Centro Studi GISED


Vai ai contenuti
Cambia lingua  IT EN

Pillole di Dermatologia - dicembre 2014

Un anno insieme al Centro Studi GISED

Pubblicata il 30/12/2014


un anno insiemeAnche quest'anno proviamo a riassumere quello che il Centro Studi GISED ha fatto durante il 2014, un anno ricco di iniziative particolarmente interessanti alcune delle quali proseguiranno anche nel corso del prossimo anno.

Le attività di Reshaping Dermatology

Per Reshaping Dermatology, il CentroStudiGISED ha organizzato il tradizionale Meeting Annuale GISED, tenuto nei giorni 2-3 Ottobre a Cremona, e giunto alla edizione XXIX e la Mostra Arte e Pelle che ha iniziato il suo cammino nell'Ospedale Papa Giovanni XXXIII di Bergamo ed è al momento ospitata presso il Policlinico San Donato a San Donato Milanese. La mostra presenta 20 dipinti, scelti tra quelli della galleria virtuale, descritti in maniera accurata da un punto di vista artistico e scientifico, e racchiusi in una cornice grafica accattivante: un eccellente lavoro di gruppo.

Il progetto React-Lombardia

Per il progetto React-Lombardia, giunto al suo quinto anno di attività, ci sono stati due importanti eventi: il Sesto incontro di lavoro dello studio REACT "registro eventi avversi cutanei" tenuto a Milano il 7 Febbraio 2014 e il convegno dal titolo "IL Progetto React nella Regione Piemonte", svolto il 21 marzo 2014 presso la sala Multimediale della Regione Piemonte.

Le sezioni del sito

Sono continuati gli aggiornamenti delle varie sezioni del sito, in particolare sono state aggiunte nuove linee guida dermatologiche e per i progetti di ricerca per alcuni c'è stata la pubblicazione dei risultati ottenuti mentre altri hanno continuato il loro corso.

Nella sezione Arte e dermatologia sono adesso 38 i dipinti inseriti molti dei quali sono stati utilizzati per la mostra itinerante dedicata a Arte e Pelle.

Sono continuati gli aggiornamenti scientifici del sito attraverso la pubblicazione di pillole informative, approfondimenti e news scientifiche e di attualità sanitaria.

Tutte le pillole del 2014 sono raccolte in un e-book liberamente scaricabile nella sezione Materiali Educativi del sito.

Nella sezione Il dermatologo risponde, sono state continuamente aggiornate le pagine delle singole condizioni dermatologiche con nuove terapie in studio e domande inviate ai dermatologi del sito.
In breve le domande arrivate a
Il dermatologo risponde sono state circa 2200 e le risposte inviate direttamente tramite email sono state circa 700.

I nostri Social Network

Continuando a dare i numeri...dal primo Gennaio del 2014 il sito del CentroStudiGISED è stato visitato da circa 550 mila utenti per un totale di quasi 650 mila sessioni e oltre 800 mila pagine viste. Sotto il confronto tra le sessioni dell'anno scorso e quelle di questo anno: un bel progresso!

visite sito


Mentre sono quasi 500 gli utenti che seguono costantemente la pagina Facebook del Centro Studi GISED, da qualche mese è possibile seguirci anche sul social network Twitter, all'account @csgised, dove sono circa 70 i cosiddetti
follower: più canali informativi per aumentare la possibilità di venire a contatto con il nostro gruppo di ricerca.

Le pubblicazioni

I risultati degli studi condotti dal Centro Studi GISED sono stati pubblicati da importanti riviste scientifiche internazionali:

Naldi L. Melanoma excision: how deep must we go? Br J Dermatol. 2014 Dec;171(6):1291-2.

Cazzaniga S, Lecchi S, Bruze M, et al. Development of a clinical score system for the diagnosis of photoallergic contact dermatitis using a consensus process: item selection and reliability. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2014 Dec 3. [Epub ahead of print]

Grossi E, Cazzaniga S, Crotti S, et al. The constellation of dietary factors in adolescent acne: a semantic connectivity map approach. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2014 Dec 2. [Epub ahead of print]

Naldi L. [Free drug samples for doctors? No, thank you!]. Recenti Prog Med. 2014;105:403-4.

