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Giovanni Battista Crespi e l'erisipela

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Miracolo di Aurelia degli Angeli

Miracolo di Aurelia degli Angeli (Giovanni Battista Crespi detto il Cerano 1573-1632)

Visitando il Duomo di Milano a Novembre, mese dedicato alla celebrazione di San Carlo Borromeo, è possibile ammirare una serie di grandi tele, dette anche teleri, raffiguranti la vita ed i miracoli attributi al santo milanese. Molte di queste sono state dipinte da Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, pittore, scultore ed architetto vissuto tra il 1573 ed il 1632 , e grande protagonista del Seicento lombardo.

Una tela in particolare, tra quelle dedicate ai miracoli di San Carlo Borromeo, rappresenta il Miracolo di Aurelia degli Angeli. Si tratta di un grande dipinto, tempera su tela, in cui è raffigurata una giovane donna "con la gamba sinistra molto guastata dal male del canchero…" che si rivolge alla statua del santo per chiedergli aiuto. La gamba della donna presenta buchi profondi da cui fuoriescono "…la carne e li nervi marciti…". Una cronaca del tempo afferma che la donna soffriva ormai da tre anni. Nel dipinto una serva cerca con un fazzoletto di proteggersi dall'odore forte dell'infezione mentre il chirurgo osserva quasi disperato la gamba infetta (1).

La donna soffriva di erisipela, una infezione acuta della pelle dovuta spesso al batterio Staphylococcus aureus che, in occasione di ferite accidentali, può penetrare nei vasi linfatici superficiali provocando uno stato di infiammazione cutanea con febbre e compromissione delle condizioni generali.

Oggi l'erisipela è una malattia abbastanza rara e facilmente curabile con antibiotici, ma nel seicento era un malattia molto comune che colpiva soprattutto le persone più povere.

Di erisipela avrebbero sofferto musicisti come Ludwig van Beethoven e Richard Wagner e lo scrittore e drammaturgo norvegese Henrik Ibsen.

  1. Carlo Gelmetti Il fuoco di Sant'Antonio. Storia, tradizioni e medicina. Sprinter-Verlag eds. 2007


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