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Pillole di Dermatologia - febbraio 2011

UV e melanoma: un ruolo per IFN-gamma

Pubblicata il 23/2/2011


melanomaIl principale fattore di rischio per il melanoma è la radiazione solare UV soprattutto se associata a scottature o ustioni durante la fanciullezza. Uno studio, appena pubblicato dalla rivista Nature, ha utilizzato un topo, opportunamente modificato, per analizzare le risposte ai raggi UVB ed UVA di melanociti nel loro microambiente naturale.

Melanociti furono isolati dalla pelle del dorso di topi neonati irradiati con UVB e UVA, 1 giorno e 6 giorni dopo l'irradiazione, in modo da individuare risposte acute precoci allo stress da UV o risposte persistenti ma non evidenti subito. L'analisi di espressione genica condotta sui melanociti isolati il giorno successivo all'irradiazione con UVB evidenziava un aumento di espressione di geni bersaglio di p53 (risposta acuta da stress) mentre minimi erano i cambiamenti associati all'esposizione ai raggi UVA.

Un piccolo gruppo di geni mostrava però una risposta ritardata dopo 6 giorni dall'esposizione ai raggi UVB: erano geni responsivi ad IFN ed in grado di conferire immunoevasività. L'uso di anticorpi specifici contro IFN-alfa, -beta e -gamma permetteva poi di evidenziare che la sola inibizione di IFN-gamma era in grado di bloccare la risposta IFN dipendente ai raggi UVB. L'IFN-gamma risultava prodotto da una popolazione di macrofagi infiltranti richiamati da chemochine indotte dall'esposizione ai raggi UVB. I macrofagi isolati mostravano anche una attività pro-tumorigenica, favorendo la crescita tumorale se trapiantati in topi insieme a cellule di melanoma, e continuavano a produrre IFN-gamma. Inoltre macrofagi che producevano IFN-gamma erano identificati nel 70% dei melanomi umani esaminati.

Gli autori concludevano che gli UV indurrebbero crescita di melanomi non solo attraverso mutagenesi ma anche alterando le interazioni tra melanociti ed il loro microambiente. Importante sarebbe il ruolo svolto da IFN-gamma e dal suo recettore IFN-gamma-R o dai membri del suo pathway di segnalazione: essi potrebbero rappresentare dei marcatori diagnostici e/o degli efficaci bersagli terapeutici in particolari gruppi di pazienti con melanoma (1)

A cura della Redazione scientifica.

  1. Zaidi MR, Davis S, Noonan FP, et al. Interferon-? links ultraviolet radiation to melanomagenesis in mice. Nature. 2011;469:548-53.



Tatuaggi, il giorno dopo

Pubblicata il 3/2/2011


Fin dai tempi antichi l'uomo ha utilizzato il tatuaggio con motivazioni differenti, ad indicare un passaggio iniziatico, come simbolo religioso, segno di coraggio, marchio di status sociale, pegno d'amore, oppure come forma di punizione, segno di esilio e schiavitù.

Già Ötzi, il famoso "uomo del ghiaccio" del Neolitico, vissuto circa 5000 anni fa, aveva il corpo ricoperto da oltre 50 tatuaggi rappresentanti gruppi di linee incrociate, probabilmente fatti con un intento curativo.

Oggi i tatuaggi vengono eseguiti in laboratori dedicati utilizzando dispositivi elettrici oppure in modo meno professionale e spesso più rischioso.

In ogni caso, molte delle persone che, ad un certo punto della loro vita, decidono di tatuarsi possono decidere anche di eliminare i loro tatuaggi. Le tecniche utilizzate per la rimozione dei tatuaggi sono varie ed includono escissione chirurgica, crioterapia con azoto liquido, dermoabrasione, salabrasione, coagulazione con l'infrarosso, vari tipi di laser. Il trattamento attualmente più usato è il laser Q-switched.

Ma quali sono le ragioni principali per cui si decide di eliminare un tatuaggio? Un articolo pubblicato dalla rivista JEADV descrive uno studio prospettico condotto su 151 adulti nel Sud della Francia. In totale a 65 donne e 86 uomini, con età tra 18 e 60 anni, furono fatte domande sul perché avessero deciso di rimuovere i loro tatuaggi. Le ragioni principali includevano motivi estetici, sociali, legati al lavoro, pressioni familiari o del partner, cambiamento di stile di vita o partner, incompatibilità con i valori e le attitudini attuali.

In generale gli autori identificavano 4 profili: i tipi 1 e 3, soggetti che non si erano rivolti a studi professionali per farsi tatuare, indicavano ragioni sociali per la rimozione dei tatuaggi mentre i tipi 2 e 4, che avevano tatuaggi fatti da operatori qualificati, riportavano soprattutto ragioni estetiche per la loro rimozione (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Latreille J, Levy JL, Guinot C. Decorative tattoos and reasons for their removal: a prospective study in 151 adults living in South of France. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2011; 25:181-7.





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