Centro Studi GISED


Vai ai contenuti
Cambia lingua  IT EN

Pillole di Dermatologia - dicembre 2008

Erbe e psoriasi: cosa prendono i pazienti?

Pubblicata il 19/12/2008

Aumenta il numero di quelli che cercano strade alternative per curare i propri malanni. Prolifera tutto un mondo di trattamenti alternativi e/o complementari (es. fitoterapia, omeopatia, pratiche varie) che tendono a sostituire o ad affiancare le terapie convenzionali, quelle che invece seguono le normali vie di certificazione e controllo da parte delle autorità sanitarie pubbliche, che regolamentano e controllano l'approvazione dei trattamenti terapeutici.

In presenza di malattie croniche la fiducia nella medicina "ufficiale" comincia a vacillare ed è facile credere che esistano terapie "naturali" in grado di curare malattie, anche gravi, senza effetti collaterali e che per motivi, spesso oscuri, sarebbero invece volutamente ignorate dalla medicina ufficiale e dalla ricerca scientifica mondiale.

Ma la medicina naturale è davvero così innocua? Una review pubblicata nel 2007 analizza le erbe più usate nel trattamento della psoriasi cercando di evidenziare il loro potenziale meccanismo d'azione, i trial clinici eseguiti e gli effetti collaterali noti. Gli autori hanno effettuato la loro ricerca oltre che sui normali archivi elettronici per le pubblicazioni scientifiche (PubMed, National Psoriasis Foundation) anche sui motori di ricerca più usati su Internet (Google e Yahoo) e dal confronto è emerso che su Yahoo è possibile individuare più di 1 milione di siti che parlano di "erbe, psoriasi e medicine alternative complementari" mentre sono solo 31 gli articoli citati in PubMed su " erbe e psoriasi". A dimostrare che non esistono evidenze scientifiche per le affermazioni di efficacia che spesso è possibile leggere sui siti della cosiddetta medicina "naturale".

Spesso non si sa molto sulla loro composizione e su eventuali sostanze tossiche, naturalmente presenti o correlate a frodi vere e proprie. Così poco si sa sui possibili effetti collaterali collegati all'uso di queste sostanze, uso che avviene spesso senza un adeguato controllo medico. I medici non conoscono queste terapie ed i pazienti le usano di propria iniziativa senza conoscere le possibili interferenze negative con altri farmaci. Segnaliamo che negli Stati Uniti per studiare in maniera scientifica le terapie alternative e complementari il National Institute of Health ha creato il National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM), mentre in Italia eventi avversi associati all'uso dei fitoterapici sono raccolti sul sito www.farmacovigilanza.org.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Steele T, Rogers CJ, Jacob SE. Herbal remedies for psoriasis: what are our patients taking. Dermatol Nurs. 2007 Oct;19(5):448-50, 457-63. Review.

Più vitamina D, meno raggi UV

Pubblicata il 11/12/2008

L' American Academy of Dermatology raccomanda di assumere le quantità necessarie di vitamina D tramite l'alimentazione evitando invece una eccessiva esposizione ai raggi UV, noto fattore di rischio per lo sviluppo di melanoma e carcinoma squamoso della pelle.
Il consiglio è quello di utilizzare cibi naturalmente ricchi di vitamina D o integrare l'alimentazione con supplementi della stessa.

Quanto alle dosi ottimali di vitamina D richieste, quelle indicate dalla National Academy of Sciences Institute nelle sue linee guida sono da considerare adeguate anche se, per individui a rischio (pazienti di pelle scura, anziani, o fotosensibili), può essere necessario un aumento delle dosi minime raccomandate.

Ulteriori ricerche sono comunque necessarie per stabilire un eventuale aumento delle dosi minime raccomandate alla luce di vari studi epidemiologici che evidenziano un collegamento tra bassi livelli di vitamina D e aumentato rischio di alcuni tipi di cancro e di alcune malattie neurologiche, autoimmuni o cardiovascolari (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. http://www.aad.org/Forms/Policies/Uploads/PS/PS-Vitamin%20D.pdf

Dal web un aiuto per la psoriasi?

Pubblicata il 4/12/2008

L'università di Manchester in collaborazione con l'associazione inglese PAPAA (Psoriasis and Psoriatic Arthritis Alliance) ha elaborato un programma denominato e-TIPs (electronic-Targeted Interventions for Psoriasis) alla scopo di ridurre lo stress psicologico e migliorare la psoriasi e la qualità della vita dei pazienti (1).

Ai partecipanti sarà richiesto di completare alcuni questionari on-line 3-4 volte nel corso dello studio, della durata di sei settimane, con un controllo successivo dopo sei mesi.

Saranno reclutati pazienti con psoriasi a placche di età superiore a 16 anni che utilizzando Internet potranno accedere agli strumenti forniti sul Web all'interno di un programma di terapia cognitiva del comportamento (CBT) per persone con psoriasi.

La terapia cognitiva del comportamento, ampiamente usata in psicologia, viene utilizzata per aiutare i pazienti a comprendere cosa pensano della loro situazione e del modo in cui questa può influenzare i sentimenti ed il loro comportamento.

L'uso dello strumento informatico consentirà di esprimere sensazioni, paure, pensieri collegati alla malattia anche a quei pazienti che tendono a nascondere la condizione di cui soffrono e che normalmente non accettano di discuterne apertamente (2).

A cura della Redazione scientifica.

  1. http://www.etips.org.uk/cb/about.asp
  2. http://www.papaa.org/


Aggiornato il 28 nov 2016  -  Centro Studi GISED  P.I. 02274270988 | Condizioni d'uso    Privacy    Credits

Torna ai contenuti | Torna al menu
Facebook Twitter Google+ LinkedIn Email