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Approfondimenti di Dermatologia - aprile 2010

Grandangolo di dermatologia 2010

Pubblicata il 13/4/2010

grandangoloDue giorni dedicati al presente e soprattutto al futuro della dermatologia. Dermatologi da tutta Italia e qualcuno anche dall'estero si sono incontrati a Bergamo per discutere di malattie della pelle e dei problemi correlati all'esercizio di questa disciplina medica particolare per natura.

La pelle è sede di malattie proprie e nello stesso tempo luogo dove si manifestano sintomi di malattie presenti in organi anche lontani o reazioni a trattamenti farmacologici. È ciò che ricopre il corpo ed appare agli altri: malattie disfiguranti come ad esempio la psoriasi o la vitiligine, pur non gravi nella maggior parte di casi, possono rendere difficili anche gesti semplici come guardarsi allo specchio o fare una passeggiata al mare d'estate.

Dopo l'intervento introduttivo del dott. Nello Martini a nome dell'Accademia Nazionale di Medicina la prima parte del convegno è stata dedicata al ruolo della Dermatologia nel Servizio Sanitario Nazionale.

Di epidemiologia e prevalenza delle malattie cutanee si è occupato il dott. Luigi Naldi che ha sottolineato l'importanza sociale della malattie che colpiscono la pelle e della necessità di forme di riabilitazione dermatologica in casi di malattie ad andamento cronico. Ancora di problemi connessi al carattere cronico di alcune malattie dermatologiche si è occupato il dott. Enzo Berardesca mentre aspetti più propriamente chirurgici sono stati affrontati dal dott. Fabio Arcangeli.

I nuovi bersagli terapeutici nel trattamento della psoriasi sono stati segnalati dal prof. Alberto Giannetti che ha parlato di nuove molecole in studio e trial clinici correlati.
Passando dai laboratori di ricerca agli ambulatori ospedalieri la dott.ssa Cecilia Pravettoni ha descritto il lavoro ed i problemi di un dermatologo ambulatoriale mentre la dott.ssa Delia Colombo ha parlato dell'esercizio privato della dermatologia.

Dopo la tavola rotonda tra rappresentanti della politica, amministratori della sanità, società dermatologiche ed associazioni di pazienti, il convegno è proseguito nel pomeriggio occupandosi di dermatologia delle prove di efficacia.

La prima sessione del pomeriggio ha visto alcuni dermatologi affrontare problemi più clinici alla luce della cosiddetta medicina delle prove di efficacia: il dott. Luigi Naldi ha parlato di efficacia e sicurezza nelle strategie di trattamento della psoriasi, di idrosadenite suppurativa si è occupato invece il dott. Vincenzo Bettoli mentre l'ampio capitolo dei laser e del loro uso in dermatologia è stato trattato dal dott. Leonardo Marini. Del ruolo del dermatologo nello sviluppo di nuovi farmaci per le malattie cutanee ha parlato il dott. Carlo Pincelli. Una sessione interattiva a cura del dott. Maurizio Congedo sull'uso di farmaci off label in un caso particolarmente grave di lupus in una giovane ragazza ha sollecitato numerosi interventi da parte dei dermatologi presenti.

La giornata si è conclusa con una serie di interventi dedicati alle reti cliniche e di ricerca nel campo delle malattie cutanee. L'esperienza di Geneskin, rete europea sulle genodermatosi è stata descritta dal dott. Mauro Paradisi. Psocare e Psonet, rispettivamente network italiano ed europeo che raccolgono dati sull'uso dei farmaci sistemici nella cura della psoriasi, sono stati oggetto dell'intervento del Prof Alberto Giannetti mentre del progetto VitiligoCare hanno parlato Jole Airoldi, presidente di Ariv, associazione di pazienti con vitiligine, ed il dott. Mauro Picardo. Al termine il dott. Piergiacomo Calzavara Pinton ha analizzato le interazioni tra reti cliniche ed assistenza sanitaria con particolare riferimento al progetto Psocare.

Due le sessioni della seconda giornata. La prima dedicata alla Terapia cellulare e Cell factory è iniziata con l'intervento del prof. Thomas Hunziker che ha parlato della sua esperienza nella estrazione e coltura di cellule staminali della pelle. I problemi regolatori nell'impiego delle terapie cellulari sono stati argomento dell'intervento della dott.ssa Cristina Pintus, rappresentante dell'AIFA. Al termine la sessione interattiva su terapie innovative e sostenibilità dei loro costi guidata dal dott. Alberto Motulese.

Nell'ultima sessione, Dermatologia all'interfaccia, differenti specialisti hanno evidenziato la necessità di un approccio multidisciplinare nella gestione di malattie con manifestazioni cutanee. Il dott. Luciano Mariani ha parlato dell'impatto di HPV nei tumori cutanei trattando in particolare il tema del vaccino anti-HPV da poco introdotto in Italia.
L'integrazione tra Farmacia ospedaliera e dermatologo nella gestione delle malattie dermatologiche è stato l'argomento trattato dal dott. GianCarlo Taddei, farmacista degli ospedali Riuniti di Bergamo.
Di dermatologia del trapianto si è occupato il dott. Andrea Peserico evidenziando come l'uso continuo di farmaci immunosoppressori determini effetti collaterali anche gravi a livello cutaneo. Ulcere cutanee e dermatologia vascolare è stato l'argomento trattato dal dott. Massimo Papi.

Il congresso si è concluso con una lettura magistrale del prof. Roberto Labianca su trattamenti oncologici mirati e prospettive, un rapido viaggio tra le nuove terapie cosiddette mirate nel campo della oncologia dermatologica.

È stato questo il primo Grandangolo in Dermatologia che ha visto l'attenta partecipazione di dermatologi e specialisti in qualche modo coinvolti nel mondo delle malattie cutanee con il contributo di politici ed amministratori della sanità pubblica.

Un insieme di operatori che ogni giorno sono a contatto con i malati ma nello stesso tempo cercano di applicare nuove tecniche e conoscenze provenienti dal mondo della ricerca clinica e farmacologica.

L'ampliarsi delle conoscenze sui meccanismi di regolazione a livello cellulare ha determinato lo sviluppo di nuovi farmaci, così la possibilità di coltivare in laboratorio tessuti da cellule della pelle ha aperto nuove prospettive terapeutiche per le quali servono regole ma soprattutto percorsi certi per facilitarne l'uso nella pratica quotidiana. L'auspicio è che gli enti regolatori e la politica in generale sappiano aprire vie alle nuove frontiere della medicina in campo dermatologico, perché la ricerca possa trasformarsi in farmaci e trattamenti utili per il malato.

A cura della Redazione scientifica.



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