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Approfondimenti di Dermatologia - dicembre 2008

La pelle durante la gravidanza

Pubblicata il 19/12/2008

Riportiamo il contenuto di una review che descrive gran parte delle condizioni dermatologiche che possono colpire le donne durante la gravidanza (1).

In generale tali condizioni possono essere di natura benigna, (associate cioè ai normali cambiamenti ormonali), preesistenti oppure dermatosi legate in maniera specifica alla gravidanza.

Le condizioni benigne dovute ai cambiamenti ormonali della gravidanza comprendono:

  • le striae gravidarum o smagliature, presenti all'inizio come linee o bande rosa porpora in varie parti del corpo, soprattutto in donne giovani, con bambini ad alto peso e donne con un alto BMI. Le cause possono essere di natura fisica ed ormonale. In genere si usano creme, emollienti ed oli per prevenire il problema ma non c'è evidenza della loro utilità ed in ogni caso spesso non è stata verificata la sicurezza di alcuni componenti di questi prodotti durante la gravidanza. Dopo il parto queste strie si attenuano anche se non scompaiono completamente. Trattamenti usati dopo il parto comprendono tretinoina topica od orale (classificate dalla FDA nelle categorie di rischio C e D, con effetti sconosciuti nell'allattamento) oppure trattamento laser (585nm, luce pulsata).


  • iperpigmentazione, evidente soprattutto nelle donne di carnagione più scura. La condizione più fastidiosa da un punto di vista cosmetico è certo il melasma ( cloasma o maschera di gravidanza) che colpisce il 70% delle donne in gravidanza o che fanno uso di contraccettivi orali. Per prevenire o non aggravare il melasma è importante non esporsi al sole o usare forti schermi solari. In genere il melasma scompare dopo il parto anche se in alcuni casi può ripresentarsi in caso di successive gravidanze o uso di contraccettivi orali.


  • modificazioni a carico di capelli e unghie, perdita o crescita anomala di capelli, irsutismo a carico di alcune zone del corpo, sono fenomeni che in genere si risolvono subito dopo il parto o possono perdurare per alcuni mesi. Anche le unghie possono crescere più velocemente oppure modificarsi. La maggior parte della volte questi problemi passano al termine della gravidanza.


  • cambiamenti vascolari, tipici della gravidanza includono telangectasia a ragnatela, eritema palmare, comparsa di varici. Le alterazioni vascolari associate all'aumentato volume sanguigno possono determinare edema del viso, palpebre ed estremità in circa una metà delle donne in gravidanza.


Condizioni cutanee preesistenti (es. dermatite atopica, psoriasi, infezioni fungine, micosi, tumori cutanei) possono modificarsi in gravidanza. In genere le condizioni di atopia peggiorano mentre la psoriasi può migliorare. Il trattamento per le infezioni fungine diventa più lungo. Possono comparire fibromi dei tessuti molli che in genere scompaiono dopo il parto. Sembra poi non esserci una correlazione tra lo stato di gravidanza e lo sviluppo e la prognosi di melanoma maligno.

I disordini dermatologici specifici della gravidanza includono:

  • Papule urticanti pruriginose e placche di gravidanza (PUPPP). Si osserva in una su 130-300 gravidanze e consiste in un rash cutaneo con intenso prurito che compare inizialmente sull'addome. L'origine è sconosciuta anche se è stata ipotizzata una correlazione tra sistema immunitario materno e cellule fetali. Non esiste un trattamento specifico, in genere si usano antistaminici e steroidi topici o sistemici per alleviare i sintomi di prurito. Il rash cutaneo si risolve qualche settimana dopo il parto. Non sono riportati effetti avversi sulla gravidanza.


  • Prurito di gravidanza. Compare in circa una su 300 gravidanze. Può persistere per alcune settimane dopo il parto. Non si conoscono le cause del prurito che comunque non ha effetti negativi per la madre o il feto. E' stata suggerita una associazione con la colestasi intraepatica o condizioni atopiche precedenti. In genere si usano blandi steroidi topici e antistaminici orali per mitigare i sintomi.


  • Colestasi intraepatica. Anche in questo caso la condizione si manifesta con intenso prurito in circa una su 146 fino a 1293 gravidanze (negli Stati Uniti). La diagnosi si basa sulla presenza di prurito con ittero, mancanza di lesioni cutanee primarie, marcatori di colestasi elevati. L'eziologia non è ben chiara: spesso si osserva una condizione di familiarità di colestasi ed una associazione con la presenza dell'antigene HLA-A31 ed HLA-B8. La condizione è associata ad un elevato rischio di nascita prematura, presenza di meconio nel liquido amniotico e morte intrauterina. Lieve prurito viene trattato con antistaminici orali mentre in casi più gravi viene usato acido ursodeossicolico. Si raccomanda costante vigilanza in prossimità del aprto ed in alcuni casi si consiglia induzione del parto alla 38-esima settimana di gestazione.


  • Pemfigoide gestationis. Detta anche herpes gestationis è un disordine cutaneo autoimmune che si presenta in una su 50.000 gravidanze. È collegato alla presenza di HLA-DR3 ed HLA-DR4. In genere la malattia migliora nel corso della gravidanza con peggioramento nel periodo subito dopo il parto. Sono stati riportati casi di rottura della placenta associati a parti prematuri e nascita di bambini sottopeso. È quindi necessaria una attenta vigilanza prima della nascita. In genere sintomi lievi vengono trattati con antistaminici orali corticosteroidi topici. In casi più gravi può essere necessario usare corticosteroidi orali.


  • Impetigine erpetiforme. È un disordine cutaneo molto raro, simile alla psoriasi pustolosa che può comparire nella seconda parte della gravidanza. Non è chiaro se si tratta di una malattia correlata alla gravidanza o solo un peggioramento di una condizione precedente. In genere è assente il prurito mentre si osservano sintomi sistemici quali nausea, vomito, diarrea, febbre, linfoadenopatia. Così possono aversi complicazioni quali infezioni, setticemia, iperparatiroidismo, ipoalbuminemia. Il trattamento include corticosteroidi sistemici ed antibiotici. La malattia guarisce dopo il parto ma può ripresentarsi nelle successive gravidanze. Può esserci un aumentato rischio per il feto.


  • Follicolite pruriginosa. Si presenta con papule follicolari eritematose e pustole sterili. Il prurito, comunque, non è il problema principale. Viene spesso confusa con la follicolite batterica. Si risolve dopo la nascita. Trattamenti includono corticosteroidi topici, benzoil perossido topico e terapia con luce UVB. Non sono riportati esiti avversi per il feto.


A cura della Redazione scientifica.

  1. Tunzi M, Gray GR. Common skin conditions during pregnancy. Am Fam Physician. 2007;75:211-8. Review.





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