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Pillole di Dermatologia - marzo 2011

1861-2011

Pubblicata il 17/3/2011


tricolore


Costituzione italiana art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano:

verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.











Effetti cutanei delle radiazioni

Pubblicata il 17/3/2011


La pelle è la prima ad essere colpita in caso di esposizione a radiazioni ionizzanti. Le esposizioni possono essere localizzate, cioè interessare aree ridotte del corpo, oppure aree più vaste o l'intero corpo.

L'esposizione può essere acuta, protratta nel tempo o frazionata. Le esposizioni più frequenti sono quelle localizzate, in genere dovute a manipolazione accidentale di materiale radioattivo. Le fonti più comuni sono fonti industriali sigillate quali 60Co, 90Sr, 137Cs e 192Ir, mentre esposizioni più vaste derivano da radioisotopi non sigillati, acceleratori ed apparecchi a raggi X.

Dosi elevate di radiazioni causano gravi danni a livello dei tessuti interessando dapprima la pelle ed in seguito estendendosi ad altri organi e tessuti. I danni da radiazioni localizzate evolvono lentamente ed i primi sintomi si manifestano dopo alcuni giorni o settimane: possono nel tempo diventare molto dolorosi e determinare perdite estese di funzioni (ad esempio, amputazioni) (1,2).

I sintomi cutanei vanno da una eritema transiente, con sensazione di caldo e prurito, alla comparsa di intenso arrossamento, eritema primario, con presenza di ulcerazioni, vesciche e dolore. Il danno, a differenza delle ustioni termiche o chimiche, continua a svilupparsi nella cosiddetta fase subacuta in cui compaiono sintomi quali eritema livido, ulcerazioni, vasculopatia e formazione di collagene. Nella fase cronica, mesi o anni dopo, possono aversi cheratosi, atrofia epidermica, teleangectasia, ipo ed iperpigmentazione, fibrosi cutanea e subcutanea, ulcerazione.

L'ultimo stadio può aversi anni o decenni dopo le radiazioni: si osservano ulcerazioni, teleangectasia, atrofia ed angiomi. Effetti ritardati comprendono sarcomi e carcinomi a cellule squamose e basali.

La patofisiologia dei danni da radiazioni coinvolge una cascata di mediatori dell'infiammazione ed una continua attivazione di cellule endoteliali e fibroblasti, pur non essendo ancora completamente chiara. Risulta spesso difficile stimare la distribuzione esatta della dose ricevuta soprattutto in profondità, inoltre non esiste un tipico danno da radiazione localizzata. Di conseguenza non esiste un modo unico per trattare questi danni anche da un punto di vista medico (3,4).

A cura della Redazione scientifica.

  1. www.pitt.edu/~super4/37011-38001/37591-37601.ppt
  2. Cutaneous radiation syndrome
  3. Benderitter M, Gourmelon P, Bey E, et al. New emerging concepts in the medical management of local radiation injury. Health Phys. 2010; 98:851-7.
  4. Müller K, Meineke V. Advances in the management of localized radiation injuries. Health Phys. 2010;98:843-50. Review.






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