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Approfondimenti di Dermatologia - febbraio 2009

La pelle per John Updike

Pubblicata il 6/2/2009

John UpdikeE' appena scomparso, all'età di 76 anni, John Updike (1932-2009), controverso e prolifico scrittore americano (ha scritto oltre 50 libri) che ha dedicato alcuni racconti al tema della malattia occupandosi in particolare di psoriasi, condizione della quale ha sofferto fin da piccolo.

Da narratore estremamente realista John Updike prende spunto dalle sue esperienze personali descrivendo quella strana relazione che può crearsi tra un individuo malato e la sua malattia, l'influenza che essa può avere sulla vita di una persona e sulla creatività di un artista, tanto da diventare alla fine quasi una fonte di ispirazione da nutrire e non da combattere.

Ad esempio nel racconto breve "From the journal of a leper" il protagonista, un vasaio afflitto dalla psoriasi, descrive in una specie di diario, scritto tra la notte di Halloween ed il successivo 11 Gennaio, l'alterata percezione della realtà personale ed esterna che nasce dalla condizione di malattia.

Il racconto fu completato subito dopo un forte attacco di psoriasi dello scrittore, diventando quindi una sorta di rappresentazione della pelle attraverso un testo narrativo. La consapevolezza dell'imperfezione che egli vede guardando la sua pelle condizionerà la vita dello scrittore riflettendosi nei personaggi dei suoi racconti.

L'immagine negativa che il narratore ha del proprio corpo annebbia la sua capacità di percepire il mondo circostante, ed influenza anche i rapporti con le persone che lo circondano.

La psoriasi diventa una tortura intima oltre che esteriore, che lo porta a desiderare un'altra pelle, una maschera che gli permetta di nascondersi al mondo intorno.

La psoriasi viene indicata con il termine di lebbra, una malattia contagiosa che porta all'isolamento sociale dell'individuo, uno stigma cutaneo che segna non solo il corpo ma soprattutto la vita.

Nel caso del vasaio egli cercherà di produrre vasi perfettamente lisci, sarà l'artista capace di creare superfici perfette, prive di imperfezioni, e la materia plasmata dalle sue mani, diventerà la rappresentazione della sua idea di pelle.

La malattia, mai indicata con il suo nome, si trasfigura in creazione artistica. L'arte diventa una seconda pelle e la vergogna del vivere con una pelle imperfetta si trasforma, nei suoi incubi notturni, in euforia.

Updike ha ripreso l'argomento in altri libri. Ad esempio in Self-Consciousness, la sua autobiografia, dedica un capitolo alla sua "guerra con la pelle" (At war with my skin) descrivendo la sua sofferenza di malato di psoriasi.
Anche nel racconto, "Il centauro", il protagonista, Peter Caldwell, soffre di psoriasi. Mentre in "The Christian Roommates" il protagonista soffre di eczema e questa condizione influenza i suoi rapporti con il mondo circostante.

Come il vasaio protagonista del "Journal…" anche Updike troverà una cura per la sua pelle. Ma la psoriasi, la crescita incontrollata della pelle, fa ormai parte della sua vita, è alla base della sua creatività simile ad un fiume in piena.

Quando la pelle del vasaio sarà guarita egli inizierà a notare le imperfezioni sulla pelle delle persone che lo circondano, sarà finalmente libero dalla gabbia che lo imprigionava ma perderà l'amore della sua donna e probabilmente anche l'ispirazione per la sua attività artistica (1,2,3,4).

A cura della Redazione scientifica.

  1. From the Journal of a leper
  2. http://findarticles.com/p/articles/mi_hb351/is_2001_Annual/ai_n28890340/pg_1
  3. http://www.achievement.org/autodoc/printmember/upd0bio-1
  4. http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/people/u/john_updike/index.html



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