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Approfondimenti di Dermatologia - agosto 2008

Mare e dermatosi : alcune indicazioni utili

Pubblicata il 8/8/2008

Nuotare nelle fresche acque del mare può essere pericoloso per la nostra pelle?

Nell'area del Mar Mediterraneo le reazioni cutanee più comuni osservabili sono associate a biotossine prodotte da organismi marini quali Celenterati (meduse e anemoni di mare), reazioni ai ricci di mare e vari tipi di pesci, il granuloma da Mycobacterium marinum e le dermatiti causate da alcuni vermi acquatici.

I Celenterati o Cnidari sono invertebrati e possono vivere liberi (meduse) o attaccati alle rocce (anemoni di mare). Dotate di un corpo principale da cui si dipartono tentacoli provvisti di cellule urticanti dette nematocisti, le meduse possono essere un problema per nuotatori e surfisti. Quando le nematocisti vengono a contatto con la pelle iniettano sotto la cute le tossine di cui sono ripiene. I sintomi locali includono dolore, bruciore, eritema, orticaria, e formazione di bolle che possono progredire verso necrosi cutanea. Anche indossare vestiti umidi non sempre riesce ad impedire alle tossine di raggiungere la pelle.
Dopo il doloroso incontro con una medusa bisogna per prima cosa eliminare tentacoli residui dalla pelle per prevenire l'ulteriore rilascio di tossine. I metodi consigliati per diminuire il dolore ed inattivare le nematocisti sono vari e molti assolutamente empirici. Esiste una certa evidenza che immersione dell'area colpita in acqua calda ed applicazioni di impacchi caldi siano metodi efficaci. Altri trattamenti, anche abbastanza fantasiosi, includono impacchi freddi, lavaggio con etanolo, aceto, urine, soda, o alcool denaturato. Il livello di evidenza di tali trattamenti è insufficiente, difficile paragonare gli studi e le specie di medusa considerate. Sicuramente da evitare lo sfregamento della zona e il lavaggio con acqua fresca che possono favorire l'ulteriore eliminazione di tossine dalle nematocisti. Sintomi quali dolore e dermatiti possono essere trattate con analgesici ed antistaminici. Sintomi sistemici possono anche comparire subito o dopo alcune ore (1,2).

Da notare che la presenza delle meduse viene segnalata in aumento nel Mediterraneo anche a seguito dell'innalzamento della temperatura del mare, della diminuizione dei suoi predatori naturali e dell'aumento di sostanze contaminanti che favoriscono la crescita del plancton che rappresenta il loro nutrimento.

Una eruzione cutanea segnalata dopo l'immersione in acqua di mare e non solo, è la cosiddetta seabather's eruption (eruzione del bagnante) che compare quando le persone sono esposte alle larve di alcuni celenterati: si tratterebbe di una reazione di ipersensibilità alle tossine larvali. Si presenta come un rash cutaneo maculo-papulare nell'area del corpo ricoperta dal costume o da muta subacquea. Tale eruzione può durare da 2 a 28 giorni anche se la maggior parte delle volte si risolve entro una o due settimane. Un trattamento immediato può consistere nell'applicazione topica di calore o aceto. Ulteriori trattamenti includono uso topico di corticosteroidi, antistaminici e steroidi orali. La migliore profilassi è risciacquarsi subito dopo il bagno soprattutto nelle zone ricoperte dal costume o dalle mute subacquee. Si raccomanda inoltre di pulire bene le mute per evitare il persistere delle larve (1,3).

Altre creature pericolose sono alcuni pesci che vivono nel fondo del mare, spesso nascosti sotto la sabbia o mimetizzati tra le rocce, che possono pungere i bagnanti ignari con le loro spine collegate a cellule in grado di produrre tossine velenose. Diffusi nei nostri mari segnaliamo scorfani, tracine e razze. Dopo la puntura, un rapido trattamento con acqua molto calda inattiverà la tossina attenuando il dolore (2).

Bisogna fare attenzione anche ai ricci di mare. La penetrazione delle loro spine può dare una reazione immediata e due differenti reazioni ritardate: la reazione ritardata più comune consiste nella formazione di granulomi (lesioni dure di colore marrone-rosso) dovuti alla persistenza di frammenti di spine, l'altra reazione (più comune nei pescatori abituali) si manifesta con edema persistente del dorso delle mani e dell'avambraccio in seguito a ripetuta penetrazione delle spine dei ricci di mare. I sintomi immediati quali dolore, arrossamento ed edema, possono essere attenuati con acqua molto calda e cercando di eliminare subito le spine conficcate nella cute.

Granulomi possono essere indotti anche da infezione cutanea dovuta a Mycobacterium marinum un micobatterio atipico presente in acqua salata e dolce e negli acquari casalinghi. Vari pesci possono essere portatori di questo micobatterio. I pazienti presentano papule dure di colore rosso o noduli sulle ginocchia, gomiti o superficie dorsale di mani e piedi. Le papule possono dare origine ad ulcere, i sintomi sono spesso leggeri ma si può avere dolore localizzato e prurito. Le terapia consiste in antibiotici attivi sul Micobatterio per via orale: il trattamento deve continuare per almeno 4-6 settimane dopo la risoluzione clinica delle lesioni.

Alcuni anellidi (Policheti), vermi marini, dotati di setole urticanti possono provocare dermatite da contatto. Dermatiti possono derivare anche da contatto con alcune spugne (Poriferi) del genere Tedania e Neofibularia diffuse nelle zone caraibiche: I sintomi comprendono prurito seguito, dopo alcune ore, da dolore, edema e rigidità dell'arto interessato

Un altro pericolo deriva dalla possibilità che ferite di varia origine possono essere infettate da organismi marini quali streptococchi, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus, Vibrio colera, Vibrio vulnificus e Vibrio parahaemolyticus.

Attenzione allora…e Buone Vacanze a tutti.

A cura della Redazione scientifica.

  1. Zoltan TB, Taylor K and Achar SA. Health issues for surfers. Am Fam Physician. 2005 ;71:2313-7. Summary for patients in: Am Fam Physician. 2005 Jun 15;71(12):2319-20

  2. Freudenthal AR and Joseph PR. Seabather's eruption. N Engl J Med. 1993 ;329:542-4

  3. Freiman A, Barankin B and Elpern DJ. Sports dermatology part 2: swimming and other aquatic sports. CMAJ. 2004 ;171:1339-41


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