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Pillole di Dermatologia - maggio 2015

David Sackett

Pubblicata il 25/5/2015


SakettDavid Lawrence Sackett (nato a Chicago, Illinois nel 1934) è considerato il padre della Evidence Based Medicine ma molti medici lo hanno ammirato anche per la sua decisione di ripetere il periodo di internato dopo 20 anni dalla laurea, non sentendosi ancora un bravo medico.

Un gesto di grande coraggio che è anche una dimostrazione di come David Sackett, pur essendo già professore a Oxford, non credesse concluso il suo percorso di formazione.

Cresciuto a Chicago, completò gli studi di Medicina all'Università del'Illinois e ben presto il suo interesse fu indirizzato verso la cosiddetta "epidemiologia clinica" ponendo le basi per la nascita della Evidence Based Medicine e la sua diffusione in tutto l'ambiente clinico.

Nel 1994 si trasferì in Inghilterra, a Oxford, dove oltre a fare il medico in ospedale, divenne direttore del Centre for Evidence-Based-Medicine ed iniziò un periodo di conferenze all'interno del Regno Unito ed in Europa allo scopo di diffondere i principi della EBM.

La sua attività generò entusiasmi e forti critiche ma David Sackett rispose a tutti gli attacchi scrivendo articoli e libri fino al 1999 quando decise di ritirarsi dalla pratica clinica trasferendosi in Canada, dove fondò il Trout Research and Education Centre, pubblicando 12 libri e circa 300 articoli in riviste mediche e scientifiche.

Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita (fino al 13 Maggio 2015) a contatto con la natura del Nord che egli amava molto, in compagnia della sua famiglia e dei suoi amici.

A cura della Redazione scientifica.



Farmaci innovativi: per tutti?

Pubblicata il 18/5/2015


farmaci diseguaglianzeI determinanti sociali della salute sono fattori di varia natura, quali ad esempio la povertà, una istruzione carente, la precarietà del lavoro, che possono comportare condizioni di diseguaglianza nello stato di salute di una popolazione.

Da alcuni anni sono in corso studi ed osservazioni sull'influenza delle diseguaglianze sociali sulla salute delle popolazioni, sia paragonando le nazioni più sviluppate con le popolazioni più povere che analizzando le differenze all'interno delle nazioni più ricche.

Se esiste una notevole differenza ad esempio tra l'aspettativa di vita tra un bambino che nasce in Svezia o in Giappone e un bambino che nasce in Africa, vari studi hanno individuato gradienti sociali anche all'interno di nazioni ricche come l'Inghilterra o l'Italia.

Secondo la definizione di Margherita Whitehead "il termine diseguaglianza in medicina ha una dimensione sia morale che etica e si riferisce a differenze che sono evitabili e non necessarie, oltre che inique ed ingiuste".

Per capire se anche in campo dermatologico sussistono differenze evitabili nella utilizzazione ad esempio di farmaci di nuova generazione, i cosiddetti farmaci biologici, nel trattamento della psoriasi, è stata eseguita una analisi dei determinanti della prescrizione dei farmaci biologici utilizzando i dati dell'ex-registro Psocare.

I dati disponibili in Psocare riguardano caratteristiche demografiche e generali, determinanti dello status sociale, durata e gravità della malattia (PASI), presenza di comorbidità e altre forme di psoriasi.

La popolazione in studio comprendeva 12.838 pazienti maggiorenni di entrambi i sessi, a cui è stato assegnato un farmaco sistemico per la psoriasi. Al 43% dei pazienti analizzati era stato assegnato un farmaco biologico, mentre al restante 57% un farmaco sistemico convenzionale.

Tra i determinanti della prescrizione individuati nei pazienti trattati o meno con farmaci biologici, come fattori associati a possibili diseguaglianze sociali, sono stati considerati il livello di educazione e il grado di occupazione.

Tra i pazienti di Psocare con livello di educazione scolastica elementare e media inferiore rispettivamente il 35.4 % ed il 41.0% veniva trattato con farmaci biologici mentre passando a livelli superiori, media superiore e università/dottorato la percentuale diventava del 45% e 48%.

Considerando il livello di occupazione, anche in questo caso si osservava una differenza tra diversi tipi di occupazioni e trattamento con famaci biologici: solo il 36.6% degli operai generici e agricoltori contro il 51% di manager e liberi professionisti era stato trattato con farmaci biologici.

Inoltre misurando la relazione tra livello di educazione e gravità della psoriasi (PASI), si osservava che in questo caso il PASI tendeva ad essere più alto nei pazienti con educazione elementare (31.5%), passando al 28.6% nei pazienti con educazione media inferiore fino al 24.7% nei pazienti con educazione superiore/università. Un trend che rende, quindi, ancora più inique le diseguaglianze osservate.

I ricercatori del CentroStudiGISED, autori dello studio presentato all'ultimo congresso della SIDeMaST, riportano nelle loro conclusioni che "
esistono diseguaglianze nella salute che correlano con fattori di natura socioeconomica (lavoro, istruzione, reddito, etc") e che "nel contesto dermatologico i farmaci innovativi per la psoriasi rappresentano un esempio di diseguaglianza legata a fattori socio-economici, sia da un punto di vista di accesso alle cure che di distribuzione della malattia".

A cura della Redazione scientifica.




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