Naldi L. Lifestyle intervention should be an essential component of medical care for skin disease: a challenging task. Br J Dermatol. 2014;171:934-5.

Gisondi P, Cazzaniga S, Chimenti S, et al. Latent tuberculosis infection in patients with chronic plaque psoriasis: evidence from the Italian Psocare Registry. Br J Dermatol. 2014 Nov 17. [Epub ahead of print]

Ingordo V, Cazzaniga S, Medri M, et al. To What Extent Is Quality of Life Impaired in Vitiligo? A Multicenter Study on Italian Patients Using the Dermatology Life Quality Index. Dermatology. 2014 Oct 25. [Epub ahead of print]

Gamba C, Schroeder J, Citterio A, et al. [Surveillance of severe cutaneous drug reactions: experience REACT-Lombardia]. Recenti Prog Med. 2014;105:379-84.

Cazzaniga S, Conti A, Naldi L; Psoriasis Emilia Romagna Study Group. Comments on "Diet and psoriasis, part I: Impact of weight loss interventions". J Am Acad Dermatol. 2014;71:829.

Parlar B, Blazek C, Cazzaniga S, Naldi L, et al. Treatment of lower extremity telangiectasias in women by foam sclerotherapy vs. Nd:YAG laser: a prospective, comparative, randomized, open-label trial. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2014 Jul 28. [Epub ahead of print]

Naldi L, Crotti S. Epidemiology of cutaneous drug-induced reactions. G Ital Dermatol Venereol. 2014;149:207-18.

Naldi L, Conti A, Cazzaniga S, et al; the Psoriasis Emilia Romagna Study Group. Diet and physical exercise in psoriasis: a randomized controlled trial. Br J Dermatol. 2014;170:634-642.

Ingordo V, Cazzaniga S, Raone B, et al. Circulating Autoantibodies and Autoimmune Comorbidities in Vitiligo Patients: A Multicenter Italian Study. Dermatology. 2014 Mar 5. [Epub ahead of print]

Bencini PL, Cazzaniga S, Galimberti MG, Zane C, Naldi L. Variables affecting clinical response to treatment of facial port-wine stains by flash lamp-pumped pulsed dye laser: the importance of looking beyond the skin. Lasers Med Sci. 2014 Feb 1. [Epub ahead of print]

Cazzaniga S, Lo Scocco G, Schincaglia E, et al. Randomized, Within-Patient, Clinical Trial Comparing Fluorine-Synthetic Fiber Socks with Standard Cotton Socks in Improving Plantar Pustulosis. Dermatology. 2014 Jan 9. [Epub ahead of print]

Il Dr. Luigi Naldi, direttore del CentroStudiGISED è stato tra gli autori della terza edizione del manuale Evidence Based Dermatology (Wiley-Blackwell Publishing, BMJ Books 2014, third edition).

Ed altro ancora che potrete scoprire direttamente sul sito, seguendoci su Facebook e su Twitter oppure iscrivendovi alla Newsletter del Centro Studi GISED.

Grazie a tutti e Auguri di Buone Feste dal Centro Studi GISED.




Notizie esagerate: solo colpa dei giornalisti?

Pubblicata il 30/12/2014


notizie esagerateChe la comunicazione di notizie scientifiche da parte delle principali fonti di informazione sia a volte caratterizzata da toni esagerati e non aderenti alla realtà dei fatti divulgati, è una cosa abbastanza nota.

È facile leggere che "è stata trovata la cura contro il cancro" o che "un vaccino sconfiggerà malattie ritenute inguaribili" oppure che "un nuovo farmaco ci farà vivere più a lungo e sani". Titoli che colpiscono l'immaginazione e ci fanno sperare in un futuro prossimo libero da malattie e vecchiaia.

Quando i ricercatori leggono queste notizie quasi sempre pensano che la colpa delle esagerazioni sia dei giornalisti che, pur di catturare il pubblico, deformano la realtà dei fatti.

Ma è proprio così?

Alcuni ricercatori hanno analizzato 426 comunicati stampa, rilasciati nell'anno 2011 da 20 importanti università del Regno Unito, in merito a scoperte scientifiche di carattere biomedico e in generale riguardanti la salute umana, per capire se l'origine delle esagerazioni ritrovate nell'informazione fornita dai tradizionali media fosse da ricercare proprio nei comunicati ufficiali.

