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Approfondimenti di Dermatologia - luglio 2008

Il sottile confine tra la mente e la pelle: la pelle specchio dei nostri pensieri?

Pubblicata il 7/7/2008

Una maggiore consapevolezza del legame profondo tra alterazioni della salute della pelle e benessere psicologico può essere utile nel trattamento delle malattie dermatologiche e dei disturbi psicologici associati.


La pelle: barriera che impedisce ad agenti estranei di penetrare nell’organismo e nello stesso tempo rallenta o evita fenomeni di disidratazione, mantello quasi magico, un vestito leggero ed impenetrabile che ci avvolge, ci protegge, ci rende quasi invulnerabili. Eppure a volte la mente non riconosce il ruolo positivo della pelle ma la vede come un problema, come la sede di vari disturbi che prendono il nome di non-malattie dermatologiche.

Un articolo pubblicato dalla rivista Primary care companion to the Journal of clinical psychiatry descrive i principali disturbi oggetto della cosiddetta psico-dermatologia. La classificazione comunemente accettata è quella di Koo e Lee che distingue i disordini psico-dermatologici in

  • disordini psico-fisiologici
  • disordini psichiatrici con sintomi dermatologici
  • disordini dermatologici con sintomi psichiatrici


Viene inoltre individuato un insieme di disturbi vari tra cui effetti collaterali da farmaci psicotropi o dermatologici.

L’analisi considera articoli pubblicati tra il 1951 ed il 2004 usando il motore di ricerca MEDLINE e le parole chiave: skin e psyche, psychiatry e dermatology, mind e skin, psycocutaneous, stress e skin (1).

Disordini psico-fisiologici

Esempi di tali disordini comprendono malattie cutanee quali la psoriasi, la dermatite atopica, l’acne escoriata, l’iperidrosi, l’orticaria, le infezioni virali da Herpes simplex, Herpes Zoster e Papillomavirus umano. Le malattie indicate non sono causate ma possono essere condizionate in senso negativo da fattori psichiatrici quali ad esempio lo stress.

L’emozione è considerata importante nella insorgenza della malattia in una percentuale variabile di pazienti: ad esempio circa il 50% nell’acne, più del 90% nella rosacea, alopecia areata, escoriazioni neurotiche e lichen simplex ed il 100% nella iperidrosi.L’uso di tecniche psicologiche di rilassamento, o di farmaci quali benzodiazepine ed inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) si sono dimostrati utili nel trattamento di questi disordini.

Disordini psichiatrici con sintomi dermatologici

Questi disordini sono poco considerati nella letteratura psichiatrica e dermatologica anche se spesso sono associati a tentativi di suicidio o abuso di procedure chirurgiche non necessarie.
Appartengono a questa classe disturbi quali:

la dermatite artefatta, una malattia fittizia che vede il paziente, spesso donna, infliggersi lesioni cutanee e negare il proprio coinvolgimento;

i deliri di parassitosi in cui i pazienti credono che organismi estranei infestino il loro corpo e si presentano al medico con escoriazioni cutanee, residui, insetti o parti di insetti che vengono mostrati per provare l’infestazione;

la tricotillomania, nella quale il paziente continua a tirare i propri capelli fino a strapparli;
i
disordini ossessivo-compulsivi, in cui il paziente si presenta dal dermatologo con lesioni cutanee autoinflitte;

gli stati di fobia, nei confronti di malattie sessualmente trasmesse, cancro, AIDS o herpes oppure correlati allo sporco o i batteri con conseguente continuo lavaggio delle mani che determina dermatiti irritanti. In alcuni casi i pazienti si feriscono nel tentativo di eliminare nevi cutanei associati ad un possibile cancro;

dismorfofobia, detta anche disordine dismorfico del corpo o non-malattia dermatologica. I pazienti lamentano una grande quantità di sintomi e preoccupazioni ma i segni di malattia organica sono scarsi. Le aree interessate sono il volto, il capo e i genitali. Il paziente percepisce il proprio aspetto come carico di difetti fisici e cerca in ogni modo di coprire tali difetti, precipitando in un notevole stato di ansia,

disordini dell’alimentazione, nel caso di malattie quali anoressia e bulimia nervose i sintomi dermatologici sono correlati allo stato di malnutrizione, denutrizione, vomito autoindotto e uso di sostanze lassative, diuretiche o emetiche. Vari segni sono visibili sulla pelle soprattutto quando l’indice di massa corporea raggiunge o supera i valori limite;

escoriazioni neurotiche, anche in questo caso il segno più evidente è dato da lesioni cutanee autoinflitte che si presentano come lesioni cicatrizzate o lichenificate con iperpigmentazione;

prurito psicogenico, nel quale forme di depressione, stati di ansia ed altro possono determinare l’insorgere di una sensazione di prurito da stress che a sua volta innesca una sorta di ciclo stress-prurito che si autoalimenta;

