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Approfondimenti di Dermatologia - marzo 2012

Piante pericolose per la pelle

Pubblicata il 23/3/2012

piante pericoloseLe piante contengono migliaia di sostanze chimiche o principi attivi, non tutti conosciuti ed a volte potenzialmente tossici: non sempre ciò che è naturale è sicuro. Oltre alle cosiddette sostanze primarie (lipidi, carboidrati e proteine) le piante sintetizzano numerosi metaboliti secondari spesso prodotti dalla pianta per difendersi e sopravvivere. Alcuni di questi metaboliti possono essere tossici per l'uomo se ingeriti o se vengono a contatto con mucose e cute.


Le principali sostanze "tossiche" prodotte dalle piante includono:

Glicosidi: composti formati dalla combinazione di alcune molecole di zucchero e molecole varie dotate di funzione alcolica (agliconi). Comprendono i glicosidi cianogenetici, glicosidi cardiocinetici, saponine e ranuncolina.

Alcaloidi: sostanze differenti per struttura chimica simili per la natura alcalina con azione eccitante o deprimente a livello del sistema nervoso centrale o autonomo, con azione venefica anche a piccole quantità.

Oli essenziali: sostanze oleose, ad intenso profumo che possono essere assorbite dai tessuti. Sono in genere miscele di composti anche tossici o con azione irritante per pelle e mucose.

Proteine, peptidi, amminoacidi: proteine e peptidi di origine vegetale possono essere tossici. Ad esempio le tossialbumine che possono agglutinare i globuli rossi e la ricina tossica per ingestione.

Acido ossalico e ossalati: le forme solubili dell'acido ossalico sono assorbibili e determinano alterazioni dell'equilibrio del calcio, con danni al meccanismo di coagulazione del sangue. I cristalli di ossalato di calcio a contatto con l'epidermide provocano irritazioni, dermatiti, edemi e per ingestione, gastroenteriti ed ulcere.

Tannini: sostanze a composizione varia, difficilmente digeribili possono provocare disturbi gastrointestinali, se assunte in grandi quantità.


Meccanismi di azione delle tossine vegetali

In generale le tossine vegetali possono agire a livello locale (nella zona di contatto) o sistemico (dopo assorbimento per via respiratoria, gastrointestinale o cutanea-mucosa).

L'azione locale causa irritazioni nelle zone di contatto, dolore, arrossamento e lacrimazione a livello degli occhi, dolore, aumento della salivazione, gonfiore della lingua e della glottide, nel cavo orofaringeo, vomito, dolori addominali, diarrea nel tratto gastrointestinale. Le specie fototossiche determinano reazione locale in seguito all'esposizione alla luce solare.

L'azione sistemica determina sintomi differenti secondo l'organo colpito ed il tipo di tossina implicata: a livello del SNC o periferico si possono avere alterazioni dello stato di coscienza, coma, convulsioni, alterazioni della frequenza cardiaca, delle secrezioni, diametro della pupilla e della motilità intestinale; a livello del cuore, alterazioni del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa, arresto cardiaco; a livello del rene, stanchezza, alterazione della diuresi, edemi, aumento della pressione arteriosa: a livello del fegato,stanchezza, nausea, ittero, colorazione scura delle urine, emorragie; a livello del sangue, anemia, alterazione della composizione del sangue, emorragie.


Modi di esposizione

Molto spesso sono i bambini ad essere coinvolti in esposizioni a piante velenose: la loro naturale curiosità li porta a toccare ed assaggiare qualunque cosa facile da prendere. Le intossicazioni più gravi riguardano però gli adulti soprattutto per la raccolta e l'uso di piante selvatiche per alimentazione o automedicazione.

Spesso le piante vengono confuse con piante velenose oppure vengono utilizzate in modo improprio perchè considerate benefiche o medicinali. Infine ci può essere un uso volontario di specie ad azione stimolante o allucinogena oppure, in rari casi, di specie velenose a scopo criminale.


Le fitodermatiti

Le dermatiti da contatto con specie vegetali sono prodotte dal contatto con la cute di sostanze vegetali quali latice, linfa, succhi e resine con microcristalli irritanti per la pelle. Possono essere dermatiti professionali, cioè diffuse in categorie di lavoratori che sono spesso a contatto con piante oppure occasionali.

La gravità delle fitodermatiti è correlata al tipo di pianta ed alla stagione: nelle regioni europee le fitodermatiti sono meno gravi che nelle regioni tropicali e l'incidenza è maggiore in primavera ed in estate, quando aumenta la produzione di sostanze tossiche.

Le fitodermatiti possono scatenarsi subito oppure dopo 24-48 ore dal contatto e possono essere aggravate da microtraumi derivanti da spine, aculei che alcune piante utilizzano come sistemi difensivi.

Le fito-fotodermatiti derivano da sostanze che si attivano dopo esposizione ai raggi del sole.

In generale si distinguono fitodermatiti da aggressione diretta o irritative, fitodermatiti allergiche, fitodermatiti fotodinamiche e pseudofitodermatiti, causate da insetti o parassiti presenti sulle piante.

Le fitodermatiti irritative sono localizzate alla zona di contatto, si manifestano al primo contatto, purchè tale contatto sia abbastanza prolungato. Sono tipiche nelle persone che sono spesso a contatto con le piante oppure nei bambini. Lesioni osservabili sono eritema, papule, vescicole, ponfi, lesioni necrotiche.

Le fitodermatiti allergiche non si presentano al primo contatto ma sono necessari vari contatti perchè si abbia la comparsa della reazione allergica. Si distinguono: fitodermatiti da ipersensibilità immediata, meno frequenti che si manifestano con orticaria da contatto, e fitodermatiti da ipersensibilità ritardata, più frequenti e caratterizzate dalla comparsa di un eczema. Nelle fitodermatiti allergiche, inoltre, ci può essere coinvolgimento di regioni diverse dalla pelle.


Cosa fare in caso di fitodermatite?

In presenza di lesioni irritative o caustiche di cute, mucose e occhi, è necessario lavare bene la zona colpita con acqua tiepida, proteggerla con abiti asciutti e rivolgersi, appena possibile, ad un medico.

Alcune semplici regole per limitare possibili danni derivanti dall'uso di piante:

  • imparare a riconoscere le piante più comuni;
  • fare in modo che i bambini non mettano in bocca parti di piante o usino nei loro giochi vegetali pericolosi;
  • usare per alimentazione solo piante sicuramente conosciute;
  • evitare l'uso di piante medicinali non ben identificate;
  • tenere piante pericolose, bulbi, tuberi, radici e semi lontani dai bambini;
  • recidere i fiori sfioriti per evitare formazione di bacche o semi velenosi;
  • lavare sempre le mani dopo aver maneggiato le piante ed usare sempre i guanti nei lavori di giardinaggio;


Piante che possono dare dermatiti da contatto


A cura della Redazione scientifica.

Per approfondire vedi:

  1. Bulgarelli G., Flamigni S. Le piante tossiche e velenose. Editore Ulrico Hoepli Milano, 2010.
  2. Bianchi A.R. [et al.]. Le piante degli orti e dei giardini: prevenzione del rischio. ISPESL, Roma, 2008, parte I, parte II, parte III.


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