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Segni sulla pelle da disturbi alimentari
Pubblicata il 31/3/2010
Sono soprattutto adolescenti e giovani donne a presentare disturbi alimentari quali anoressia nervosa (AN), bulimia nervosa (BN) e disordini dell'alimentazione non altrimenti definiti (EDNOS). Anoressia e bulimia sono considerate disordini psichiatrici con complicazioni mediche anche gravi.
Nel caso dell'anoressia ad esempio si osservano bradicardia, ipotensione ortostatica e ipotermia. Inoltre alterazioni cardiache, problemi a livello gastrointestinale e complicazioni endocrine possono compromettere l'accrescimento e la salute in generale con esiti anche fatali.
Una diagnosi precoce di questi disturbi risulta difficile; molte volte ci si accorge della malattia solo quando segni fisici diventano evidenti.
Un aiuto nella diagnosi precoce di disturbi alimentari può venire proprio dai dermatologi: sintomi dermatologici sono quasi sempre rilevabili in pazienti con anoressia e bulimia. Manifestazioni cutanee includono secchezza della pelle, lanugine sul corpo, perdita dei capelli, carotenodermia, acne, acrocianosi, iperpigmentazione, dermatite seborroica, prurito, edema, presenza di leggere ferite in guarigione, pellagra ed altro.
Oltre 40 sarebbero i segni dermatologici di disturbi alimentari. In genere questi segni scompaiono quando i pazienti riacquistano peso. È importante che in presenza di pazienti giovani con alcuni di questi segni cutanei i dermatologi siano pronti a cogliere una eventuale associazione a problemi dell'alimentazione (1,2).
A cura della Redazione scientifica.
Viaggi pericolosi per la pelle
Pubblicata il 16/3/2010
Ogni anno circa 80 milioni di persone si spostano dalle nazioni industrializzate verso i paesi in via di sviluppo e circa 200 milioni di persone risiedono in nazioni diverse da quelle in cui sono nate. Il, tasso annuale di crescita dei viaggi internazionali è intorno al 6%. In Europa viaggiano molto tedeschi, inglesi, francesi ed italiani. Si viaggia per turismo, per rivedere parenti o amici lontani, per studio, volontariato ed altro.
Questa massa di persone in viaggio tra l'Europa ed il resto del mondo rappresenta un fattore importante nella diffusione di malattie, soprattutto infettive. Per tenere sotto controllo questa forma di diffusione mondiale di malattie è stata creata una rete di sorveglianza denominata GeoSentinel Surveillance Network costituita da cliniche specializzate localizzate sui vari continenti. I casi di malattie in viaggiatori durante o dopo il viaggio vengono registrati costituendo un archivio internazionale.
Una analisi dei dati derivanti da 17228 pazienti europei trattati all'interno del GeoSentinel Network tra il 1997 ed il 2007 evidenzia che in generale su 10 pazienti considerati, 4 avevano sofferto di problemi gastrointestinali, 2 di malattie sistemiche con febbre, 2 di problemi dermatologici ed 1 di una malattia respiratoria (1).
Una revisione delle diagnosi dermatologiche più frequenti in viaggiatori di tutto il mondo al termine del loro viaggio vede al primo posto infezioni da larva migrans cutanea, seguite da punture d'insetti, ascesso cutaneo, punture d'insetti sovrainfette, rash allergico, rash di origine ignota, morso di cane, infezione fungina, dengue, leishmaniosi, miasi, infezione da rickettsia, scabbia e cellulite.
In questo caso una diagnosi correlata alla pelle era riportata in circa il 18% di tutte le visite successive ad un viaggio registrate negli archivi di Geosentinel Network. Pazienti con diagnosi dermatologiche avevano in maggioranza attraversato regioni del Sud Est asiatico e dell'America, erano giovani e viaggiavano per turismo. Una classificazione delle diagnosi dermatologiche per categorie evidenzia che le diagnosi correlate ad infezioni da artropodi sono le più comuni seguite da diagnosi di origine incerta e piodermiti.
È importante quando si viaggia prevenire possibili malattie dermatologiche usando opportuni accorgimenti quali repellenti per insetti, indossare scarpe chiuse, mantenere una buona igiene della pelle ed evitare il contatto con animali domestici o selvatici (2).
A cura della Redazione scientifica.
Sentire attraverso la pelle
Pubblicata il 2/3/2010
La pelle di uomini ed animali è in grado di percepire sensazioni piacevoli o dolorose attraverso speciali neuroni sensori. Le estremità periferiche di questi neuroni rilevano gli stimoli sensori trasformandoli in potenziali di azione che si propagano al sistema nervoso centrale.
I neuroni sensori cutanei sono classificati, sulla base del grado di mielinizzazione e della velocità dei potenziali di azione, in fibre Aβ, Aδ, e C. Oppure sulla base del tipo di sensazione rilevata. Si distinguono così termocettori (caldo, freddo), recettori tattili (pressione, stiramento, movimento), nocicettori (dolore) (vedi qui)
La grande maggioranza dei recettori sensibili agli stimoli meccanici sono neuroni sensori i cui corpi cellulari si trovano nei gangli della radice dorsale, distanti, nell'uomo, anche più di un metro dalle estremità sensibili agli stimoli meccanici.
Recenti studi hanno rivelato la presenza di specifici canali ionici come trasduttori di stimoli termici, tattili e del dolore nella pelle. Varie ipotesi sono state fatte riguardo alle molecole direttamente coinvolte nella trasduzione dello stimolo tattile.
Uno studio appena pubblicato dalla rivista The Embo Journal mostra che esiste una proteina ancorata, necessaria per l'attivazione di correnti meccano-sensibili in recettori di stimoli meccanici.
Neuroni sensori in coltura erano sottoposti a differenti trattamenti tali da distruggere le interazioni con la matrice cellulare misurando in seguito le conseguenze di tali trattamenti sulle correnti meccano-sensibili. Usando proteasi specifiche veniva abolita l'attività della corrente di tipo RA (a rapido adattamento), tipica dei recettori di tipo meccanico.
Inoltre usando un microscopio elettronico a trasmissione gli autori osservavano una proteina filamento, lunga circa 100nm, che collegava la membrana dei neuroni con i fibroblasti circostanti. La perdita della proteina dopo l'uso di proteasi specifiche rendeva i neuroni insensibili agli stimoli meccanici ed al tatto: dopo 12 ore però la proteina veniva ricostruita ed i neuroni erano di nuovo in grado di percepire gli stimoli.
Sarebbe questa la proteina responsabile della trasduzione dello stimolo meccanico: la proteina sarebbe sintetizzata dai neuroni sensori stessi per incanalare la forza meccanica verso il canale di trasduzione o verso l'ambiente lipidico intorno al canale ionico.
A cura della Redazione scientifica.