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Pillole di Dermatologia - giugno 2015

Sulla pelle di chi lavora

Pubblicata il 30/6/2015


pelle lavoratori Tra le categorie più a rischio di sviluppare un tumore cutaneo rientrano i cosiddetti "lavoratori outdoor", cioè quelli che svolgono la propria attività lavorativa prevalentemente all'esterno.

Ad esempio, agricoltori, lavoratori edili, floricoltori e giardinieri, operatori ecologici, marinai, pescatori, parcheggiatori, bagnini, portalettere, vigili urbani, benzinai, etc.

Il rischio da radiazioni UV è considerato nella normativa italiana già dal 1956: l'articolo 22 del D.P.R. n. 303/56 "Norme generali per l'igiene del lavoro" afferma che "Parimenti protetti devono essere i lavoratori contro le radiazioni ultraviolette mediante occhiali, schermi ed indumenti idonei".

Successivamente, anche se la radiazione solare è stata inserita dallo IARC tra i carcinogeni di tipo 1 (sufficiente evidenza di carcinogenicità nell'uomo) essa non risulta nell'elenco degli Agenti cancerogeni e mutageni del D.Lgs 81/2008. Ma nello stesso tempo la normativa italiana ha recepito la direttiva europea per la tutela dei lavoratori esposti a radiazioni ottiche artificiali (DIRETTIVA 2006/25/CE) e ha inserito tra le malattie professionali "malattie causate dalle radiazioni UV Malattie causate dalle radiazioni UV comprese le radiazioni solari (cheratosi attiniche, epiteliomi cutanei delle sedi attiniche, epiteliomi cutanei delle sedi fotoesposte) elencando anche le "Lavorazioni che espongono alle radiazioni UV. Lavorazioni che espongono alle radiazioni solari presso stabilimenti balneari, a bordo di navi, in cantieri di edilizia stradale, in cave e miniere a cielo aperto".

È quindi opportuno per i datori di lavoro effettuare valutazioni quantitative di rischio per esposizione cutanea ed oculare ed adottare le appropriate misure di tutela e per i lavoratori esposti non sottovalutare il problema utilizzando accorgimenti adeguati per ridurre il rischio.

Esistono online delle guide elaborate dall'ISPESL relative proprio alla salvaguardia dei lavoratori esposti alle radiazioni solari dove è possibile trovare informazioni utili sull'argomento (vedi qui). Ulteriori informazioni possono essere trovate sul sito www.portaleagentifisici.it che ha una sezione dedicata proprio alle radiazioni ottiche naturali.

Anche il National Institute of Environmental Health Sciences ha riconosciuto la radiazione UV come un carcinogeno. Un gruppo di ricercatori americani ha cercato di determinare la presenza di interventi per promuovere l'adozione di misure di sicurezza da parte di organizzazioni governative locali nello stato del Colorado giungendo alla conclusione che, pur essendoci la possibilità di incrementare la protezione dal sole negli ambienti lavorativi, gli interventi reali risultavano non comuni (1).

Il campo della protezione dai danni solari è pertanto un campo in cui dermatologi e medici di medicina generale hanno la possibilità di intervenire direttamente oppure cercando di indirizzare le politiche degli enti che si occupano di sicurezza sul lavoro verso una maggiore consapevolezza del problema.

Il Centro Studi GISED ha sviluppato vari progetti mirati a diffondere la cultura della cura della pelle e della sua salvaguardia dall'esposizione ai raggi UV solari. Proprio in questi giorni collabora alla campagna Il sole per amico, che da Settembre sarà presente nelle scuole elementari di Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Sardegna e Toscana.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Walkosz BJ, Buller DB, Andersen PA, et al. Factors Associated With Occupational Sun-Protection Policies in Local Government Organizations in Colorado. JAMA Dermatol. 2015 May 20


Vaccini per l'herpes zoster

Pubblicata il 6/6/2015


herpes zoster L'Herpes Zoster (HZ) è una infezione acuta dovuta alla riattivazione del virus della varicella-zoster (VZV), un virus latente, in grado di nascondersi a livello dei gangli nervosi per decenni dopo l'infezione primaria. Dopo i 50 anni, in genere, il virus può riattivarsi determinando la comparsa di un rash vescicolare con distribuzione lungo i dermatomeri, cioè le zone che sono innervate dai nervi sensitivi. La comparsa delle lesioni cutanee è poi accompagnata in molti casi da un dolore persistente m una nevralgia post-erpetica, che può durare anche alcuni mesi.
Considerando che oltre il 90% degli adulti ha contratto la varicella, la percentuale di persone a rischio di herpes zoster è molto alta.

In commercio esiste da tempo un vaccino a virus-attenuato contro herpes zoster che contiene il ceppo OKA VZV, utilizzabile da persone con età superiore ai 50 anni. Nei trial clinici il vaccino (Zostavax®) mostrava una efficacia del 51.3% contro il virus e del 66.55 contro il dolore post-erpetico in pazienti di età superiore ai 60 anni. Ma si osservava una diminuizione di efficacia all'aumentare dell'età, era inoltre controindicato nei pazienti con immunosoppressione.

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista NEJM presenta i risultati di uno studio clinico di fase 3 che ha valutato l'efficacia rispetto ad un placebo di un nuovo vaccino, HZ/su, un vaccino ricombinante contenente come antigene la glicoproteina E di VZV (essenziale per la replicazione virale e la diffusione da una cellula all'altra) e AS01, un sistema adiuvante in grado di promuovere forti risposte immunitarie.

I partecipanti allo studio sono stati in totale 15.411, di cui 7698 hanno ricevuto il vaccino e 7713 un placebo. Dopo un follow-up medio di 3.2 anni, si osservavano sei casi di HZ nel gruppo del vaccino e 210 nel gruppo di controllo. L'efficacia del vaccino era tra 96.6% e 97.9% in tutti i gruppi di età. Circa il 17% dei pazienti che avevano ricevuto il vaccino sviluppavano sintomi di reazioni avverse di grado 3 contro il 3.2% del gruppo di controllo (1).

Al momento oltre allo studio sul vaccino HZ/su, citato nell'articolo, risulta in corso un altro studio clinico di fase 1 su un altro vaccino denominato MG1111 (vedi qui).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Lal H, Cunningham AL, Godeaux O, et al. ZOE-50 Study Group. Efficacy of an adjuvanted herpes zoster subunit vaccine in older adults. N Engl J Med. 2015 ;372:2087-96.


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