Hanno poi collegato 668 notizie ricavate dai comunicati e gli articoli originali pubblicati sulle riviste scientifiche valutando quanto fossero stati alterati i contenuti iniziali dei testi scientifici passando dai comunicati stampa fino alle notizie date dai mezzi di informazione.

In particolare gli autori hanno considerato quante volte le notizie divulgate trasformavano dati di correlazione in dati di causalità, oppure applicavano agli esseri umani risultati ottenuti sugli animali o fornivano consigli ai lettori per modificare il proprio comportamento.

Analizzando i comunicati stampa rilasciati dalle università si è visto che circa un terzo dei comunicati conteneva già le esagerazioni o le errate rivendicazioni presenti poi nelle notizie giornalistiche. Inoltre se l'esagerazione era già nel comunicato stampa la probabilità di avere una notizia esagerata era molto alta, al contrario la probabilità diminuiva di molto se il comunicato iniziale era più cauto o comunque più aderente all'articolo pubblicato.

Buona parte delle notizie sensazionali o allarmistiche che troviamo sui giornali derivano quindi da un difetto originale di comunicazione da parte degli uffici stampa delle istituzioni scientifiche e/o degli stessi ricercatori (1).

Nessuno si senta quindi esente da colpe e, data l'importanza della materia trattata, la salute degli esseri umani, è importante fare attenzione a quello che viene reso pubblico sia da parte degli scienziati, dei centri di ricerca ed infine da parte dei giornalisti o divulgatori scientifici che hanno comunque il compito finale di porgere le notizie al pubblico.

Il noto ricercatore e divulgatore scientifico Ben Goldrace, commentando lo studio pubblicato, ha suggerito alcune possibili soluzioni. Oltre a migliorare la comprensione della scienza da parte dei giornalisti, utilizzare linee guida già esistenti e spesso ignorate, sarebbe utile prendere spunto da alcune caratteristiche dei giornali accademici quali responsabilità, trasparenza e possibilità di esprimere commenti.

Tutti i comunicati rilasciati alla stampa dovrebbero indicare i nomi degli autori, sia degli addetti stampa che dei ricercatori coinvolti nello studio pubblicato. I comunicati dovrebbero essere considerati come parte della pubblicazione scientifica, quindi presentati come appendici online dell'articolo e sottoposti a revisione. Infine dovrebbero poter essere commentati pubblicamente estendendo la possibilità di critica, oggi consentita solo al contenuto degli articoli (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Sumner P, Vivian-Griffiths S, Boivin J, et al. The association between exaggeration in health related science news and academic press releases: retrospective observational study. BMJ. 2014;349:g7015.
  2. Goldacre B. Preventing bad reporting on health research. BMJ. 2014;349:g7465


Herpes simplex: nuove strategie

Pubblicata il 10/12/2014


tumori pelleMolte persone soffrono di
Herpes simplex, infezione dovuta al virus HSV che si manifesta con vescicole raggruppate sulla cute e sulle mucose. In presenza di virus erpetico di tipo I o labialis le vescicole si presentano vicino alle labbra mentre il virus erpetico di tipo II o genitalis determina vescicole a livello dei genitali.

L'infezione da HSV è caratterizzata da periodi di latenza anche lunghi e periodi in cui il virus (normalmente localizzato nelle cellule nervose) si riattiva producendo la malattia.

Al momento non esistono cure definitive per l'infezione da HSV che può essere trasmessa anche da persone infette senza sintomi. I trattamenti attuali hanno come bersaglio la replicazione del virus in una fase tardiva del ciclo virale, non riuscendo comunque a controllare la diffusione e la riattivazione virale.

Studi condotti negli ultimi anni hanno portato all'identificazione di nuovi bersagli terapeutici correlati alle modificazioni cosiddette "epigenetiche" del DNA cellulare, modificazioni che sarebbero alla base dell'inizio dell'infezione da HSV e della sua riattivazione da una condizione di latenza. Si è visto che l'inizio dell'infezione da HSV richiede l'attività di enzimi di modificazione della cromatina cellulare, in particolare è stato individuato un complesso coattivatore trascrizionale che contiene due enzimi in grado di modificare gli istoni, proteine associate al DNA: la proteina LSD1 (lysine-specific demethylase 1), ed un membro della famiglia JMJD2 (Jumonji C domain-containing protein 2).