Disordini dermatologici con sintomi psichiatrici

Riguardano pazienti con problemi emozionali derivanti dalla presenza di malattie dermatologiche. Il disturbo dermatologico, pur non determinando pericoli per la vita del paziente, è comunque considerato in grado di rendere la vita difficile.

Malattie quali psoriasi, eczema cronico, vari tipi di sindromi ittiosiformi, neurofibromi, acne grave ed altre lesioni che alterano esteticamente la pelle possono avere gravi effetti sulle relazioni psicosociali, auto-stima e sull’ immagine del corpo portando a forme di depressione e di fobia sociale.

Sono incluse in questo gruppo malattie quali:

alopecia areata, perdita di peli che interessa qualunque parte del corpo. Fattori psicologici influenzano lo sviluppo, l’evoluzione ed il trattamento dell’alopecia areata. Forti emozioni possono scatenare la malattia o aggravarla probabilmente attivando particolari recettori posti intorno ai follicoli piliferi con conseguente intensa infiammazione locale. Spesso pazienti con alopecia areata possono presentare sintomi psichiatrici quali depressione acuta, disordini di ansietà generalizzata e stati fobici;

vitiligine, particolare tipo di depigmentazione dell’epidermide. I pazienti affetti da vitiligine sono spaventati ed imbarazzati dal loro aspetto, si sentono discriminati e credono di non ricevere adeguato aiuto dalla società. Soprattutto i pazienti più giovani o appartenenti a ceti più poveri mostrano scarsa auto-stima e problemi di adattamento sociale.

Esiste infine un gruppo misto di disordini o sintomi esclusi dalla classificazione precedente:

sindromi sensorie cutanee, nelle quali i pazienti avvertono strane sensazioni sulla pelle (prurito, infiammazione, punture etc) non attribuibili a condizioni mediche certe ma spesso associate a forme di ansia o depressione;

sindrome della porpora psicogenica, nota anche come sindrome di sensibilizzazione da autoeritrocita, colpisce soprattutto donne adulte instabili da un punto di vista emozionale. I pazienti presentano lividi ricorrenti e dolorosi sulle estremità in seguito a traumi, operazioni chirurgiche o forti emozioni. Senza una adeguata diagnosi è possibile che questi pazienti ricevano trattamenti non necessari o non efficaci;

malattia pseudodermatologica, nella quale i pazienti hanno sintomi cutanei anomali senza riscontro di malattia dermatologica. In alcuni casi le malattie pseudodermatologiche possono essere confuse con altri disordini cutanei oppure disordini medici possono essere confusi con condizioni psicodermatologiche;

suicidio in pazienti dermatologici, è stato riportato soprattutto in pazienti affetti da malattie cutanee croniche. Sono comunque riportati casi di suicidio in pazienti con disordini cutanei moderati ad esempio disturbi dell’immagine del corpo o acne grave.

Riguardo ai possibili trattamenti di queste forme psicodermatologiche è importante alleviare i principali sintomi quali prurito ed escoriazioni, è inoltre importante la gestione dei sintomi psichiatrici quali ansietà, rabbia, imbarazzo e discriminazione sociale.Tra i trattamenti non farmacologici ricordiamo forme di psicoterapia, ipnosi, rilassamento, biofeedback, terapia cognitivo-comportamentale, meditazione ed altro.Infine ricordiamo che molti psicofarmaci presentano effetti collaterali a carico della pelle mentre farmaci comunemente usati nel trattamento di alcune malattie dermatologiche sono spesso associati a sintomi psichiatrici.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Jafferany M. Psychodermatology: a guide to understanding common psychocutaneous disorders. Prim Care Companion J Clin Psychiatry. 2007;9(3):203-13


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