uno studio riportava problemi ai piedi di origine neurologica. Altri problemi erano relativi a trombosi profonda delle vene, geloni e cancrena.

Numerosi studi trovavano patologie dei piedi associata a diabete. La prevalenza dello stesso diabete era dal 6.2 al 23%. Molti dei partecipanti con diabete avevano difficoltà a camminare, perdita di sensibilità del piede, ridotta mobilità ed in alcuni casi avevano subito amputazione degli arti inferiori. Casi di ulcere da piede diabetico erano trattati con rimozione del tessuto necrotico, incisione e drenaggio delle aree infette, cura delle ferite e analgesici.

I senza tetto sono individui che si muovono molto a piedi: possono stare in piedi anche oltre 5 ore al giorno e percorrere una media di oltre 8 km camminando. Questo vuol dire affaticare i piedi e sentire dolore soprattutto se si cammina in salita. Anche se spesso i senzatetto intervistati affermavano di essere poco limitati da questi problemi nella loro attività quotidiana.

Importante è il problema dell'igiene dei piedi: lavare i piedi almeno una volta al giorno, cambiare le calze, tagliare le unghie almeno una volta al mese, tenere i piedi asciutti sono tutte cose necessarie per la salute dei piedi ma più difficili per chi non ha accesso sempre ad acqua pulita, sapone, asciugamani etc.
I piedi inoltre hanno bisogno di calzature adeguate. Le scarpe più usare erano le cosiddette
sneaker, scarpe da ginnastica, seguite da scarpe eleganti, sandali, scarpe con i tacchi, stivali, pantofole o piedi nudi. Ma soprattutto è importante che le scarpe siano della misura giusta.

Ed infine la salute dei piedi e non solo richiede cure mediche e successivi controlli, ma tutto questo non sempre è facile per chi vive in strada, o per mancanza di servizi adeguati o perché gli stessi senzatetto non ne fanno uso volontariamente.

In generale gli autori concludono che i problemi ai piedi sono molto comuni nei senzatetto e che fino a due terzi dei senzatetto, secondo l'analisi degli studi inclusi, si mostravano preoccupati per la salute dei piedi con circa un quarto che visitava un professionista della salute e circa un quinto che richiedeva ulteriori controlli in seguito alla gravità della malattia.

Interventi efficaci da parte della autorità pubbliche o di associazioni di volontariato dovrebbero includere miglioramento delle condizioni igieniche dei piedi e delle calzature indossate, fornitura di medicazioni necessarie e valutazione dei fattori sociali che favoriscono l'insorgenza nei senzatetto di problemi di salute ai piedi (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. To MJ, Brothers TD, Van Zoost C. Foot Conditions among Homeless Persons: A Systematic Review. PLoS One. 2016 Dec 9;11(12):e0167463.


Il segno del brutto anatroccolo

Pubblicata il 7/3/2018


brutto anatroccoloNegli ultimi decenni è costantemente aumentata l'incidenza sia dei melanomi che dei tumori cutanei non melanoma, tutti tumori per i quali sono disponibili efficaci misure preventive. Nel caso dei melanomi il semplice auto esame della pelle da parte dei singoli individui, associato a regolari controlli medici, può permettere una precoce diagnosi degli stessi e quindi una maggiore probabilità di guarigione.

Per favorire il riconoscimento di lesioni sospette in genere viene utilizzata la cosiddetta "regola ABCDE", introdotta nel 1985 come regola ABCD e poi ampliata nel 2004 come ABCDE. In base a questa regola sono prese in considerazione alcune caratteristiche delle lesioni sospette includendo:
Asimmetria, irregolarità del Bordo, variazione del Colore, Diametro superiore ai 6 mm ed Evoluzione delle stesse.

Un'alternativa a questa regola è il cosiddetto "
ugly duckling sign", (UD sign), il segno del brutto anatroccolo, cioè la comparsa di un neo che si differenzia dagli altri e che potrebbe perciò essere maligno. Si tratta in questo caso di farsi insospettire dall'aspetto nettamente diverso di un neo.

In genere il metodo più consigliato, anche dalle varie campagne educative sul melanoma e i tumori cutanei, è quello ABCDE, mentre secondo molti sarebbe più opportuno consigliarli entrambi, in quanto in un certo senso complementari. Anzi alcuni hanno proposto di modificare la regola ABCDE in modo da combinarne i benefici con quelli del "segno del brutto anatroccolo", aggiungendo la lettera F cioè "
Funny looking", la ricerca di un neo particolarmente "curioso". La semplice aggiunta di una lettera sarebbe facile da ricordare e amplierebbe le probabilità di scovare nei sospetti (1).

A tale proposito un recente studio pubblicato dalla rivista JAAD ha valutato la sensibilità e/o la specificità del segno UD rispetto alla regola ABCD nell'individuare melanomi maligni.

Gli autori hanno diviso 101 volontari adulti in due gruppi: a 51 è stata insegnata la regola ABCDE e a 50 la regola del segno UD. A tutti i volontari sono state fornite istruzioni sulla rispettiva regola e poi è stato chiesto di classificare nove lesioni della pelle come melanomi maligni o non maligni, osservando 9 immagini di lesioni (7 nevi e due melanomi maligni).

Usando le due regole la sensibilità risultava alta: 99%per il gruppo ABCDE e 100% per il gruppo UD; il gruppo del segno UD dimostrava una specificità maggiore del gruppo ABCDE (88.3% contro 57.4%); il gruppo del segno UD inoltre presentava maggiore accuratezza nel riconoscimento delle lesioni (90.9% contro 66.7%).

Una limitazione dello studio è che è stato condotto in uno scenario simulato e non considerando lesioni reali ma gli autori sostengono che potrebbe essere utile aggiungere la regola del segno UD alla tradizionale regola ABCDE (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Daniel Jensen J, Elewski BE. The ABCDEF Rule: Combining the "ABCDE Rule" and the "Ugly Duckling Sign" in an Effort to Improve Patient Self-Screening Examinations. J Clin Aesthet Dermatol. 2015; 8:15.
  2. Ilyas M, Costello CM, Zhang N, et al. The role of the ugly duckling sign in patient education. J Am Acad Dermatol. 2017; 77:1088-1095.



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