In uno studio pubblicato dalla rivista Science Translational Medicine (e in studi precedenti) i ricercatori hanno mostrato che inibendo i due enzimi con farmaci specifici è possibile bloccare infezione e riattivazione virale. Utilizzando tre modelli animali di HSV si è osservato che l'infezione può essere soppressa da un farmaco inibitore di monoammina ossidasi, la tranilcipromina (un farmaco usato come antidepressivo) che ha come bersaglio proprio la proteina LSD1. Il trattamento agisce in uno stadio precoce dell'infezione riducendo i sintomi della malattia, la sua diffusione e le recidive.

I risultati ottenuti, anche se preliminari, dimostrano il potenziale terapeutico di queste terapie "epigenetiche", che agendo su bersagli della cellula ospite dovrebbero, secondo i ricercatori, far diminuire l'evoluzione di virus resistenti al farmaco (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Hill JM, Quenelle DC, Cardin RD, et al. Inhibition of LSD1 reduces herpesvirus infection, shedding, and recurrence by promoting epigenetic suppression of viral genomes. Sci Transl Med. 2014;6:265ra169.


Farmaci gratis? No, grazie

Pubblicata il 10/12/2014


tumori pelleTre domande al nostro direttore, il Dr. Luigi Naldi.

È stato appena pubblicato sulla rivista Recenti Progressi in Medicina un suo editoriale dal titolo Campioni gratuiti di medicinali ai medici? No, grazie, da medico dermatologo che ogni giorno vive la realtà della sanità pubblica in ospedale potrebbe spiegarci in poche parole come mai ha deciso di parlare di questo argomento?

«In realtà, ho colto l'invito dell'editore del Pensiero Scientifico, Luca De Fiore, di commentare un lavoro pubblicato su JAMA Dermatology. Il lavoro mostrava chiaramente come la disponibilità di campioni gratuiti aumentasse il costo delle prescrizioni favorendo la scelta di specialità medicinali "branded" o "di marca" rispetto a farmaci generici».

Aumenta in Italia e non solo, la parte di popolazione che vive in condizioni di povertà: i farmaci gratuiti non potrebbero essere utilizzati proprio per essere offerti ai pazienti più poveri?

«Non credo sia una buona soluzione. I campioni gratuiti sono spesso ridotti e il loro quantitativo complessivo è modesto. Inoltre, si tratta nella quasi totalità dei casi di specialità medicinali "branded". Credo che dovrebbero essere messe in campo iniziative ben più strutturate per garantire un'assistenza adeguata alle fasce povere della popolazione».

Nel suo editoriale viene anche affrontato il problema della confusione tra farmaci e prodotti cosmetici e per l'igiene personale, in molti casi questi ultimi vengono prescritti dai dermatologi come fossero veri e propri farmaci indirizzando i pazienti verso una particolare marca. Cosa si potrebbe fare per risolvere questa contraddizione?

«E' questo un problema che mi sta particolarmente a cuore. Credo che gli utenti dovrebbero avere chiara la differenza tra prodotti cosmetici e farmaci. Secondo la normativa sui cosmetici, i prodotti cosmetici hanno lo scopo, esclusivo o principale, di pulire, profumare, modificare l'aspetto, correggere gli odori, proteggere, mantenere in buono stato la superficie del corpo, i denti o la mucosa su cui sono applicati: dunque, i prodotti che hanno altri scopi principali, per esempio curare o prevenire le malattie, non possono rientrare nella categoria dei cosmetici. Un prodotto cosmetico, come una dieta, può al massimo essere consigliato e non prescritto. La prescrizione induce, inevitabilmente, l'idea erronea di un ruolo terapeutico specifico».

A cura della Redazione scientifica.




Aggiornato il 28 nov 2016  -  Centro Studi GISED  P.I. 02274270988 | Condizioni d'uso    Privacy    Credits

Torna ai contenuti | Torna al menu
Facebook Twitter Google+ LinkedIn Email