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Bernardo Strozzi e l'invecchiamento cutaneo

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Vanitas

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Vanitas (Bernardo Strozzi, 1581/2-1644)

Nato probabilmente tra il 1581 e il 1582 a Genova e morto a Venezia nel 1644, Bernardo Strozzi fu nella sua vita prete e pittore tanto da essere indicato come il Cappuccino o il prete genovese.

È uno dei più importanti esponenti della pittura barocca italiana, risentendo sia della scuola pittorica toscana che di quella veneziana, città nella quale trascorse parte della sua vita. La prima attività pittorica si svolse a Genova dove lasciò varie opere quali affreschi e tele e risentì dell'influenza di Rubens e Anton Van Dick che, tra il 1621 e il 1627, era il ritrattista ufficiale della classe aristocratica della città.

Dal 1630 Bernardo Strozzi si trasferisce a Venezia dove continua la sua attività coniugando i motivi religiosi e mitologici ad una pittura estremamente vivace e sensuale.

Nel dipinto intitolato "Vanitas", risalente probabilmente al 1637 e attualmente ospitato dal Museo Puskin di Mosca, il pittore ritrae una donna vecchia davanti ad uno specchio intenta a "farsi bella", agghindandosi con fiocchi e piume tra i capelli, con l'aiuto di due serve.

La "vanità" della donna è mostrata anche dai numerosi oggetti di valore sparsi sulla toeletta e dalla rosa che tiene in mano. Evidente l'intento ironico del quadro che prende ispirazione da un poemetto di un anonimo del tempo che, descrivendo proprio una donna davanti ad uno specchio, recitava: "
Misera donna hor come puoi mirare / Delle bellezze tue l'altre rovine. / Fuggi fuggi gli specchi, e non curare / rendere al volto tuo porpore e brine".

L'invecchiamento cutaneo è un processo naturale che nelle donne è determinato da un complesso di fattori quali il tempo, la menopausa e la fotoesposizione. Invecchiando la pelle si assottiglia e il ricambio cellulare rallenta in maniera drammatica. Esposizione ai raggi UV determina alterazioni del DNA cellulare causando un danno cumulativo alla pelle, così danni alla pelle derivano anche dall'inquinamento ambientale e dal fumo di sigarette.


Aggiornato il 28 nov 2016  -  Centro Studi GISED  P.I. 02274270988 | Condizioni d'uso    Privacy    Credits

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