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Pillole di Dermatologia - luglio 2013

Malattie da poveri

Pubblicata il 29/7/2013


L'OMS definisce la leishmaniosi "una malattia correlata alla povertà che colpisce i più poveri tra i poveri", associata a malnutrizione, guerre, mancanza di risorse e cambiamenti ambientali. Per leishmaniosi si intende un gruppo di malattie causate da infezioni con parassiti protozoi del genere
Leishmania. La trasmissione avviene attraverso punture di ditteri flebotomi, pappataci, infettati dal parassita.

La leishmaniosi presenta tre manifestazioni cliniche: viscerale, cutanea e mucocutanea, ampiamente diffuse in aree tropicali, subtropicali e temperate in tutto il mondo. La forma cutanea è una infezione della pelle che determina la comparsa di infiammazione, ulcere, cicatrici con forte sofferenza da parte dei pazienti e delle loro famiglie anche se meno grave della forma viscerale.

Si stima che ci siano circa 1.5 milioni di casi di leishmaniosi cutanea all'anno e che in totale siano oltre 12 milioni le persone affette da una forma di leishmaniosi. Nonostante questo gli effetti a livello sociale e clinico della forma cutanea sono spesso sottostimati: lo stigma derivante dalle cicatrici e gli effetti economici a livello familiare hanno un fortissimo impatto sulla qualità della vita correlata al grado di disabilità.

Molti sono i trattamenti topici e sistemici descritti ma spesso il problema più grande deriva dalla loro scarsa disponibilità nelle areee rurali e povere, proprio dove la leishmaniosi colpisce principalmente (1).

In Italia esiste una forma endemica di leishmaniosi viscerale zoonotica causata da Leishmania infantum, diffusa nelle regioni tirreniche, del basso adriatico e nelle isole: Campania e Sicilia le regioni più colpite (2).

Sul sito dell'OMS è possibile trovare informazioni sulla malattia e sulla sua diffusione nel mondo. Altre notizie utili sul sito di Epicentro, il portale italiano dell'epidemiologia.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Gradoni L. [Recent findings on the treatment of leishmaniasis]. Ann Ist Super Sanita. 2001;37:255-63. Review. Italian.
  2. González U. Cochrane reviews on neglected diseases: the case of cutaneous leishmaniasis. Cochrane Database Syst Rev. 2013 Mar 28


Zanzare pericolose

Pubblicata il 11/7/2013


zanzareLe zanzare femmina di alcune specie non mostrano particolari preferenze per la vittima da cui succhiano il sangue mentre altre preferiscono solo ospiti particolari.
Anopheles gambiae e Aedes aegypti, ad esempio, hanno scelto gli esseri umani e possono essere vettori di malattie gravi quali malaria e febbre emorragica di Dengue. È probabile che ad attirare le zanzare sia l'odore dell'ospite visto che fattori di attrazione quali il calore del corpo e l'anidride carbonica emessa sono comuni ad altri vertebrati.

Gli insetti percepiscono gli odori mediante numerosi recettori chemosensibili tra cui i cosiddetti recettori odoranti (OR, odorant receptor), proteine di membrana che formano canali ionici per il passaggio degli odori, con una parte variabile dipendente dal ligando ed un co-recettore obbligato detto orco (1).

Una ricerca pubblicata dalla rivista Nature mostra che zanzare Aedes aegypti con mutazioni nel gene orco, perdono la loro forte preferenza per gli esseri umani e non vengono più allontanate dal repellente DEET (N,N-dietil-meta-toluamide) volatile.

Le mutazioni sono state indotte iniettando nucleasi zinc-finger, aventi come bersaglio il gene orco, in embrioni di zanzara selvatica. Le zanzare mutanti non rispondevano all'odore umano in assenza di CO2 mentre in presenza di CO2 le femmine mantenevano una forte attrazione sia per gli ospiti umani che animali, senza alcuna preferenza per gli essere umani e senza risentire dell'effetto repellente del DEET volatile. Se però esse venivano a contatto direttamente con il DEET allora si allontanavano velocemente, dimostrando che gli effetti olfattivi e da contatto del DEET sulle zanzare derivano da meccanismi distinti (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Sato K, Pellegrino M, Nakagawa T, et al. Insect olfactory receptors are heteromeric ligand-gated ion channels. Nature. 2008;452:1002-6.
  2. DeGennaro M, McBride CS, Seeholzer L, et al. orco mutant mosquitoes lose strong preference for humans and are not repelled by volatile DEET. Nature. 2013;498:487-91.


Cartoline da Parigi

Pubblicata il 11/7/2013


Da Parigi, dove ha presieduto il IV Congresso Mondiale della Psoriasi, il Dr. Luigi Naldi ci ha spedito una cartolina virtuale:

pso2013


Si tratta della quarta edizione del Congresso mondiale della psoriasi. Il congresso si tiene a cadenza triennale, facendo il punto sulla psoriasi e sulla sua gestione clinica.

Alcuni dati indicano la dimensione dell'iniziativa:

  • sono iscritti circa 2000 delegati provenienti da oltre 90 Paesi;
  • sono previsti 16 workshops, 9 simposi satellite e 4 plenary sessions;
  • sono stati selezionati circa 200 poster per l'esposizione durante il congresso.


Presenti i maggiori esperti della malattia a livello mondiale.

Tra di essi: il prof. Robert Stern della Harvard Medical School che ha parlato dei limiti delle attuali terapie e delle prospettive future, il prof. Andrew Finlay dell'università di Cardiff cui si devono gli studi sull'impatto della psoriasi sulla qualità di vita dei pazienti e dei familiari; la prof.ssa Alice Gottlieb del Tufts Medical Center di Boston, chairman del workshop sull'artrite psoriasica; il prof. Matthias Augustin dell'università di Amburgo che ha presentato i dati sull'organizzazione dell'assistenza per la psoriasi in Europa; il prof. Peter Van de Kerkhof presidente dell'International Psoriasis Council; il prof. Hervé Bachelez dell'Hopital Saint-Louis di Parigi noto per i suoi studi sull'immunologia della psoriasi; il prof. Neil Shear dell'università di Toronto, dermatologo e farmacologo clinico, che ha presentato una rassegna dei nuovi farmaci in sviluppo per la psoriasi.

La psoriasi è una delle più importanti malattie croniche dermatologiche e colpisce circa 3-4 persone su 100 (almeno 200 milioni di persone a livello mondiale e circa due milioni in Italia). Un migliore trattamento deriva anche da un miglioramento delle conoscenze.

Sul sito dedicato al congresso è possibile vedere foto ed ascoltare video-interviste fatte ai principali protagonisti di Psoriasis 2013.

A cura della Redazione scientifica.





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