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Pillole di Dermatologia - febbraio 2009

Genetica ed eventi avversi

Pubblicata il 27/2/2009


FDA e SAEC (International Serious Adverse Events Consortium) hanno rilasciato dati preliminari sulla base genetica degli eventi avversi conseguenti all'uso di farmaci. La prima serie di dati comprende le associazioni genetiche relative a gravi rash cutanei, quali ad esempio sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, e reazioni di tossicità epatica acuta dovute a farmaci.

La comprensione delle basi genetiche di queste reazioni, a volte fatali, permetterà di identificare gli individui a rischio prima dell'assunzione dei farmaci.

Il consorzio che comprende industrie farmaceutiche ed istituzioni accademiche, raccoglierà campioni da pazienti con gravi reazioni a farmaci e campioni di controllo ed analizzerà i marcatori genetici eventualmente associati alla comparsa degli eventi avversi.

Per le varianti genetiche implicate il consorzio farà riferimento ai dati forniti dallo SNP Consortium and Hap Map Project, che si occupa della mappatura di SNP (single nucleotide polymorphisms) nell'ambito dello Human Genome Project.

L'idea è che ogni individuo può reagire diversamente all'assunzione di un farmaco e che la base di questo diverso comportamento può essere determinata da minime variazioni a livello dei geni.

I primi dati saranno disponibili al pubblico entro la fine dell'anno. Nel frattempo i ricercatori clinici potranno accedere ai dati grezzi registrandosi sul sito.

Ricordiamo che il Centro Studi GISED coordina per l'Italia il progetto REGISCAR, che a livello europeo si pone l'obiettivo di creare un registro delle reazioni cutanee gravi da farmaco e la valutazione di polimorfismi a carico di geni potenzialmente coinvolti (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. http://www.regiscar.org/

Verso l'ICD-11

Pubblicata il 20/2/2009


L'OMS ha pubblicato nel 1994 la decima revisione della classificazione statistica internazionale delle malattie nota con nome di ICD-10 (1). In pratica tutte le malattie note vengono classificate ed indicate con un apposito codice valido in tutto il mondo.

Le prime classificazioni risalgono al 1850 e dal 1948 è l'OMS a farsi carico della responsabilità di curare gli aggiornamenti e la pubblicazione delle nuove versioni. L'ultima revisione è pubblicata in 42 differenti lingue.

L'OMS ha iniziato a programmare una nuova revisione dei codici che, con la sigla ICD-11, dovrebbe essere resa pubblica nel 2011.

Anche le malattie dermatologiche sono comprese nella classificazione ICD-10. Della revisione dei codici dermatologici si occuperà un gruppo di esperti dell' ILDS, diretto da Robert Chalmers e Michael Weichenthal, di cui farà parte anche il Dr. Luigi Naldi, direttore del Centro Studi GISED.

Un altro gruppo di lavoro dell'ILDS ha elaborato una proposta per la revisione della lista di farmaci essenziali dell'OMS per i farmaci usati nel trattamento delle malattie dermatologiche (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. http://www.who.int/classifications/icd/en/
  2. http://web.ilds.org/cms/uploads/docs/ILDS_WHO_2008_a.pdf

Andrew Krasnow

Pubblicata il 13/2/2009


Andrew Krasnow è un provocatorio artista americano che tra i vari materiali usati per costruire oggetti simbolici, riuniti in una mostra (Of the flesh) appena conclusa a Londra, inserisce frequentemente la pelle.

La pelle, di origine umana, raccolta "legalmente" in molti anni è diventata un materiale da incorporare nelle sue produzioni artistiche, sempre molto controverse. A partire da una discussa bandiera americana larga circa due metri fatta, subito dopo la prima Guerra del Golfo, utilizzando lembi di pelle umana, fino a numerosi oggetti di uso comune, stivali da cowboy, hamburger, fondine di pistole, una mappa degli Stati Uniti etc. Tutti oggetti che, nella loro quotidianità, rappresentano alcuni aspetti della vita americana e non solo. Non sono scelti a caso, quindi. Per poter usare questo materiale, poco usuale per una artista, Andrew Krasnow ha dovuto naturalmente aderire ad alcune richieste legali e nello stesso tempo soddisfare le regole della UK Human Tissue Authority relative alla conservazione, rimozione e uso di corpi, organi e tessuti umani.

Di questo particolare artista si occupa anche la rivista Nature nella sua rubrica "Book and Arts" (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Kemp M. More than skin deep. Nature 457, 665 (5 February 2009)

Mappe dermatologiche online

Pubblicata il 6/2/2009


La dermatologia è sicuramente la più visuale delle discipline mediche. Il web offre oggi la possibilità di raccogliere e conservare collezioni di immagini dermatologiche a cui è possibile accedere in maniera semplice e gratuita.

Esistono atlanti online quali Dermatlas, DOIA , PeDOIA, la sua versione pediatrica, e l' Atlante Dermatologico Brasiliano che consentono di accedere ad oltre 18.000 immagini.

Un articolo pubblicato sulla rivista IJDVL descrive Map of Dermatology, un servizio, che utilizzando il motore di ricerca Google Image Search, permette la ricerca di immagini dermatologiche sulla base della regione del corpo o della morfologia piuttosto che a partire dal nome della condizione. E' possibile ritrovare migliaia di immagini corrispondenti ai termini della ricerca facilitando il riconoscimento e la diagnosi differenziale delle lesioni cutanee (1).

Lo strumento interattivo potrebbe essere utile soprattutto per medici non dermatologi, studenti con interesse alla dermatologia o personale sanitario in genere (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Kamel Boulos MN. Map of dermatology: web image browser for differential diagnosis in dermatology. Indian J Dermatol Venereol Leprol. 2006;72:72-4.
  2. Kamel Boulos MN. Map of dermatology: 'first-impression' user feedback and agenda for further development. Health Info Libr J. 2006;23:203-13.


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