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Pillole di Dermatologia - gennaio 2016

Sul buon uso del computer

Pubblicata il 25/1/2016


uso computer
Dica trentatre è la tipica frase che ricordiamo quando pensiamo al medico di famiglia o in ospedale che visita un paziente e vediamo il medico che valuta il respiro poggiando lo stetoscopio sul torace o battendo con le dita sulla schiena. Prima dell'uso dello stetoscopio il medico poggiava l'orecchio sul torace, poi l'imbarazzo derivante dalla necessità di visitare una giovane donna spinse un medico francese, Renè Laennec a inventare il primo stetoscopio, nel 1816: si trattava semplicemente di un foglio di carta arrotolato e posto sul torace.

Oggi le cose sono cambiate, molti sono gli strumenti che la tecnologia ha messo a disposizione del medico e tra questi un ruolo sempre più importante è svolto dal computer. Buona parte del tempo di una visita il medico può passarla davanti al computer, registrando dati anagrafici e clinici e riservando il tempo residuo all'effettiva osservazione del paziente.

Quali possono essere le conseguenze? La prima riflessione è che se il medico passa troppo tempo davanti al computer minore sarà il tempo che potrà dedicare al rapporto diretto con il paziente. Ci sono comunque differenze: alcuni passano più dell'80% del tempo interagendo direttamente con il paziente, altri invece utilizzano lo stesso tempo davanti allo schermo del computer. Ci sono poi differenze tra le donne e gli uomini: i medici di sesso femminile alzano lo sguardo verso il paziente circa ogni 30 secondi, mentre i medici di sesso maschile tendono a tenere lo sguardo sullo schermo

Oltre alle abitudini personali esiste poi il problema della disposizione fisica del computer che spesso è posto in un angolo della stanza e il medico in pratica volge le spalle al paziente.

La novità positiva è però il crescente interesse su questo argomento. In un articolo pubblicato da JAMA Internal Medicine a commento di uno studio sull'associazione tra uso clinico del computer e comunicazione con i pazienti, l'autore suggerisce alcune regole utili per favorire e migliorare il buon uso del computer in ambito clinico.

Le regole sono sei e indicate dall'acronimo POISED (prepare, orient, information gathering, share, educate, debrief).

Preparare (prepare): preparare la visita con anticipo in modo da non passare minuti in silenzio nel rivedere la storia medica del paziente.

Orientare (orient): iniziare la visita parlando con il paziente senza usare il computer, poi spiegare che si userà il pc per tenere traccia di ogni cosa relativa al paziente.

Raccogliere informazioni (information gathering): la raccolta di informazioni usando il computer è qualcosa che il paziente si aspetta che il medico faccia di volta in volta.

Condividere (share): tenere lo schermo del computer rivolto verso il paziente in modo che possa vedere cosa si scrive può servire sia per collaborare che per controllare che le cose inserite corrispondano a ciò che il paziente dice o intende.

Educare (educate): lo schermo è anche un valido aiuto per educare il paziente, mostrare informazioni sul suo peso, pressione del sangue, glicemia etc. mediante grafici può essere una base utile per parlare delle abitudini di vita e cercare di migliorarle.

Interrogare (debrief): non essere sempre certi che le istruzioni date siano chiare e comprese. I computer offrono la possibilità di valutare il grado di comprensione delle raccomandazioni date mediante l'uso di una modalità di "comunicazione di ritorno" o "insegnamento di ritorno" (talk-back o teach-back).

La tecnologia può essere di aiuto ma nello stesso può rappresentare un problema se viene a compromettere la comunicazione diretta tra medico e paziente, soprattutto in presenza di pazienti più vulnerabili, ad esempio pazienti che non conoscono bene la lingua del paese e con limitata conoscenza della terminologia medica.

A questo proposito segnaliamo uno studio osservazionale condotto in un particolare tipo di strutture cliniche della California, le
Safety-net clinics, che servono popolazioni con limitata conoscenza dell'Inglese e limitata conoscenza dei termini medici. Lo studio voleva valutare l'associazione tra uso del computer e comunicazione con i pazienti. Furono registrati 71 incontri tra 47 pazienti e 39 medici e fu chiesto ai pazienti di esprimere un giudizio sulla qualità delle cure mediche ricevute nei precedenti sei mesi (da scarso a eccellente).

Confrontando i pazienti le cui visite erano state condotte con uso limitato del computer con i pazienti con visite con elevato uso dei computer, la probabilità di una valutazione eccellente delle cure ricevute era più alta nel primo gruppo (83%) che nel secondo gruppo (48%). Un uso elevato dei computer era associato a una minore soddisfazione dei pazienti sulla qualità della comunicazione con il medico che risultava più superficiale e fredda, soprattutto sul piano dei rapporti umani.

È quindi importante che il medico alzi lo sguardo dallo schermo del computer e inizi a guardare il paziente (1,2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Frankel RM. Computers in the Examination Room. JAMA Intern Med. 2016;176:128-9.
  2. Ratanawongsa N, Barton JL, Lyles CR, et al. Association Between Clinician Computer Use and Communication With Patients in Safety-Net Clinics. JAMA Intern Med. 2016;176: 125-8.



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