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Pillole di Dermatologia - maggio 2010

Sifilide: ancora tra noi

Pubblicata il 28/5/2010


treponemaLa sifilide o lue è una di quelle malattie che tanti ritengono un incubo ormai superato, una malattia del passato, o che al massimo riguarda i paesi del terzo mondo. Eppure secondo l'OMS sono circa 12 milioni i nuovi malati di sifilide nel mondo.

In paesi come la Cina la malattia è in forte crescita e si manifesta come un vero e proprio problema sociale. Si calcola che in Cina nel 2008 ogni ora sia nato un bambino affetto da sifilide congenita.
Il rapido aumento della ricchezza nel paese e la presenza di strati della popolazione sempre più poveri ha determinato un incremento del commercio sessuale accompagnato dalla mancanza di adeguate misure di prevenzione del contagio e di screening degli individui a rischio.

La rivista NEJM ha recentemente pubblicato un articolo dedicato proprio alla sifilide in Cina. La diffusione della malattia, quasi scomparsa in Cina fin dagli anni 50, sarebbe anche dovuta ad un senso di vergogna che impedisce alle persone con comportamenti a rischio di sottoporsi ai test per rilevare un eventuale contagio. Basterebbe un semplice e veloce esame del sangue per individuare i soggetti malati e curarli. E spesso sono le donne le prime vittime di questi comportamenti con il conseguente rischio di mettere al mondo bambini già malati. In Italia, la sifilide mostra un preoccupante trend di crescita tra gli adolescenti ed i giovani omosessuali (ISTAT 1999-2004).

La sifilide è una malattia che si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Inizialmente si presenta con lesioni cutanee che possono guarire senza lasciare segni. Ma l'infezione procede ugualmente attraverso fasi successive che vedono infine il coinvolgimento di organi interni. La malattia è facilmente curabile con antibiotici, come la penicillina, se trattata nelle prime fasi. Bisogna anche ricordare che l'infezione non protegge da successivi contagi .

Due interessanti interviste sulla diffusione nel tempo ed attuale della sifilide sul sito di Radio3 Scienza. (ascolta)

A cura della Redazione scientifica.





Finsen e Sciascia: storia di una scoperta

Pubblicata il 14/5/2010


Niels Ryberg Finsen ha vinto il premio Nobel per la medicina nel 1903 "in recognition of his contribution to the treatment of diseases, especially lupus vulgaris, with concentrated light radiation, whereby he has opened a new avenue for medical science" per aver cioè contribuito alla nascita della moderna fototerapia, una forma di terapia ampiamente usata nel trattamento di molte malattie cutanee.

Eppure un medico italiano, Antonino Sciascia, aveva scoperto ed usato la fototerapia forse prima di Finsen. Nato e vissuto in un'isola piena di luce, la Sicilia, il dottor Sciascia aveva presentato la sua scoperta già nel 1892 al congresso della Società Oftalmologia Italiana e nel 1894 al Congresso Medico Internazionale di Roma, con una comunicazione dal titolo "La fototerapia in medicina e chirurgia e la cura specifica della resipola". Al congresso di Roma del 1894 partecipava anche Niels Ryberg Finsen che negli stessi anni aveva cominciato ad interessarsi agli effetti della luce sulla pelle pubblicando nel 1893 un lavoro in danese sull'argomento.

Il dottor Sciascia brevettò anche un particolare dispositivo denominato foto-cauterio con il quale avrebbe curato vari tipi di malattie della pelle, come descritto nel volume La Fototerapia pubblicato nel 1902. Il lavoro del medico italiano era noto anche in America dove era stato pubblicato sulla rivista Pacific Medical Journal.

Fu però il medico danese a vincere il premio Nobel pur riconoscendo in seguito l'importanza della scoperta del dottor Sciascia: rimane un po' di tristezza per un premio Nobel che anche il medico siciliano avrebbe sicuramente meritato di vincere.

A cura della Redazione scientifica.



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