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Pillole di Dermatologia - aprile 2009

AIFA: una storia da non dimenticare

Pubblicata il 15/4/2009


Vari sono i protagonisti della storia che la giornalista Daniela Minerva racconta nel capitolo 10 del suo libro "La Fiera delle Sanità", appena pubblicato da Rizzoli: l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), il suo ormai ex-direttore Nello Martini, la magistratura che indaga su possibili truffe e corruzioni all'interno dell'agenzia, il mondo dell'industria farmaceutica ed infine la politica (1).

In una Italia abituata ai pasticci, dove spesso forze economiche e politiche aggirano o ribaltano leggi e regole, l'AIFA guidata dal dott. Nello Martini emergeva come un tentativo di fare le cose come si deve, senza compromessi e cedimenti alle lusinghe commerciali.

Qualcosa la magistratura trova, tentativi di corruzione, qualche migliaio di euro regalato per avere informazioni sull'andamento degli iter di approvazione dei farmaci, qualche funzionario poco corretto e giustamente accusato.

Andamento della spesa farmaceutica convenzionataMa per il resto il quadro tracciato dalla giornalista nel suo libro è inquietante (2,3). Il lavoro iniziato dal dott. Nello Martini è stato interrotto bruscamente proprio quando iniziavano a vedersene i frutti (3). In pochi anni i prezzi dei farmaci sono stati tagliati del 15%, sono state dettate nuove regole di trasparenza e rispetto dell'evidenza scientifica nelle procedure di autorizzazione di nuovi farmaci, sono stati finanziati decine di studi clinici indipendenti.

In Italia il mondo scientifico italiano ha espresso più volte sconcerto per la decisione improvvisa di licenziare il direttore dell'AIFA, all'estero anche le riviste Nature e BMJ hanno pubblicato commenti preoccupati sulla riorganizzazione dell'agenzia che in Italia si occupa dell'autorizzazione e la commercializzazione dei farmaci (4,5).

Resta il dubbio che si sia approfittato di una inchiesta giudiziaria, comunque legittima, per eliminare l'uomo che in questi anni ha dettato e fatto rispettare le regole del gioco nei rapporti tra interessi dell'industria farmaceutica e governo della salute pubblica.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Daniela Minerva. La fiera delle sanità. BUR FuturoPassato, Rizzoli, 2009
  2. http://speciali.espresso.repubblica.it/grafici/sanita/sanita.html
  3. http://espresso.repubblica.it/palazzo/2008/07/24/news/e-bravo-mandiamolo-via-1.19805
  4. http://www.centrostudigised.it/pillole_maggio_2008.html
  5. http://www.centrostudigised.it/pillole_settembre_2008.html






La dermatite atopica studiata a scuola

Pubblicata il 9/4/2009


Il Centro Studi GISED ha appena pubblicato i risultati di uno studio multicentrico condotto tra 3179 ragazzi di età compresa tra 12 e 17 anni, in 13 province dell'Italia settentrionale, centrale e meridionale.

Durante lo studio i ragazzi sono stati esaminati da dermatologi, ed è stato distribuito un questionario che raccoglieva informazioni su: educazione dei genitori, residenza della famiglia, caratteristiche antropomorfiche dei ragazzi (altezza, peso), storia familiare di melanoma, ed abitudini alimentari.
Inoltre sono state raccolte informazioni sulla storia di alcune malattie cutanee quali dermatite atopica, vitiligine, psoriasi, e su diabete, asma, epatiti e malattie della tiroide.

Una diagnosi di dermatite atopica è stata riportata in 224 casi, circa il 7.0% dei ragazzi osservati. Non sono state individuate correlazioni tra peso, altezza e frequenza di dermatite atopica. Invece si è osservata una maggiore frequenza di dermatite atopica in soggetti con una storia di asma, psoriasi e vitiligine.

Nella maggior parte dei casi la diagnosi di dermatite atopica era stata fatta nel primo anno di vita.
L'ampio campione di ragazzi esaminati, appartenenti a differenti aree geografiche italiane, permette di disegnare un quadro realistico della prevalenza della dermatite atopica in Italia (1).

A cura della Redazione scientifica.

  1. Naldi L, Parazzini F, Gallus S; GISED Study Centres. Prevalence of atopic dermatitis in italian schoolchildren: factors affecting its variation. Acta Derm Venereol. 2009;89:122-5.


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